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sezione aggiornata il 25/06/10
CASE
REPORT: Il
Trasporto
di
Pazienti
Gravemente Obesi. (pubblicato
su
N&A
n.
171
di
gennaio
2007)
-
-
Autori:
Istruttori
IREF
del
CeFRA di
Busnago
Soccorso:
- Federico Emiliano Ghio (Infermiere Busnago Soccorso)
- Simone Della Torre (Soccorritore-Istruttore Busnago Soccorso)
Introduzione
Negli
anni,
era
già
capitato
di
dover
organizzare
il
trasferimento
di
pazienti
gravemente
obesi;
tuttavia,
in
pochi
avevano
raggiunto
e
superato
i
limiti
di
sicurezza
dichiarati
dai
costruttori
di
barelle
autocaricanti
e
degli
altri
presidi
di
comune
dotazione;
tantomeno
mai
avremmo
pensato
di
superare
i
limiti
di
peso
imposti
dal
costruttore
di un
toboga,
strumento
specificamente
concepito
per
l'evacuazione
di
questo
tipo
di
pazienti.
L'11
novembre
2006,
uno
dei
nostri
equipaggi
è
impegnato
in un
trasferimento intrasopedaliero
da
Zingonia
a
Milano.
Le
notizie
ricevute
all'atto
della
richiesta
parlano
di un
paziente
obeso
che
deve
essere
trasportato
in un
nosocomio
milanese
dove verrà
sottoposto
ad un
intervento
chirurgico
di nefrostomia.
All'arrivo
a Zingonia,
tuttavia,
la
situazione
è
ben
diversa
da
quella
descritta:
il
peso
del
malato
è
infatti
di
277
Kg!
Ben
lontano
da
ogni
aspettativa.
Questo
prevarica
inevitabilmente
qualsiasi
strategia
di
trasporto
con i
sistemi
tradizionali,
e
pone
grosse
riserve
anche
sul
fatto
che
la
lamina
centrale
del
pianale
idraulico
della
barella
sia
in
grado
di
sostenere
il
carico
senza
danneggiarsi.
L'equipaggio
in
posto
contatta
quindi
la
Sede,
mettendo
al
corrente
della
situazione
il
responsabile
della
Centrale
Operativa.
-
Purtroppo,
l'unica
ambulanza
priva di pianale
idraulico
è in
convenzione
forfait
quale
ambulanza
medicalizzata
118
presso
il
Presidio
Ospedaliero
"L.
Mandic"
di
Merate,
e
quindi
non
impiegabile
senza
interruzione
del
servizio
di
emergenza
territoriale.
L'alternativa
viene
pertanto
individuata
nel
rimuovere
la
barella autocaricante
(che
viene
lasciata
in
ospedale)
ed
impiegare
il
toboga
(peso
massimo
consentito
268kg.)
appoggiato
sul
pianale
idraulico
che
nel
frattempo
viene
rinforzato
con
travi
di
legno
rinforzato
normalmente
impiegate
in
edilizia
quali
supporti
alle
casseforme
del
calcestruzzo
armato.
Al
letto
del
paziente
sono
presenti
complessivamente
10
operatori:
5
soccorritori
della
nostra
Associazione,
3
Infermieri,
la
Caposala
del
Reparto
ed 1
operatore
dell'ufficio
tecnico
del
Policlinico.
Il
malato
è
minimamente
autonomo,
ed
assolutamente
incapace
di
mantenere
posizioni
diverse
da
quella
supina;
infatti,
la
severa obesità
lo
obbliga
ad
adottare
il
decubito
laterale
per
poter
respirare
agevolmente.
-
Con
l'aiuto
del
personale
infermieristico,
il
toboga
viene
adagiato
dietro
alla
schiena
del
paziente,
quasi
fosse
una
tavola
spinale,
quindi
una
volta
infilato
sotto
il
fianco
sinistro
si
riesce
a
ruotare
nuovamente
il
toboga
e
posizionare
adeguatamente
il
paziente,
che
viene
trasportato
in
decubito
laterale
sinistro.
Il
trasporto
dal
reparto
(quarto
piano)
all'ambulanza
si
effettua
impiegando
il
letto
da
degenza.
Per
caricare
il
paziente
si
rende
necessario
l'aiuto contemporaneo di 8 operatori. Una volta a bordo, il paziente viene
assicurato al pianale idraulico con apposite cinghie, mentre con una
"sospendita"
normalmente
impiegata
per
l'elisoccorso,
si
assicura
il
toboga
anche
alle
barre
di
sostegno
poste
sul
cielo
del
vano
sanitario,
onde
impedire
eventuali
movimenti
oscillatori.
Il
toboga
viene
inoltre
mantenuto
in
sede
da 2
operatori
per
tutta
la
durata
del
trasporto.
Prima
di
partire,
vengono
poste
lenzuola
e
traverse
assorbenti
arrotolate
in
tutti
i
distretti
corporei
che
entrano
in
stretto
contatto
con la
struttura
del
presidio,
onde
evitare
la
comparsa
di
lesione
da
pressione
durante
il
viaggio.
-
Il
paziente
viene
monitorato
in
continuo
con
saturimetria,
pressione
sanguigna
non
invasiva
e
frequenza
cardiaca.
Nonostante
le
attenzioni
impiegate
nel
porre
il
paziente
in
decubito
laterale
sinistro
per
favorire
la
respirazione,
il
paziente
lamenta
dispnea,
e
presenta
una
SaO2%
in
aria
ambiente
del
90%
(valori
basali
92-94%).
Si
procede
per
cui
alla
somministrazione
di O2
tramite
cannule
nasali.
Il
trasferimento
richiede
oltre
un'ora,
condizionato
dalla necessità
di
evitare
scossoni
e
brusche
frenate
oltre
che
dalle
condizioni
di
traffico
particolarmente
congestionato
essendo
venerdì
pomeriggio
(ore
18.00)
nell'orario
di
rientro
dei
pendolari
nel
tratto
Dalmine
-Tangenziale
Est
dell’A4.
All'arrivo
presso
il
Policlinico,
si
presentano
nuove
problematiche:
il
pronto
soccorso,
allertato
sin
dalle
14.00
non è
in
grado
di
accettare
il
paziente
per
cui il
medico
di
guardia
ha
provveduto
a
visitare
il
paziente
in
ambulanza
e
destinarlo
direttamente
al
padiglione
dove
era
atteso
per
sottoporlo
ad
intervento
chirurgico.
L'ingresso
in
Camera
Operatoria
è
difficoltoso
ed
è
condizionato
dalla
mancanza
di
letti
adeguati
a
muovere
il
paziente
in
ascensore,
che
pertanto
viene
mantenuto
sul
toboga
e
trasferito
direttamente
sul
tavolo
operatorio.
-
Il
trasporto
di
pazienti
gravemente
obesi,
è
sicuramente
evenienza
rara,
che
spesso
coglie
impreparati.
Le
attrezzature
normalmente
presenti
sui
mezzi
di
soccorso,
non
sono
di
norma
adeguate
alla
mobilizzazione
ed al
trasporto
di
questi
pazienti,
in
particolar
modo
quando
si
tratta
di
persone
con
un’autonomia
residua
minima.
L'azzardarsi
a
trasportare
pazienti
gravemente
obesi
con
strumenti
non
adeguati
comporta
un
rischio
inammissibile
per
gli
operatori,
per il
paziente
e per
gli
strumenti
stessi.
Gli
infermieri
del
reparto,
riferiscono
che i
colleghi
che
hanno
trasportato
il
paziente
dal
domicilio
all’ospedale
hanno
danneggiato
gravemente
la
barella autocaricante
ed
irrimediabilmente
la
tavola
spinale.
Qualora
ciò
non
accadesse,
sarebbe
quanto
meno
indicato
che il
materiale
utilizzato
venga
poi
messo
fuori
servizio
e
revisionato
dal
costruttore,
onde
evitare
futuri
rischi.
Sarebbe
inoltre
auspicabile
che
ogni
ospedale
disponesse
di
presidi
atti a
contenere
pazienti
obesi,
come
un
toboga
per
esempio
che
risulta
utile
anche
nei
trasferimenti
di
pazienti
critici
in
quanto
è in
grado
di
accogliere
al suo
interno
anche
l'attrezzatura,
oppure
per
un'evacuazione
in
caso
di
emergenza);
mentre
le
associazioni
di
soccorso
dovrebbero quantomeno
predisporre
sistemi
di
contenimento
in
grado
di
garantire
la
sicurezza
del
trasporto
atipico
(traverse
di
legno,
cinghie,
punti
di
fissaggio
aggiuntivi
in
ambulanza,
ecc…).
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Crediti: Busnago Soccorso
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