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sezione aggiornata il 26/12/08
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Annullare il ritardo
evitabile in caso di attacco cardiaco: cure piu' efficaci entro la prima ora a tutte le persone
colpite da attacco cardiaco.
Ogni
anno
circa
160.000
persone
in
Italia
(circa
2.500 in
Brianza)
vengono
colpite
da
attacco
cardiaco.
Una su
quattro
di loro
non
sopravvive
e nella
meta' dei
casi la
morte e'
di tipo
improvviso,
soprattutto
concentrata
nelle
prime
due ore,
per
arresto
cardiaco.
Il
trattamento
attuale
dell’infarto
acuto di
cuore,
sia con
farmaci
(trombolisi)
che con
procedure
di
rivascolarizzazione
meccanica
(angioplastica
coronarica)
o
chirurgica
e'
altamente
efficace,
entro la
prima
ora o
almeno
entro le
prime
2-3 ore.
Per
affrontare
meglio
l'emergenza
e'
indispensabile
il
precoce
riconoscimento
dei
segni di
allarme
e
l'allertamento
precoce
del 118.
Le
ambulanze
dell’area
Brianza,
dopo la
realizzazione
del
Progetto
VITA
promosso
da
Brianza
per il
Cuore,
sono
dotate
di
defibrillatore
semiautomatico
e quindi
in grado
di
intervenire
efficacemente
in caso
di
arresto
cardiaco
durante
il
trasporto
verso
l’ospedale.
Inoltre
la
Centrale
Operativa
dirigera'
l’ambulanza
verso il
centro
ospedaliero
piu'
adatto e
con
disponibilità
ad
eseguire
prontamente
le cure
necessarie.
Prima la diagnosi, prima le cure
Le cure ospedaliere hanno la massima efficacia quanto piu' presto vengono attuate; la
tecnologia attualmente disponibile consente oggi di realizzare diagnosi e prime cure
gia' durante il trasporto in ospedale.
La diagnosi di infarto acuto di cuore o di attacco ischemico in atto fuori
ospedale si basa
sull’elettrocardiogramma a 12 derivazioni (ECG 12 FO) registrato e trasmesso alla
Unita' Coronarica di riferimento.
Anche la Societa' Europea di Cardiologia pone l’accento sul ruolo critico del
trasporto attivo in ambulanza, sottolineando la necessita' di avere: ambulanze dotate di ECG 12 FO, di defibrillatore semiautomatico, attrezzatura per
registrare l’ECG 12 FO.
Questa possibilita' di registrate e trasmettere l’ECG 12 permette di
accelerare la diagnosi e un tempestivo avvio delle cure,
all’arrivo in ospedale, evitando la sosta in Pronto Soccorso.
Valutato in 7 studi internazionali pubblicati, il tempo che si puo' risparmiare va da 20 a 55 minuti e l’esperienza del Registro USA degli
Infarti Miocardici indica riduzione di mortalita' ospedaliera: dal 12%
all’8%, riduzione del rischio relativo di morte: 30%. Per questo le
Linee Guida Internazionali (ILCOR) considerano la possibilita' di registrazione
dell’ECG 12 FO sull’ambulanza una raccomandazione di classe prima.
Annullare il ritardo evitabile in caso di attacco
cardiaco
IL RITARDO DECISIONALE
Rappresenta la componente piu' rilevante e richiede per essere limitato la
capacita' di riconoscere i segni di allarme e attivare prontamente il 118
IL RITARDO ORGANIZZATIVO Che riguarda il tempo dalla presa in carico da parte del 118 fino all’arrivo
nell’ospedale piu' idoneo e disponibile e non solo piu' vicino. E’
l’utilizzo del tempo di trasporto per: diagnosi, messa in sicurezza,
stabilizzazione del soggetto con attacco cardiaco, contatto gia' con il reparto
ospedaliero competente che puo' ridurre questo tipo di ritardo e che costituisce
l’obiettivo primario del progetto contrATTACCO CARDIACO,
in grado
anche di
influire
nel
ridurre
il
ritardo
intraospedaliero
successivo.
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