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sezione aggiornata il 03/03/10
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 Defibrillazione
Semiautomatica
Esterna
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L'Associazione,
nonostante
l'alto
costo
totalmente
a
proprio
carico,
ha
deciso
di
aderire
nel
corso
del
2003
alla
fase
sperimentale
del
progetto
di
Defibrillazione
Precoce
coordinato
dalla
Centrale
Operativa
del
S.S.U.Em.
118
di
Lecco
e
Provincia.
Nei
mesi
di
luglio
e
settembre
2003
il
nostro
personale,
volontario
e
dipendente,
ha
partecipato
alle
prime
sessioni
formative
di
BLS-D
tenutesi
presso
la
Centrale
Operativa
del
118
di
Lecco.
Nella
prima
sessione
sono
risultati
idonei
e
quindi
certificati
19
operatori
(su
20
candidati
partecipanti
alla
prima
fase
di
sperimentazione
programmata
per
il
triennio).
Dal
primo
agosto
2003
l'Associazione
e'
abilitata
ad
operare
con
ambulanza
BLS-D
ovvero
con
personale
DAE
a
bordo
nella
turnazione
serale
e
notturna
dei
giorni
del
week-end
(giovedi',
venerdi',
sabato
e
domenica).
Fino
a
luglio
2005
sul
territorio
di
competenza
del
118
Lecco
e
Provincia
erano
due
le
associazioni
ad
aver
aderito,
a
costo
zero
per
l'Azienda
Ospedaliera
titolare
del
S.S.U.Em.
118,
alla
sperimentazione
della
Defibrillazione
Precoce:
l'Associazione
Soccorso
degli
Alpini
di
Mandello
e
la
Busnago
Soccorso
con
il
distaccamento
di
Robbiate.
Da
gennaio
2005
l'Associazione
e'
stata
abilitata
ad
operare
con
ambulanza
BLS-D
anche
sul
territorio
di
competenza
del
118
Brianza
(futura
provincia
di
Monza).
Nel
mese
di
gennaio
2006
nell'incontro
tenutosi
presso
il
S.S.U.Em.
118
Brianza,
l'Associazione
e'
stata
inserita
nel
progetto
"Contrattacco
Cardiaco"
che
prevede
l'esecuzione
da
parte
del
personale
"esecutore"
del
tracciato
a 12
derivazioni;
inoltre
e'
stato
concesso
l'impiego
dei
nostri
Lifepak12
in
modalita'
DAE
nei
servizi
di
ambulanza
in
configurazione
BLS-D.
Nel
mese
di
aprile
2006
sono
stati
certificati
altri
16
volontari
all'uso
dei
defibrillatori
a tre
tasti.
-
.
-
La
letteratura
medica
e
diversi
studi
specifici
hanno
rafforzato
la
tesi
che
la
defibrillazione
precoce
(performata
in
tempi
brevissimi
dalla
comparsa
dell'arresto
cardiocircolatorio)
produce
una
notevole
riduzione
della
mortalità
e
delle
sequele
invalidanti
secondarie
ad
arresto
cardiaco
primario.
L'altissimo
numero
di
decessi
correlati
a
Morte
Cardiaca
Improvvisa,
ha
portato
fin
dai
primi
anni
'70,
allo
studio
di
tecnologie
che
potessero
permettere
l'utilizzo
del
defibrillatore
a
personale
non
medico,
sollevando
l'operatore
dall'onere
della
diagnosi,
dal
momento
che
l'analisi
del
ritmo
viene
effettuata
dall'apparecchio.
Gia'
dal
1977,
sono
disponibili
in
commercio
defibrillatori
“semiautomatici”,
ovvero
apparecchiature
di
facile
utilizzo,
dotate
di
apposito
software
per
l'analisi
dell'aritmia
e
per
l'erogazione
semiautomatica
di
shock
con
protocollo
di
energia
incrementale
(200J
-
300J
-
360J),
fino
a
giungere
ai
moderni
DAE
(Defibrillatore
Automatico
Esterno)
a
tecnologia
bifasica.
In
Italia
la
possibilità
di
poter
erogare
la
terapia
elettrica
da
parte
di
personale
non
sanitario
e'
relativamente
recente.
-
.
-
La
componente
anestesiologico-rianimatoria
all'interno
della
nostra
Associazione
e'
molto
forte,
ed
il
progetto
di
Defibrillazione
Precoce
ha
risentito
molto
della
consulenza
richiesta
ai
Medici
Anestesisti
Rianimatori,
Infermieri
di
Area
Critica
e
Operatori
di
Centrale
Operativa
118
che
collaborano
periodicamente
con
la
Busnago
Soccorso.
Da
subito
e'
stata
avvertita
l'esigenza
di
dover
fornire
al
personale
dipendente
e
volontario
una
conoscenza qualitativa
e
non
quantitativa
dei
motivi
per
cui
le
ambulanze
sono
state
fornite
di
defibrillatore
automatico
esterno.
L'obiettivo,
da
subito,
non
e'
stato
quello
di
creare
dei
meri
esecutori,
ma
di
fornire
conoscenze
cliniche
e
tecniche
sui
meccanismi
dell'arresto
cardiocircolatorio
e
sulla
applicazione
della
defibrillazione
precoce.
Per
questo,
parallelamente
al
percorso
formativo
proposto
dalla
Regione
Lombardia
ed
eseguito
presso
la
Centrale
Operativa
118
di
Lecco
e
Provincia,
sono
stati
organizzati
momenti
di
approfondimento.
Inizialmente,
la
paura
del
nuovo
ha
procurato
qualche
problema
al
personale
volontario,
mostratosi
riluttante
ad
utilizzare
un'apparecchiatura
apparentemente
cosi'
pericolosa.
Le
maggiori
perplessità
del
personale
volontario
sono
state
relative
all'infallibilità
dell'analisi,
al
timore
di
poter
erogare
scariche
non
richieste,
la fragilità
dell'apparecchiatura,
le
controversie
legali
relative
al
suo
utilizzo.
Gli
incontri
organizzati
preventivamente
alla
fase
formativa
vera
e
propria,
hanno
permesso
di
allontanare
questi
dubbi.
I
risultati
in
sede
certificativa
sono
stati
ampiamente
soddisfacenti
con
una
media
superiore
al
85/100
sulla
valutazione
finale.
-
La
maggior
parte
dei casi
di
arresto
cardiaco
e'
secondaria
ad
aritmie
defibrillabili.
Il tempo
che
intercorre
tra il
momento
dell'arresto
cardiocircolatorio
e
l'inizio
delle
manovre
rianimatorie
opera la
differenza
sull'esito
prognostico
del
paziente.
La
defibrillazione
precoce
aumenta
la
possibilità
di
ripresa
del
circolo
(ROSC)
con
conseguente
riduzione
del
danno
anossico
(da
mancanza
di
ossigeno).
Dal
momento
dell'arresto,
ogni
minuto
che
passa e'
fondamentale.
La
presenza
sul
posto di
astanti
che
sappiano
eseguire
le
manovre
di
rianimazione
di base,
spesso
contribuisce
ad un
esito
favorevole
dei
trattamenti
seguenti.
Difatti,
in
maniera
direttamente
proporzionale,
appena
dopo
l'arresto
cardiocircolatorio
incomincia
a
verificarsi
un danno
anossico
cerebrale
che
secondo
la
maggior
parte
degli
Autori,
dopo 4
minuti
diventa irreversibile.
La morte
cerebrale,
a
seconda
delle
aree
interessate,
ha
conseguenze
vitali
sull'organismo;
nei casi
più
lievi,
dove si
assiste
a
ripristino
dell'attività
cardiaca
ed il
paziente
viene
dimesso
vivo
dall'ospedale,
spesso
si
osservano
esiti di
sofferenza anossica
come
sindromi
di lato,
difficoltà
nella
parola,
ecc. Nei
casi
gravi,
si
assiste
al
danneggiamento
dei
centri
pontino
bulbari,
responsabili
della
respirazione
fino
alla
morte
cerebrale,
nonostante
il
ripristino
dell'attività
cardiaca.
L'obbiettivo
del BLS
deve
essere
quindi
quello
di mantenere
irrorati
nel
miglior
modo, e
per il
più
lungo
tempo
possibile,
cuore e
cervello,
fino a
che un
defibrillatore
non
sarà
disponibile.
In parte
dei
casi,
queste
manovre
permettono
di
mantenere
un ritmo
defibrillabile
fino
all'intervento
dell'equipe
di
soccorso
avanzato
dotata
di
defibrillatore
e
strumenti
per le
terapie
di
rilancio
delle
funzioni
vitali.
Grazie
alla
possibilita'
di
defibrillare
in
ambiente
extraospedaliero
con i
DAE,
l'equipaggio
dell'autoambulanza
può
effettuare
l'importante
operazione
di rilancio
costituita
dalla
defibrillazione,
riducendo
il tempo
intercorso
tra arresto
cardiocircolatorio
ed
erogazione
della
prima
scarica.
Tanto
minore
e' il
tempo
che
intercorre
tra
l'insorgenza
dell'aritmia
ventricolare
e
l'erogazione
dello
shock,
tanto
maggiori
sono le
possibilita'
di una
ripresa
del
circolo
(vedi
grafico).
Con il
passare
del
tempo,
l'aritmia
consuma
velocemente
le
risorse
energetiche
del
miocardio,
cosicche'
anche il
voltaggio
diminuisce.
La
diminuzione
del
voltaggio
coincide
con una
risposta
miocardica
sfavorevole
alla
defibrillazione,
con
conversione
del
ritmo
defibrillabile
in ritmi
non
trattabili
elettricamente
(dissociazione
elettromeccanica,
asistolia)
spesso
associati
a
prognosi
infausta.
Per
questo,
nell'adulto,
non
appena
eseguito
l'ABC, a
C
negativo,
vengono
immediatamente
applicati
gli
elettrodi
e
lanciata
l'analisi
del
ritmo,
senza
incominciare
nemmeno
un ciclo
di
rianimazione.
-
-
Grafico
dei
Ritmi
di
esordio
dell'arresto
cardiocircolatorio
grafico
Tachicardia Ventricolare - defibrillabile
Fibrillazione Ventricolare ad Alto Voltaggio - defibrillabile
Fibrillazione Ventricolare a Basso Voltaggio - defibrillabile
Dissociazione elettromeccanica (DEM) - non defibrillabile
Asistolia - non defibrillabile
E'
stato
acquistato
un
defibrillatore
automatico
esterno
della
Medtronic
PhysioControl
modello
Lifepak
500 a
3
tasti.
Caratteristiche
peculiari
di
questo
modello
sono
l'onda
elettrica
bifasica
e
l'erogazione
di
potenze
elettriche
fino a
360J,
mentre
altri
defibrillatori
consentono
come
erogazione
massima
di
energia
250J.
Il
protocollo
di
energia
adottato,
deciso
dalla
C.O.E.U.
118 di
Lecco
in
sintonia
con le
linee
guida
ILCOR
è
200J-200J-360J
(incrementale).
L'apparecchio
riconosce
automaticamente
il
livello
di
impedenza
toracica,
tarandosi
autonomamente
ed
automaticamente.
All'operatore,
tramite
chiari
messaggi
vocali,
e'
richiesto
di
lanciare
l'analisi
ed
erogare
l'energia
qualora
fosse
ritenuto
dalla
macchina
necessario.
L'indicazione
a
lanciare
o meno
lo
shock
e'
comunicata
tramite
messaggi
vocali
e
visivi.
Tutto
il
tracciato
elettrocardiografico
viene
registrato
nella
memoria
interna
dell'apparecchio.
Gli
elettrodi
per
terapia,
sono
compatibili
con il piu'
sofisticato
LifePak
12,
pertanto
all'arrivo
dell'automedica
o in
Pronto
Soccorso,
e'
sufficiente
sconnettere
l'apparecchio
ed
attaccare
l'altro
defibrillatore.
All'operatore
rimane
la
responsabilita'
di
posizionare
correttamente
gli
elettrodi
per
analisi
e
terapia
così
come
indicato
nel
manuale
di
istruzioni
elaborato
dal
team
del
progetto
DAE
della
nostra
organizzazione.
Il
posizionamento
degli
elettrodi
deve
essere
effettuato
in
posizione antero
laterale
e non
antero
posteriore
per
non
rischiare
di
inficiare
l'analisi
e di
erogare
uno
shock
non
desiderato.
Il
Lifepak
500,
infatti,
analizza
la II^
derivazione,
ottenibile
con il
posizionamento
antero
laterale
degli
elettrodi.
L'erogazione
di
energia
deve
avvenire
in
condizioni
di
sicurezza,
ovvero
senza
astanti
o
altre
persone
in
contatto
con il
paziente.
Ulteriori
informazioni
sono
contenute
nel
materiale
d'uso.
Dal momento che l'utilizzo del DAE non e'
-fortunatamente- poi così frequente,
è stato acquistato un trainer dello stesso modello, che permette di simulare tutti gli scenari di defibrillazione su un manichino. Sono inoltre previsti momenti di confronto e re-training organizzati dalla C.O.E.U. 118 Lecco e Provincia con cadenza periodica.
Photo
Gallery
degli
interventi
DAE
|
-
Annullare il ritardo
evitabile in caso di attacco cardiaco: cure più efficaci entro la prima ora a tutte le persone
colpite da attacco cardiaco.
Ogni
anno
circa
160.000
persone
in
Italia
(circa
2.500 in
Brianza)
vengono
colpite
da
attacco
cardiaco.
Una su
quattro
di loro
non
sopravvive
e nella
metà dei
casi la
morte e'
di tipo
improvviso,
soprattutto
concentrata
nelle
prime
due ore,
per
arresto
cardiaco.
Il
trattamento
attuale
dell’infarto
acuto di
cuore,
sia con
farmaci
(trombolisi)
che con
procedure
di
rivascolarizzazione
meccanica
(angioplastica
coronarica)
o
chirurgica
e'
altamente
efficace,
entro la
prima
ora o
almeno
entro le
prime
2-3 ore.
Per
affrontare
meglio
l'emergenza
e'
indispensabile
il
precoce
riconoscimento
dei
segni di
allarme
e
l'allertamento
precoce
del 118.
Le
ambulanze
dell’area
Brianza,
dopo la
realizzazione
del
Progetto
VITA
promosso
da
Brianza
per il
Cuore,
sono
dotate
di
defibrillatore
semiautomatico
e quindi
in grado
di
intervenire
efficacemente
in caso
di
arresto
cardiaco
durante
il
trasporto
verso
l’ospedale.
Inoltre
la
Centrale
Operativa
dirigerà
l’ambulanza
verso il
centro
ospedaliero
più
adatto e
con
disponibilità
ad
eseguire
prontamente
le cure
necessarie.
-
Prima la diagnosi, prima le cure
Le cure ospedaliere hanno la massima efficacia quanto piu' presto vengono attuate; la
tecnologia attualmente disponibile consente oggi di realizzare diagnosi e prime cure
gia' durante il trasporto in ospedale.
La diagnosi di infarto acuto di cuore o di attacco ischemico in atto fuori
ospedale si basa
sull’elettrocardiogramma a 12 derivazioni (ECG 12 FO) registrato e trasmesso alla
Unita' Coronarica di riferimento.
Anche la Societa' Europea di Cardiologia pone l’accento sul ruolo critico del
trasporto attivo in ambulanza, sottolineando la necessita' di avere: ambulanze dotate di ECG 12 FO, di defibrillatore semiautomatico, attrezzatura per
registrare l’ECG 12 FO.
Questa possibilita' di registrate e trasmettere l’ECG 12 permette di
accelerare la diagnosi e un tempestivo avvio delle cure,
all’arrivo in ospedale, evitando la sosta in Pronto Soccorso.
Valutato in 7 studi internazionali pubblicati, il tempo che si può risparmiare va da 20 a 55 minuti e l’esperienza del Registro USA degli
Infarti Miocardici indica riduzione di mortalita' ospedaliera: dal 12%
all’8%, riduzione del rischio relativo di morte: 30%. Per questo le
Linee Guida Internazionali (ILCOR) considerano la possibilità di registrazione
dell’ECG 12 FO sull’ambulanza una raccomandazione di classe prima. Annullare il ritardo evitabile in caso di attacco
cardiaco
-
IL RITARDO DECISIONALE
Rappresenta la componente più rilevante e richiede per essere limitato la
capacita' di riconoscere i segni di allarme e attivare prontamente il 118
IL RITARDO ORGANIZZATIVO Che riguarda il tempo dalla presa in carico da parte del 118 fino all’arrivo
nell’ospedale piu' idoneo e disponibile e non solo piu' vicino. E'
l’utilizzo del tempo di trasporto per: diagnosi, messa in sicurezza,
stabilizzazione del soggetto con attacco cardiaco, contatto già con il reparto
ospedaliero competente che puo' ridurre questo tipo di ritardo e che costituisce
l’obiettivo primario del progetto contrATTACCO CARDIACO,
in grado
anche di
influire
nel
ridurre
il
ritardo
intraospedaliero
successivo.
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