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sezione aggiornata il 08/02/13
 
 

Equipe Trapianti

Busnago Soccorso dal 2005 al 2010 è stato fornitore di veicoli ad uso speciale per il Servizio di Staffetta Equipe Medica dei Trapianti e Trasporto Organi Umani a scopo terapeutico su tutto il territorio nazionale con prelievo dei chirurghi prevalentemente dagli ospedali afferenti l’area NITp (Nord Italian Transplant program: Liguria, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Marche e provincia autonoma di Trento).

Durante la notte del 26 ottobre 2006, Busnago Soccorso è riuscita ad erogare in contemporanea 8 missioni di Trasporto Equipe Mediche dei Trapianti ed Organi garantendo comunque la disponibilità di altri 2 veicoli per ulteriori missioni di trapianti oltre alla copertura del servizio S.S.U.Em. 118 (Area Brianza e provincia di Lecco) dalle postazioni di Busnago e Robbiate. Nello specifico state trasportate 4 Equipe Mediche (Cuore, Polmoni, Fegato, Fegato/Reni) oltre ad 8 organi umani, collegati 16 Ospedali con 5 automezzi ad uso speciale (5 ALS e 1 BLS), impiegati 6 autisti, percorsi 3.193 Km. per oltre 47 ore di servizio.

 
 

TRANSPLANTS EQUIPE

Busnago Soccorso supplies vehicles, for special use, destinated to the Medical Transplants Equipe "Relay Race" Service and Transport of Human Organs for therapeutical purpose in all the national territory; specialized  surgeons are taken above all from the hospitals belonging to the area NITp (North Italian Transplant program: Liguria, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Marche and indipendent province of Trento).

During the night of the 26th of October 2006, Busnago Soccorso has succeeded in supplying, at the same time, 8 missions of  Organs Transplants and Medical Equipe Transport guaranting, however,  two vehicles for other  transplants missions. Besides this, the Emergency Service 118 (Brianza area and Lecco Province) has been assured from our centres in Busnago and Robbiate. In particular: 4 Medical Equipe have been transferred (heart, lungs, liver, liver/renes), 8 human organs linked to 16 hospitals with 5 cars for special use only (5 ALS and 1BLS), 6 drivers used, 3.193 Km covered for more than 47 hours on duty time.

 
Storico dei servizi riconducibili all'attività di trapianti dal 2005: 735 Missioni 257.772 Km. percorsi
 
dettagli:
Missioni di Trapianti affidate alla ns. Organizzazione e relativo chilometraggio percorso
Dati al 01/01/2010 Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Totali
2005 N. missioni - 06 06
Km. percorsi - 1.760 1.760
2006 N. missioni 13 14 16 16 16 22 27 05 14 26 07 20 196
Km. percorsi 4.653 2.298 3.747 5.063 6.205 5.303 11.857 2.659 3.145 10.023 2.090 6.282 63.325
2007 N. missioni 24 18 18 23 17 22 09 31 21 27 23 21 254
Km. percorsi 10.565 6.061 5.305 7.070 5.735 7.877 4.886 11.006 8.219 8.537 8.339 8.171 91.771
2008 N. missioni 24 14 22 23 28 21 01 - 03 02 03 01 142
Km. percorsi 8.490 7.278 8.223 8.524 10.174 5.605 176 - 568 1.115 1.215 219 51.587
2009 N. missioni 09 13 12 07 18 14 09 07 05 07 14 22 137
Km. percorsi 2.637 3.996 5.396 1.572 4.872 6.745 3.373 2.801 1.847 1.069 5.197 9.824 49.329
2010 N. missioni - - - - - - - - - - - - -
Km. percorsi - - - - - - - - - - - - -
 
approfondimenti:
MISSIONI DI TRAPIANTO ORGANI. Alle ore 22.00 di lunedì 28 dicembre 2009 siamo intervenuti con due automediche per l'accompagnamento dell'equipe del cuore di Niguarda e l'equipe dei Reni di Brescia attese rispettivamente a Verona e Mantova per il prelievo di organi da donatori multiespianto. Come consuetudine Busnago Soccorso ha garantito la massima disponibilità con l'allerta di due ulteriori automediche a disposizione del NITp -Nord Italian Transplant program- di Milano con tempi di attivazione inferiori alla mezz'ora. Le due missioni si sono poi concluse dopo 16 ore ed 802 chilometri percorsi

MISSIONI DI TRAPIANTO ORGANI. Alle ore 22.00 di lunedì 28 dicembre 2009 siamo intervenuti con due automediche per l'accompagnamento dell'equipe del cuore di Niguarda e l'equipe dei Reni di Brescia attese rispettivamente a Verona e Mantova per il prelievo di organi da donatori multiespianto. Come consuetudine Busnago Soccorso ha garantito la massima disponibilità con l'allerta di due ulteriori automediche a disposizione del NITp -Nord Italian Transplant program- di Milano con tempi di attivazione inferiori alla mezz'ora. Le due missioni si sono poi concluse dopo 16 ore ed 802 chilometri percorsi.

 
 Alle 20.30 di sabato 19 dicembre 2009, siamo partiti con tre automediche alla volta degli Ospedali Riuniti "Le Torrette" di Ancona con altrettante equipe chirurgiche: con la Bravo 24 abbiamo accompagnato l'Equipe del Cuore da Pavia, con la Bravo 30 l'Equipe dei Polmoni dal Policlinico di Milano e con la Bravo 16 l'Equipe del Fegato dai Riuniti di Bergamo. Su tutta la rete autostradale non abbiamo riscontrato particolari problemi, ad eccezione della temperatura particolarmente rigida (sulla A21 si sono toccati i -15°C). A metà mattinata, dopo oltre 10 ore di attesa, le equipe sono state condotte -durante una copiosa nevicata- all'Aeroporto di Ancona-Falconara dove ad attenderle vi erano due aereomobili diretti alla pista ATA di Milano-Linate

TRIPLETTA AD ANCONA. Alle 20.30 di sabato 19 dicembre 2009, siamo partiti con tre automediche alla volta degli Ospedali Riuniti "Le Torrette" di Ancona con altrettante equipe chirurgiche: con la Bravo 24 abbiamo accompagnato l'Equipe del Cuore da Pavia, con la Bravo 30 l'Equipe dei Polmoni dal Policlinico di Milano e con la Bravo 16 l'Equipe del Fegato dai Riuniti di Bergamo. Su tutta la rete autostradale non abbiamo riscontrato particolari problemi, ad eccezione della temperatura particolarmente rigida (sulla A21 si sono toccati i -15°C) e di una forte precipitazione nevosa nell'abitato marchigiano. A metà mattinata, dopo oltre 8 ore di attesa per le operazioni di prelievo, tutte le equipe sono state condotte all'Aeroporto di Ancona-Falconara dove ad attenderle vi erano due aeromobili diretti alla pista ATA di Milano-Linate. Le tre automediche sono quindi rientrate su Milano totalizzando 2.875 chilometri ed oltre 45 ore di servizio. Approfondimenti

 

TRASPORTO DI ORGANI SOTTO LA NEVE. Nella nottata di sabato 19 dicembre 2009, abbiamo garantito il collegamento tra il Policlinico Maggiore di Milano ed il Policlinico Universitario di Padova con il trasporto di organi umani a scopo terapeutico. E' stato infatti trasferito, con l'automedica Bravo 16, un rene atteso alla Clinica Chirurgica per le operazioni di trapianto su un giovane nefropatico. La missione, nonostante le intense precipitazioni e le strade innevate, è terminata nei tempi previsti grazie anche alla trazione integrale permanente ed alle gomme invernali della nostra Volvo XC70 AWD. Approfondimenti

 
QUATTRO MISSIONI PER L'EQUIPE TRAPIANTI DI BUSNAGO SOCCORSO. Lunedì 14 dicembre 2009 siamo intervenuti con 3 automediche per assicurare il trasferimento urgente di altrettante equipe chirurgiche dei trapianti attese all'Ospedale "Le Torrette" di Ancona. La prima a partire è stata l'equipe del fegato dell'Istituto dei Tumori di Milano, a seguire l'equipe del rene del San Raffaele di Milano e l'equipe del cuore del San Matteo di Pavia. Quest'ultima è stata dapprima accompagnata all'Aeroporto civile di Milano-Linate e successivamente riaccompagnata a Pavia con organo a bordo a notte fonda. Le operazioni di prelievo hanno dato esito positivo totalizzando oltre 35 ore di servizio continuato e 2.234 chilometri percorsi

QUATTRO MISSIONI PER L'EQUIPE TRAPIANTI DI BUSNAGO SOCCORSO. Lunedì 14 dicembre 2009 siamo intervenuti con 3 automediche per assicurare il trasferimento urgente di altrettante equipe chirurgiche dei trapianti attese all'Ospedale "Le Torrette" di Ancona. La prima a partire è stata l'equipe del fegato dell'Istituto dei Tumori di Milano, a seguire l'equipe del rene del San Raffaele di Milano e l'equipe del cuore del San Matteo di Pavia. Quest'ultima è stata dapprima accompagnata all'Aeroporto civile di Milano-Linate e successivamente riaccompagnata a Pavia con organo a bordo a notte fonda. Le operazioni di prelievo hanno dato esito positivo totalizzando oltre 35 ore di servizio continuato e 2.234 chilometri percorsi. Approfondimenti

 
MISSIONE DI TRAPIANTO D'ORGANI A VICENZA E MONZA. Venerdì 13 novembre 2009 due nostre automediche (Audi A6 e Jaguar X-Type) sono intervenute per l'accompagnamento dell'equipe cardiochirurgica dell'Ospedale Niguarda Ca' Granda di Milano all'Ospedale San Gerardo di Monza. La missione dell'equipe del cuore è terminata -senza il prelievo d'organi- alle 00.15 mentre ci veniva assegnata un'altra missione: prelevare all'Ospedale di Vicenza due organi -pancreas e milza- destinati anch'essi al Centro Trapianti dell'Ospedale Niguarda Ca' Granda di Milano. Quest'ultima missione si è conclusa con successo nelle prime ore del pomeriggio

MISSIONE DI TRAPIANTO D'ORGANI A VICENZA E MONZA. Venerdì 13 novembre 2009 due nostre automediche (Audi A6 e Jaguar X-Type) sono intervenute per l'accompagnamento dell'equipe cardiochirurgica dell'Ospedale Niguarda Ca' Granda di Milano all'Ospedale San Gerardo di Monza. La missione dell'equipe del cuore è terminata -senza il prelievo d'organi- alle 00.15 mentre ci veniva assegnata un'altra missione: prelevare all'Ospedale di Vicenza due organi -pancreas e milza- destinati anch'essi al Centro Trapianti dell'Ospedale Niguarda Ca' Granda di Milano. Quest'ultima missione si è conclusa con successo nelle prime ore del pomeriggio.

 

PRELIEVO D'ORGANI UMANI A BOLZANO. Alle 21.45 di mercoledì 4 novembre 2009 siamo partiti alla volta di Bergamo per accompagnare l'equipe toracica degli Ospedali Riuniti all'Ospedale di Bolzano per il prelievo di polmoni da donatore multiorgano. Sul posto è giunta anche la Croce Bianca di Bergamo con a bordo l'equipe cardiochirurgica. La missione si è conclusa alle 6.30 della mattina, senza il prelievo degli organi.

 
automedica di soccorso avanzato Jaguar X-Type 2.0d station wagon in attività di trasporto equipe medica dei trapianti in stazionamento presso il CTO di Torino per le operazioni di prelievo di cuore da donatore multiorgano

PRELIEVO D'ORGANI UMANI INTERZONALE. Nelle prime ore di lunedì 28 settembre 2009 siamo stati attivati per l'accompagnamento dell'equipe cardiochirurgica del Policlinico San Matteo di Pavia al CTO di Torino per il prelievo di organi umani a scopo terapeutico. La missione, espletata da Busnago Soccorso con l'automedica di soccorso avanzato Bravo 30 sul territorio di competenza dell'AIRT (Associazione InterRegionale Trapianti), è stata coordinata dal Nord Italian Transplant program e da Avionord.

 
automedica di soccorso avanzato allestita su Jaguar X-type 2.0 diesel (identificativo Bravo 30) in servizio di trapianti d'organo. Qui fuori dal pronto soccorso dell'Ospedale Santa Corona di Pietra Ligure (Savona) la notte di sabato 30 agosto 2009

TRAPIANTO DI CUORE A PAVIA. Alle ore 20.00 di sabato 29 agosto 2009 siamo stati attivati per accompagnare l'equipe cardiochirurgica del San Matteo di Pavia all'Ospedale Santa Corona di Pietra Ligure per eseguire il prelievo d'organi umani a scopo terapeutico da donatore multiorgano. La missione si è conclusa con il prelievo di cuore alle prime ore del mattino.

 
Automedica Fiat Grande Punto impegnata in attività di trasporto urgente di organi umani a scopo terapeutico di trapianto.

TRASPORTO D'ORGANI UMANI A LUNGA PERCORRENZA. Nella tarda mattinata di mercoledì 26 agosto 2009 siamo stati attivati per il trasporto urgente di organi umani a scopo terapeutico. I reni, prelevati a Varese nelle prime ore della giornata, sono stati trasportati all'Ospedale di Ancona. Conclusa invece la missione di trasporto dell'equipe addominale dei Riuniti di Bergamo accompagnati nel tardo pomeriggio di ieri a Varese per le operazioni di prelievo d'organi.

 
automedica busnago soccorso impegnata in prelievo d'organi umani al carlo poma di mantova.

PRELIEVO D'ORGANI A MANTOVA. Domenica 28 giugno 2009 siamo intervenuti per l'accompagnamento dell'equipe cardiochirurgica del Policlinico San Matteo di Pavia all'Ospedale Carlo Poma di Mantova per le operazioni di prelievo da donatore multiorgano. Sul posto sono giunte anche l'automedica della Croce Bianca di Bergamo per il prelievo dei reni ed il Comitato Locale di Croce Rossa di Nova M.se per il prelievo del fegato. Per tutte le Equipes, le operazioni si sono concluse con successo.

 

MULTITRAPIANTO PEDIATRICO AI RIUNITI DI BERGAMO. Martedì 24 giugno 2009 l'equipe chirurgica del dott. Colledan ha eseguito il trapianto di 5 organi ad un bambino di 20 mesi affetto da gravi patologie a carico dell'apparato gastrointestinale. Secondo caso in Italia, sono stati trapiantati cinque organi donati da una neonata deceduta in un ospedale siciliano: intestino, fegato, stomaco, milza e pancreas. Nella foto di repertorio le automediche del Servizio Trapianti della Croce Bianca di Bergamo e di Busnago Soccorso all'interno dei Riuniti di Bergamo. Approfondimenti

 

PRELIEVO D'ORGANI A GENOVA E VARESE. Lunedì 15 giugno 2009 abbiamo accompagnato l'equipe toracica del San Matteo di Pavia presso l'Ospedale Galliera di Genova per il prelievo da donatore multiorgano. Purtroppo, alle 23.00 si è appreso che entrambi i polmoni sono stati giudicati non idonei dall'equipe chirurgica. Può infatti accadere che durante le operazioni preliminari di prelievo, emerga la non completa compatibilità con il ricevente oppure che l'elevato uso di amine e vasopressori  compromettano le funzionalità dell'organo comportando la non trapiantabilità. Missione compiuta invece quella svolta dalla Bravo 37 impegnata nel trasferimento di un rene dall'Ospedale di Circolo di Varese al Centro Trapianti Rene di Padova.

 

PRELIEVO D'ORGANI A TREVISO. Martedì 9 giugno 2009 siamo intervenuti con due automediche (Bravo 24 e Bravo 30) per l'accompagnamento all'Ospedale di Treviso dell'equipe cardiochirurgica di Pavia e dell'equipe toraco-addominale dell'Istituto San Raffaele di Milano. Le operazioni di prelievo si sono concluse con successo alle prime luci dell'alba totalizzando 1.470 chilometri percorsi.

 

CINQUE MISSIONI IL CINQUE. Tra venerdì 5 e sabato 6 giugno 2009 abbiamo fornito 6 automediche per il trasporto di organi umani ed equipe mediche dei trapianti. Busnago Soccorso ha accompagnato tutte e tre le equipe cardiochirurgiche movimentate, un'equipe del Fegato ed una del banco dell'osso oltre al trasporto di soli organi per gli Spedali Civili di Brescia. Grande partecipazione è stata dimostrata da tutte le Associazioni di Volontariato convenzionate per il servizio di Trapianti in Regione Lombardia che, assieme, sono riuscite a fronteggiare le 15 missioni richieste dalla Centrale Operativa DEM. Approfondimenti - Report

 

AUTOMEDICA IN URGENZA SI SCHIANTA A BERGAMO. Nelle prime ore di venerdì 5 giugno 2009 siamo intervenuti per assicurare il rientro -con organo a bordo- dell'equipe cardiochirurgica di Udine vittima di un sinistro stradale all'uscita dell'A4. Da una prima ricostruzione effettuata dalla Polizia Locale, l'automedica della Sanit Srl di Vicenza al semaforo di via Autostrada/Carnovali ha dapprima impattato contro un SUV e successivamente ha carambolato contro altre due vetture che sopraggiungevano dalla direzione opposta. Nello scontro sono rimaste ferite otto persone, tutte ospedalizzate dal SSUEm 118 per gli accertamenti di rito. Nonostante i traumi riportati nell'impatto (guaribili in 8-20 giorni), l'equipe cardiochirurgica del dr. Guzzi ha deciso di procedere con le operazioni di prelievo. Busnago Soccorso, oltre a garantire il trasferimento dell'equipe dai Riuniti all'Aeroporto di Orio al Serio, ha gestito le comunicazioni con il Comandante del volo messo a disposizione dal DEM Avionord ed il SSUEm 118 Vicenza al fine di coordinare il posizionamento presso l'Aeroporto FVG di Ronchi dei Legionari dell'automedica incaricata d'accompagnare l'equipe sino all'Ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine. Stampa Locale - Stampa FVG - Approfondimenti

 

MULTIPRELIEVO D'ORGANI A MONZA. Martedì 26 maggio 2009 due nostre automediche (Bravo 24 e 30) hanno accompagnato le equipe toraciche del Policlinico Maggiore di Milano e dell'Ospedale Monaldi di Napoli rispettivamente per il prelievo di polmone e cuore da una donna 50'enne ricoverata presso la neurorianimazione dell'Ospedale San Gerardo di Monza. Sul posto -durante la notte- sono giunte altre due automediche per il prelievo di ossa, reni e fegato. Le operazioni di prelievo di cuore e polmone si sono concluse con successo attorno alle sei, dopo oltre otto ore di attesa.

 

640^ MISSIONE DI PRELIEVO DI ORGANI UMANI. Dal primo dicembre 2005 ad oggi abbiamo effettuato 640 missioni di trasporto organi umani ed equipe chirurgiche dei trapianti percorrendo oltre 220.000 chilometri e contribuendo fattivamente ad una migliore qualità di vita dei riceventi. Anche lunedì 4 maggio 2009 abbiamo lavorato a questa "mission" accompagnando l'equipe cardiochirurgica del San Matteo di Pavia presso le camere operatorie dell'Ospedale di Lecco per le operazioni di prelievo organi umani dalla 17'enne coinvolta nel terribile incidente stradale del 26 aprile 2009 sulla SS36 a Molteno. Dopo quasi 10 ore di intervento sono stati prelevati con successo cuore e fegato destinati rispettivamente al Policlinico di Pavia ed all'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. Approfondimenti - Merateonline - Casateonline

 

TRAPIANTO D'ORGANI A VIMERCATE. Nella serata di martedì 10 marzo 2009 abbiamo garantito anche i collegamenti tra l'Ospedale Niguarda Ca' Granda di Milano ed il Presidio Ospedaliero di Vimercate dove era attesa l'equipe chirurgica per il prelievo d'organi umani da un 69'enne colpito da ESA. Gli organi generosamente donati hanno permesso di salvare la vita a due pazienti ricoverati presso il Niguarda ed il Policlinico Maggiore di Milano. L'ultimo intervento di equipe trapianti -da noi gestito- sul Presidio Ospedaliero di Vimercate risale al 5 gennaio 2006. Approfondimenti

 

DUPLICE TRAPIANTO D'ORGANI NEL TRIVENETO. Nella serata di lunedì 9 marzo 2009 siamo intervenuti con due automediche per l'accompagnamento di altrettante equipe mediche dei trapianti impegnate nel prelievo d'organi umani. La Bravo 30 si è recata all'Ospedale di Udine con l'equipe dei Riuniti di Bergamo mentre la Bravo 24 all'Ospedale di Rovigo con l'equipe dell'Ospedale Niguarda Ca' Granda. Entrambe l'equipe hanno concluso con successo le operazioni di prelievo.

 

INTERFORZE PER TRAPIANTO D'ORGANI. Nella mattinata del 24 febbraio 2009 abbiamo collaborato al rientro dell'equipe medica dell'Istituto dei Tumori di Milano impegnata nella notte nel prelievo d'organi da donatore multiespianto. La richiesta iniziale prevedeva il posizionamento urgente di un'automedica all'Aeroporto di Milano "pista ATA" dove era previsto l'atterraggio dell'elicottero I-TNBB del 115-118 Trento con a bordo l'equipe chirurgica ed il fegato prelevato all'Ospedale di Trento. Per scarsa visibilità -e temporanea chiusura dell'aeroporto milanese- l'elicottero è stato deviato all'elisuperficie SSUEm 118 di Bresso. Efficaci e determinanti si sono rivelati i costanti collegamenti telefonici tra il ns. personale e la consolle ALS del 118 Milano che, monitorando gli spostamenti del Dauphin trentino e della ns. automedica, hanno consentito a quest'ultima un definitivo e celere riposizionamento all'aeroporto di Bresso limitando al massimo i tempi di attesa per l'organo e l'equipe chirurgica.

 

EQUIPE TRAPIANTI. Nella serata di mercoledì 28 gennaio 2009 siamo intervenuti con tre automediche per l'accompagnamento di altrettante equipe dei trapianti. L'audi è stata impiegata per accompagnare l'equipe cardiochirurgica dell'Ospedale Niguarda di Milano all'aeroporto di Milano Linate (dove si è imbarcata per Ancona), la Jaguar è stata impiegata per accompagnare l'equipe del Policlinico di Milano all'Ospedale Valduce di Como e la Volvo per il rientro -con organo a bordo- dagli Ospedali Riuniti di Ancona-Torrette dell'equipe chirurgica dei Riuniti di Bergamo (che all'andata hanno viaggiato assieme all'equipe toracica del Niguarda). Foto di Repertorio. Approfondimenti

 

ESPIANTO D'ORGANI A MONZA. Durante la notte di martedì 16 dicembre 2008 abbiamo garantito il collegamento tra gli Ospedali di Udine e di Monza trasportando l'equipe toracica dallo scalo di Bergamo-Orio al Serio. L'equipe cardiochirurgica dell'Ospedale Santa Maria della Misericordia è intervenuta per il prelievo di cuore da un donatore di 50'anni ricoverato in terapia intensiva. Sul posto sono giunte anche la Croce Bianca di Bergamo e la Croce Bianca Milano - sez. di Cesano Maderno con altrettante equipes.

 

MULTIESPIANTO D'ORGANI A SONDALO. Durante la notte di venerdì 21 novembre 2008 una nostra automedica ha prelevato l'equipe toracica degli Ospedali Riuniti di Bergamo per accompagnarla all'Ospedale di Sondalo (Sondrio) per il prelievo di organi umani da donatore multiespianto. Si ringraziano il Prefetto, il Capo Gabinetto della Prefettura di Sondrio e la Polizia Stradale di Sondrio, Lecco ed Arcore (Mi) per l'assistenza, il supporto ed il coordinamento prestato nell'organizzazione, da parte della ns. Centrale Operativa, della scorta tecnica della Polizia Stradale durante il rientro dell'equipe medica con organo a bordo.

 

EQUIPE TRAPIANTI D'ORGANI. Ad agosto inoltrato, a quattro mesi dalla scadenza della convenzione siglata nel 2006 e ad oltre un mese dalla cessazione di qualsivoglia fornitura al DEM (Dipartimento Emergenza), è stato stipulato un nuovo accordo tra Busnago Soccorso ed Avionord srl per il proseguo del servizio di trasporto equipe mediche dei trapianti ed organi umani a scopo terapeutico. La nuova convenzione, che ricalca sostanzialmente quanto già previsto nei documenti formulati nel 2005, vedrà nuovamente Busnago Soccorso impegnata h24 nell'impegnativo servizio di medical-tender con la propria flotta di sei automediche di soccorso avanzato e personale qualificato. Approfondimenti

 

SPERIMENTATA UNA NUOVA MODALITA' PER IL TRASPORTO DI ORGANI UMANI. Primi in Lombardia a trasferire un cuore in perfusione ed ossigenazione continua mediante l'impiego del Transmedics, un'apparecchiatura in grado di ossigenare l'organo umano in extracorporeo. Alle prime luci dell'alba, con il cuore mantenuto in attività dall'ECMO, abbiamo provveduto a riaccompagnare all'aeroporto di Orio al Serio-Bergamo l'equipe ed i numerosi bagagli al seguito. In aeroporto, prima di trasferire a bordo dell'aeromobile l'apparecchiatura, è stato effettuato un prelievo ematico per accertare il livello dei lattati e del ph. L'equipe cardiochirurgica veneta, che ha prelevato il cuore da un donatore di lecco, è stata supportata dall'equipe toracica di Pavia intervenuta per il contestuale prelievo dei polmoni. Approfondimenti

 

MISSIONE DI TRAPIANTI D'ORGANI UMANI A BELLUNO. Nella giornata di mercoledì 21 maggio 2008 abbiamo gestito contemporaneamente il trasferimento dell'equipe chirurgica di Bari dall'Ospedale di Belluno all'aeroporto di Trieste ed il trasporto urgente di organi all'Ospedale Circolo di Varese. La missione originaria prevedeva il rientro dell'equipe cardiochirurgica pavese dall'Ospedale di Belluno con organo a bordo, missione poi espletata con aeromobile a pala rotante in servizio presso il Suem 118 di Belluno. Approfondamenti

 

EQUIPE DEI TRAPIANTI. Durante la notte del 30 aprile 2008 abbiamo garantito con 5 automediche il collegamento tra gli Ospedali di Pavia, Lecco, Milano-Niguarda, Milano-G.Pini, Sondalo ed Ancona con l'accompagnamento di due equipe cardiochirurgiche, una del banco dell'osso ed il trasporto contestuale degli organi prelevati a scopo terapeutico. Durante le 53 ore di servizio totali, gli 8 volontari impiegati nel servizio trapianti hanno percorso 2.236 chilometri.

 

QUINTO PRELIEVO DI ORGANI UMANI AL MANZONI DI LECCO. Nella serata di martedì 8 aprile 2008 siamo intervenuti con 2 automediche per accompagnare l'equipe cardiochirurgica del San Matteo di Pavia e del fegato del Niguarda di Milano presso le camere operatorie dell'Ospedale di Lecco per le operazioni di prelievo organi umani a scopo terapeutico. iL DO Il donatore è una quarant'enne di Casatenovo vittimia di una caduta da oltre tre metri. Approfondimenti - Stampa Locale

 

TRAPIANTI: LA NOTTE DELLE PRIME VOLTE... Mercoledì 5 marzo 2008 siamo intervenuti con quattro automediche agli Spedali Civili di Brescia per accompagnare altrettante equipe chirurgiche impegnate nel prelievo di organi umani da donatore multiespianto. Oltre all'equipe dei Polmoni di Milano-Niguarda abbiamo accompagnato -per la prima volta a Brescia- le equipe della Banca dell'Osso dell'Istituto G. Pini di Milano. Prima volta in area Nitp anche per l'espianto di cute, effettuato dall'equipe chirurgica del pad. Rossini di Milano-Niguarda. Su richiesta del referente per i Trapianti agli Spedali Civili di Brescia sono stati effettuati degli scatti fotografici a testimonianza dell'importante avvenimento. Approfondimenti

 

MULTIESPIANTO SU MULTIDONATORI DI ORGANI UMANI. Lunedì 3 marzo 2008 abbiamo garantito, con tempi di attivazione pressoché nulli, l'invio di 6 automezzi ad uso speciale per il trasporto di 5 equipe chirurgiche dei trapianti ed 1 ulteriore trasporto di soli organi umani. L'equipe trasportate sono: Cuore di Niguarda per Sant'Anna Como, Cuore Monzino per Sondalo, Fegato Riuniti di Bergamo per Cittadella (Pd), Fegato Policlinico Milano per Sant'Anna Como, Fegato di Niguarda per Sondalo (con successiva consegna di isole pancreatiche al San Raffaele di Milano) e per finire, in tarda serata, il prelievo di organi umani dal Centro Trapianti Reni di Varese per l'Ospedale San Martino di Genova (poi gestita dalla Croce Rossa di Nova Milanese già in attesa presso il nosocomio di Varese con un'equipe dell'Istituto dei Tumori di Milano).

 
automedica busnago e cri nova a pavia

MULTIESPIANTO D'ORGANI AL POLICLINICO SAN MATTEO DI PAVIA. Durante la notte di giovedì 24 gennaio 2008, siamo intervenuti con la Bravo 24 per accompagnare  i chirurghi della Banca dell'Osso dell'Istituto G. Pini di Milano ai Reparti Speciali del Policlinico di Pavia per il prelievo di Ossa da donatore multiorgano. Sempre nella nottata l'automedica Bravo 18 è stata attivata per il trasporto urgente di organi umani attesi al Centro Trapianti Rene dell'Ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine. Sul nosocomio pavese sono confluite anche le automediche della Croce Bianca di Milano sez. San Giuliano Milanese, della Croce Rossa Italiana comitato locale di Nova Milanese e della SEO di Garbagnate (per il rientro dell'equipe cardiochirurgica pediatrica da noi trasportata all'aeroporto di Milano Linate nel tardo pomeriggio di ieri e diretta al Gemelli di Roma).

 
CONVEGNO DONARE GLI ORGANI: UNA SCELTA DI VITA. Il Comune di Ornago ha organizzato per giovedì 24 gennaio 2008 un incontro di riflessione e dibattito sulla donazione di organi umani. All'incontro ha presenziato il Direttore dell'unità di Terapia Intensiva dell'Ospedale San Gerardo di Monza.  Approfondimenti - Depliant Regione Lombardia
 

MULTIESPIANTO PEDIATRICO AGLI SPEDALI CIVILI DI BRESCIA. Nella notte di sabato 12 gennaio 2008, quattro automediche (due di Busnago Soccorso, una della Croce Verde Padova ed un'altra della Croce Bianca Bergamo) sono interventute per accompagnare presso l'Ospedale dei Bambini tre equipe chirurgiche incaricate di prelevare gli organi da un giovanissimo donatore. Le nostre automediche hanno gestito gli spostamenti da e per l'aeroporto di Montichiari dell'equipe cardiochirurgica del Bambin Gesù di Roma, il trasporto dell'emifegato destinato a Palermo (mediante volo militare da Montichiari) ed il trasporto dei reni all'aeroporto di Milano Linate dove ad attenderli -per poi imbarcarli alla volta di Roma su volo Alitalia- vi era la PolAria. Approfondimenti

 

IL MINISTERO DELLA SALUTE: SERVONO STANDARD PER I TRAPIANTI. Si è conclusa la rilevazione sulla sicurezza delle attività trapiantologiche voluta dal Ministro della Salute Livia Turco e dagli Assessori regionali, per l'aggiornamento delle linee guida per la sicurezza nella rete trapiantologica nazionale, per ridurre al minimo gli errori in un settore che rappresenta una delle eccellenze del Servizio Sanitario Nazionale ed è uno dei più complessi per tecnologie e aspetti organizzativi. La collaborazione delle strutture della rete trapiantologica è stata molto ampia con un'adesione del 100% dei Centri di Coordinamento Interregionali e Regionali e un'adesione di 303 strutture ospedaliere su 321 pari al 94,4%, tra quelle coinvolte nel processo di prelievo, donazione e trapianto. Le maggiori criticità rilevate sono imputabili alla presenza difforme di sistemi operativi standardizzati che regolano le attività delle varie fasi del processo di trapianto/donazione. Ciò richiederà, a garanzia di una maggiore sicurezza, efficienza ed efficacia del processo, un ulteriore impegno ai fini di una maggiore condivisione e implementazione di procedure e protocolli, nel rispetto delle autonomie tecnico/organizzative e gestionali. A questa rilevazione farà seguito una fase successiva che prevederà un'attività di audit a campione nelle strutture della rete, anche al fine di definire le relazioni tra la componente clinico-assistenziale e quella organizzativo-gestionale. Approfondimenti

 

CAPODANNO AL MELLINI DI CHIARI. Due automediche (Busnago Soccorso e SEO di Garbagnate) hanno festeggiato la notte di San Silvestro 2007 in compagnia del personale del Pronto Soccorso del P.O. M.Mellini di Chiari in attesa dell'espianto di organi umani (cuore, reni, fegato e pancreas) ad opera delle Equipe chirurgiche del Policlinico di Pavia e del Niguarda di Milano. L'equipe cardiochirurgica ha fatto rientro su Pavia alle 3,15 con organo prelevato, contestualmente all'arrivo di un'altra nostra automedica a Chiari per il trasporto del rene destinato all'Ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine. Approfondimenti

 

MULTIESPIANTO D'ORGANI AI RIUNITI DI BERGAMO. Due camere operatorie sono state impegnate nella serata di domenica 30 dicembre 2007 per consentire a 4 equipe (due di Bergamo, Padova e Pavia) di prelevare organi umani da due donatori. La nostra Organizzazione, impegnata nell'accompagnamento dell'equipe cardiochirurgica di Pavia, ha incontrato nebbia fitta con visibilità ridotta a pochi metri per quasi tutta la tratta di andata e ritorno. Approfondimenti - Emergenza Nebbia

 

MULTIESPIANTO D'ORGANI AL NIGUARDA DI MILANO. Due diverse equipe del Niguarda ed una del Policlinico di Pavia hanno gestito, durante la serata del 27 dicembre 2007, il prelievo di organi umani presso la Camera Operatoria del DEA. Il blocco dell'ascensore dei Reparti Speciali di Pavia (20 minuti) e la fitta nebbia che riduceva la visibilità a meno di 30 metri non hanno comunque compromesso il buon esito della missione protratta sino a notte fonda. Nella foto a lato l'anestesista ed i capo equipe di Pavia e del De Gasperis. Approfondimenti

 

PRELIEVO D'ORGANI UMANI A SONDALO. Durante il pomeriggio di sabato 15 dicembre 2007 due nostre automediche (Audi A6 Avant e Jaguar X-Type) sono state attivate per accompagnare rispettivamente l'equipe cardiochirurgica dell'Ospedale Niguarda Ca' Granda e l'equipe chirurgica del Policlinico di Milano all'Ospedale di Sondalo per l'espianto di cuore e reni da donatore multiorgano. Grandi difficoltà per gli equipaggi dei mezzi di soccorso sono state evidenziate per l'intenso traffico prenatalizio. In serata è pervenuta anche l'automedica della Croce Bianca di Bergamo con l'equipe del Fegato dei Riuniti di Bergamo.

 

DUECENTOCINQUANTA MISSIONI DI TRAPIANTO. Erogata la missione numero 250 dall'inizio dell'anno. L'accompagnamento dell'equipe cardiochirurgica dell'Ospedale Niguarda di Milano, proveniente con aeromobile da Firenze con organo umano a bordo, è stata effettuata durante le prime ore del 22 dicembre 2007.

 

PRELIEVO D'ORGANI UMANI A FIRENZE. Martedì 4 dicembre 2007 abbiamo accompagnato un'equipe chirurgica dell'Istituto dei Tumori di Milano all'Ospedale di Firenze (territorio afferente all'area AIRT) per il prelievo di organi umani da donatore multiespianto.

 

DUE ANNI DI TRASPORTO EQUIPE MEDICHE DEI TRAPIANTI. Il primo dicembre duemilacinque è iniziata la sperimentazione (convertita in convenzione a gennaio 2006) del servizio di Equipe Trapianti. Dopo quarantotto mesi, quasi 500 missioni ed oltre 150.000 chilometri percorsi, festeggiamo l'evento con una nuova attivazione nelle stesse ore di due anni fa: nel primo pomeriggio veniamo infatti attivati per accompagnare all'Ospedale di Circolo di Varese un'equipe cardiochirurgica proveniente da Palermo. Approfondimenti

 

PROTOCOLLO D'INTESA SULLA DONAZIONE DI ORGANI UMANI. E' stato firmato a novembre 2007 il Protocollo d'Intesa tra i Ministeri della Difesa e della Salute per una campagna d'informazione tra il personale delle Forze Armate sulla donazione ed il trapianto di organi, di tessuti e di cellule. "La donazione d'organi italiana è ai primi posti nel mondo dal punto di vista tecnico, ma bisogna aumentare la quantità di trapianti. L'intesa siglata con il ministero della Difesa permetterà certamente di ottenere importanti risultati in questo campo -dice il Ministero della Salute- siamo anche molto ben organizzati, ma purtroppo dobbiamo ancora diffondere la cultura della donazione nel nostro Paese". Anche tra i militari. C'è molta diffidenza nei confronti della donazione d'organi. Un grande aiuto potrebbe quindi venire dal protocollo, che vedrà le Forze Armate impegnate non solo dal punto di vista del contributo fisico, ma anche nell'organizzazione dei trasporti degli organi. Della stessa opinione anche il Ministero della Difesa: "L'intesa di oggi testimonia l'impegno delle Forze Armate al servizio della collettività. In Italia ancora non c'è grande sensibilità verso questo tema, ma lavorando in questa direzione potremo sicuramente migliorare".

 

MULTIESPIANTO DI ORGANI UMANI A CREMONA E GENOVA. Nel tardo pomeriggio di lunedì 26 novembre 2007 quattro delle nostre automediche dei trapianti sono state attivate per trasportare altrettante equipe chirurgiche impegnate in operazioni di prelievo d'organi umani a scopo terapeutico. Le equipe mediche sono state prelevate dai Riuniti di Bergamo, dal San Raffaele di Milano, dal Policlinico di Pavia e dall'aeroporto di Orio al Serio (con provenienza Ospedale di Chieti). Approfondimenti

 

MULTIESPIANTO DI ORGANI UMANI AGLI SPEDALI CIVILI DI BRESCIA. Nella tarda serata di sabato 17 novembre 2007 abbiamo garantito con due automediche il trasporto contemporaneo delle equipe cardiochirurgiche degli Ospedali Riuniti di Bergamo e dell'Ospedale Niguarda Ca' Granda di Milano impegnate presso gli Spedali Civili di Brescia nel prelievo di organi umani a scopo terapeutico.

 

DUPLICE MULTIESPIANTO DI ORGANI UMANI AL MANZONI DI LECCO. Martedì 13 novembre quattro delle nostre automediche adibite al servizio trapianti sono state impegnate nel trasporto di organi umani prelevati, alle prime luci dell'alba, da due donatori. Gli organi espiantati sono stati trasportati al Centro Trapianti Rene del Policlinico di Milano, dell'Ospedale di Varese e dell'Ospedale di Udine. In serata siamo anche intervenuti per garantire, con successo, il proseguo della missione dell'equipe cardiochirurgica del Policlinico San Matteo di Pavia diretta a Vicenza per il prelievo di cuore e polmoni ma appiedata per un guasto meccanico accorso all'automedica dei colleghi della Croce Bianca. Approfondimenti - Stampa Locale

 

MULTIESPIANTO DI ORGANI UMANI AL SAN GERARDO DI MONZA. Domenica 28 ottobre 2007 sono confluite al pronto soccorso del nosocomio monzese 5 automediche con altrettante equipe chirurgiche (provenienti dal San Raffaele e dal Niguarda di Milano, dai Riuniti di Bergamo e dal Policlinico di Pavia) per prelevare organi a scopo terapeutico da un 17'enne vittima della strada. Le Associazioni che hanno gestito con i propri automezzi il servizio di trapianti sono state la Croce Bianca di Bergamo, la Croce Bianca Milano sezione di San Giuliano Milanese e la Busnago Soccorso (con tre automediche). Approfondimenti

 

SERVIZIO EQUIPE TRAPIANTI DI ORGANI UMANI. Grande spiegamento di forze durante la notte di giovedì 25 ottobre 2007: con 5 automediche sono stati  collegati 8 differenti ospedali (Lecco, Policlinico Milano, San Martino Genova, Varese -3 volte-, Ancona -2 volte-, Bergamo, Magenta -2 volte- e Treviso), trasportate 4 equipe mediche dei trapianti e consegnati 8 organi umani a scopo terapeutico di trapianto. Durante il rientro da Treviso abbiamo inoltre prestato le prime cure ad una donna gravida ed un bimbo di 16 mesi coinvolti in un incidente stradale in A4 all'altezza di Verona. Approfondimenti

 

SERVIZIO EQUIPE TRAPIANTI DI ORGANI UMANI. Nella nottata di mercoledì 24 ottobre 2007 è stata erogata la DUECENTESIMA MISSIONE. Nella fattispecie abbiamo gestito il trasferimento di 2 organi umani a scopo terapeutico -reni- dall'Ospedale di Lecco al Policlinico di Milano ed all'Ospedale San Martino di Genova. Gli organi sono stati prelevati da un paziente vittima di un infortunio sul lavoro avvenuto a Robbiate lunedì 22 mattina e soccorso dalla nostra ambulanza medicalizzata di stanza presso l'Ospedale di Merate. Approfondimenti - Articolo Stampa Locale

 

MISSIONE EQUIPE TRAPIANTI AD ELEVATA PERCORRENZA. Sabato 1 settembre 2007 una nostra automedica ha prelevato l'equipe chirurgica dell'Ospedale Niguarda di Milano per accompagnarla all'Ospedale Colle Spirito Santo di Pescara per il prelievo di organi umani da donatore multiespianto. La percorrenza elevata (oltre 1.250 chilometri percorsi) ed il controesodo in fase acuta non ha comunque provocato disagi al Sistema Trapianti. Si ringraziano il Prefetto ed il Capo Gabinetto della Prefettura di Pescara per l'assistenza ed il coordinamento prestato nell'organizzazione, da parte della ns. Centrale Operativa, della scorta di Polizia Stradale lungo la tratta interessata dal controesodo. Approfondimenti

 

EQUIPE TRAPIANTI. Protagonista della prima settimana di agosto è il servizio di Trapianti che ha visto la continua movimentazione di automediche per il trasferimento di equipe chirurgiche ed organi umani su Ancona, Cremona, Bergamo, Brescia, Milano, Pavia e Treviso. Domenica pomeriggio si sono concentrate all'Ospedale Fatebenefratelli di Milano 4 automediche per l'accompagnamento di altrettante equipe chirurgiche: 3 automediche della Busnago Soccorso (da Pavia, Milano Niguarda e Bergamo) ed 1 della Croce Bianca di Milano -Sezione di San Giuliano Milanese- (dal Policlinico di Milano). Nella foto gli autisti delle 4 automediche intervenute durante l'attesa del prelievo d'organi.

 

MISSIONI MULTIPLE A TRIESTE. Venerdì 20 luglio 2007 due nostri automezzi si sono contemporaneamente concentrati sul capoluogo triestino: 1 Centro Mobile di Rianimazione per garantire il rimpatrio di un politrauma da Novi Sad in Serbia (effettuando presso la frontiera di Stato un randez-vous con i colleghi di Beograd -Belgrado-) ed 1 Automedica per il trasporto di un Equipe dei Trapianti del Niguarda di Milano all'Ospedale della Cattinara dove hanno prelevato Pancreas e Reni (uno di questi e' stato poi consegnato al reparto pediatrico dei Riuniti di Bergamo).

 

DONATORI MULTIORGANI A BRESCIA E PADOVA. Martedi' 10 luglio 2007 abbiamo garantito simultaneamente due missioni per il trasporto urgente di equipe chirurgiche dei trapianti: dal Riuniti di Bergamo all'Ospedale Civile di Padova e dal Niguarda di Milano agli Spedali Civili di Brescia, dove e' giunta anche la Croce Bianca di Bergamo con un'altra equipe dei Riuniti.

 

STAFFETTA EQUIPE CARDIOCHIRURGICA PAVIA-VICENZA-PAVIA. Con il coordinamento del DEM ed il supporto logistico della Prefettura di Padova e dei Compartimenti di Polizia Stradale di Vicenza, Padova, Verona, Torino, Piacenza e Milano abbiamo garantito la staffetta dell'equipe medica del Policlinico San Matteo di Pavia con organi umani a bordo nella notte di sabato 23 giugno 2007. La missione, ad alto rischio per gli innumerevoli cantieri e la chiusura dell'A4 nel tratto Bergamo-Milano, non ha subito ritardi di rilievo. Filmati disponibili

 

MISSIONE TRAPIANTI AD ELEVATA PERCORRENZA. Mercoledì 20 giugno 2007 abbiamo trasportato l'equipe chirurgica dell'Istituto dei Tumori di Milano all'Ospedale di Perugia dove erano attesi per il prelievo di organi. E' stata la prima missione in cui un'equipe chirurgica ha viaggiato, su gomma, per una percorrenza così elevata. Il ritorno dell'equipe e degli organi prelevati è stato garantito dal DEM con l'impiego di un aeromobile di stanza a Perugia. L'automedica, dopo aver accompagnato in aeroporto l'equipe, si è diretta al NITp di Milano per la consegna dei campioni prelevati dal donatore (sono stati percorsi oltre mille chilometri).

 

ENTRA IN SERVIZIO LA BRAVO 30. Battesimo di fuoco per la nuova automedica del Sodalizio: subito dopo il collaudo MCTC avvenuto nella mattinata del 17 maggio 2007 presso l'allestitore Aricar di Cavriago, la Bravo 30 e' stata attivata per il trasporto urgente dell'equipe cardiochirurgica del Policlinico di Pavia; nella notte del 18 maggio è stata impiegata anche per il trasporto di organi umani dagli Spedali Civili di Brescia (destinazione Ospedale San Marino di Genova -Centro Trapianti di Rene-).

 

100 MISSIONI EQUIPE TRAPIANTI. Confermato il trend positivo del servizio Equipe Trapianti: con due mesi di anticipo rispetto al 2006, abbiamo raggiunto quota 100 missioni dall'inizio dell'anno. La missione numero cento (equipe chirurgica del Policlinico di Milano con destinazione Spedali Civili di Brescia) e' stata erogata martedì 29 maggio 2007.

 
Elenco Centri Trapianto Immagini

Filmati

 
La Legge n. 91/1999, art. 10, comma 6 assegna al Centro Nazionale Trapianti le seguenti funzioni:
- Coordina le attività di raccolta e di trasmissione dei dati relativi alle persone in attesa di trapianto nel rispetto dei criteri stabiliti dal Centro nazionale.
- Coordina le attività di prelievo e i rapporti tra i reparti di rianimazione presenti sul territorio e le strutture per i trapianti, in collaborazione con i coordinatori locali.
- Assicura il controllo sull'esecuzione dei test immunologici necessari per il trapianto avvalendosi di uno o più laboratori di immunologia per i trapianti allo scopo di assicurare l'idoneità del donatore.
- Procede all'assegnazione degli organi in applicazione dei criteri stabiliti dal Centro nazionale, in base alle priorità risultanti dalle liste delle persone in attesa di trapianto.
- Assicura il controllo sull'esecuzione dei test di compatibilità immunologica nei programmi di trapianto nel territorio di competenza.
- Coordina il trasporto dei campioni biologici, delle equipe sanitarie e degli organi e dei tessuti nel territorio di competenza.
- Cura i rapporti di collaborazione con le autorità sanitarie del territorio di competenza e con le associazioni di volontariato.
 
I Centri Interregionali costituiti in Italia sono:
NITp - Nord Italia Transplant program
Presidente: Prof. Cristiano Martini
Coordinatore: Dott. Mario Scalamogna
c/o Centro Trasfusionale di Immunologia dei Trapianti
Ospedale Maggiore Policlinico
Via F. Sforza, 36 -20122 Milano
Tel: 02/55034015
Fax: 02/55034086
e-mail:
info@nitp.org
Sito web:
www.nitp.org
AIRT - Associazione InterRegionale Trapianti
Presidente: Prof. Franco Filipponi
Coordinatore: Dott.ssa Lorenza Ridolfi
c/o Centro Trapianti
Policlinico Sant'Orsola
Via Massarenti, 9 - 40138 Bologna
Tel: 051/6363664/5
Fax: 051/6364700
E-mail:
cir@airt.it
Sito web:
www.airt.it
OCST - Organizzazione Centro Sud Trapianti
Presidente: Dott. Vito Gaudiano
Coordinatore: Dott. Renzo Pretagostini
c/o Istituto II Clinica Chirurgica, Policlinico Umberto I
V.le del Policlinico, 155 - 00161 Roma
Tel: 06/4463186
Fax: 06/4456296
e-mail:
ocst@uniroma1.it
 
UN CUORE NUOVO - EZECHIELE 11:19
"Darò loro un cuore nuovo, e uno spirito
nuovo metterò dentro di loro;
toglierò dal loro petto il cuore di pietra,
e darò loro un cuore di carne".
Ideogramma offerto a S.S. Papa Benedetto XVI dal
Centro Trapianti di Cuore di Pavia all'Udienza
Generale in Vaticano di mercoledì 5 settembre 2007
 

Trapianti: dalla Lista d'Attesa all'Intervento

Realizzato in collaborazione con il Centro Nazionale Trapianti


La donazione ed il trapianto di organi, tessuti e cellule sono oggetto da anni di un ampio dibattito per le implicazioni etiche e scientifiche che coinvolgono.
Fu il professor Murray il 23 dicembre 1954 a eseguire il primo trapianto di rene fra gemelli. Negli anni successivi furono eseguiti un gran numero di trapianti da donatore vivente, soprattutto negli Stati Uniti, con risultati soddisfacenti. Nel 1965 si raggiunse la certezza che questo tipo di intervento era possibile e centri di trapianto renale si aprirono in tutto il mondo. Nel 1963 furono eseguiti il primo trapianto di fegato da Starzl e il primo di polmone da Hardy. Nel 1966 Kelly e Lillehei eseguirono il primo trapianto di pancreas e nel 1967 Barnard eseguì il primo trapianto di cuore.
Nel nostro Paese il prelievo e il trapianto di organi e tessuti possono avvenire solo in presenza di precise condizioni:

- disponibilità del donatore,

- compatibilità dell’organo,

- verifica e coordinamento dei Centri Regionali Trapianto, dei Centri Interregionali Trapianto e del Centro Nazionale Trapianti,

- trasparente gestione delle liste di attesa

- efficiente e tempestivo intervento dei medici per il prelievo e il trapianto.

 

Donazione e Trapianto: i Soggetti Coinvolti

Sebbene per trapianto si intenda comunemente il trapianto di organi (cuore, fegato, intestino, polmoni, reni, pancreas), questa operazione può riguardare anche tessuti (cornea, cute, arterie, valvole cardiache e vene, ossa, muscoli, tendini, membrana amniotica) e cellule staminali emopoietiche, cioè quelle a partire dalle quali si differenziano le altre cellule ematiche (globuli bianchi, rossi, piastrine) e che sono presenti nel midollo osseo, nel sangue del cordone ombelicale e nel sangue periferico che scorre in arterie, vene e capillari.
Le spese per il trapianto sono sostenute dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN).

I soggetti coinvolti nel trapianto sono il donatore (vivente o non, umano o animale), il ricevente (il paziente in attesa dell’intervento), i familiari del ricevente e le équipe di medici che intervengono nelle varie fasi, che vanno dall’accertamento della morte del donatore al prelievo dell’organo fino al trapianto.
Il donatore può esprimere in vita la sua disponibilità o non disponibilità al prelievo degli organi in caso di morte; il ricevente dovrà iscriversi nelle liste di attesa di uno o più centri trapianti del territorio nazionale; i familiari del donatore vengono interpellati dal personale sanitario qualora non esista una registrazione scritta della volontà del potenziale donatore; équipe distinte di medici intervengono in momenti diversi per valutare se è possibile certificare la morte cerebrale, effettuano gli esami di controllo e di compatibilità degli organi, il prelievo e il trapianto.

Il sistema trapianti in Italia prevede che il coordinamento dell’attività di donazione, prelievo e trapianto sia articolato su quattro livelli: nazionale (CNT cioè il Centro Nazionale Trapianti), regionale, interregionale (Centri Regionali Trapianto e Centri Interregionali Trapianto) e locale (Centri Trapianto).

Il CNT è stato creato con la legge n. 91 del 1999 e dipende dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS). I suoi membri sono nominati con decreto ministeriale. Il presidente è lo stesso presidente dell’ISS. Il direttore generale può essere un dirigente di ricerca dell’ISS o un medico non dipendente dall’ISS, purché di chiara fama in materia di trapianti. Componenti del CNT sono i rappresentanti di ciascuno dei Centri Regionali o Interregionali per i trapianti.
Il CNT raccoglie i dati dei pazienti in lista d’attesa provenienti da ASL, Centri Regionali e Interregionali: mantiene cioè un quadro aggiornato a livello nazionale delle richieste di organi e dei donatori disponibili.
Tra le sue funzioni anche quella di definire linee guida per i Centri Trapianto e controllare il loro operato. Assegna gli organi nei casi di urgenze e di programmi definiti a livello nazionale come pure di trapianti per i quali il bacino di utenza minimo corrisponde al territorio nazionale. Nel caso di trapianti sui minori, ad esempio, i pazienti in lista d’attesa pur registrandosi in Centri Regionali entrano a far parte di un'unica lista gestita a livello nazionale.

I Centri Regionali e Interregionali raccolgono e trasmettono al CNT i dati dei pazienti in lista d’attesa, coordinano i rapporti con i reparti di rianimazione (per il prelievo) e con le strutture sanitarie per i trapianti. Verificano che siano effettuati i test immunologici, assegnano gli organi/tessuti in base ai criteri definiti dal CNT e ne coordinano il trasporto insieme alle équipe sanitarie nell’area territoriale di loro competenza. I Centri Interregionali sono: l’Associazione InterRegionale Trapianti (Torino), Nord Italia Transplant program (Milano), Organizzazione Centro Sud Trapianti (Roma).

I Centri Trapianto sono strutture interne agli ospedali pubblici, autorizzate a eseguire trapianti di organi o di midollo osseo. Per esempio, in Toscana, si trovano all’interno degli ospedali di Firenze, Siena e Pisa. In Veneto, nei centri di Padova, Verona, Treviso, Vicenza. In Sicilia a Palermo e Catania.

A partire dal 2003, il Ministero della Salute ha istituito un tavolo, cui afferiscono il Centro Nazionale Trapianti e le Associazioni di settore, per la promozione delle campagne nazionali di informazione su donazione e trapianti.
Le associazioni che collaborano alla promozione di campagne sono:

- ACTI (Associazione CardioTrapiantati Italiani)

- AIDO (Associazione Italiana per la Donazione di Organi, Tessuti e Cellule)

- AITF (Associazione Italiana Trapiantati di Fegato)

- ANED (Associazione Nazionale EmoDializzati)

- LIVER-POOL (Federazione nazionale associazioni di volontariato malattie epatiche e trapianto)

- Associazione Marta Russo

- FORUM


Oltre alle informazioni pubblicate sul sito ufficiale del Centro Nazionale Trapianti, il Ministero della Salute ha attivato un numero verde 800/333.033, coordinato dal CNT, per rispondere alle domande dei cittadini in tema di donazione e trapianti. È attivo tra le 10 e le 18, dal lunedì al venerdì.

 

Dalla Donazione al Trapianto

La legge prevede per il cittadino la possibilità di esprimere la propria disponibilità (o non disponibilità) alla donazione degli organi e dei tessuti. Ecco le opzioni disponibili:

- compilando il tesserino blu del Ministero della Salute, da conservare insieme ai propri documenti personali. Il tesserino può essere stampato dopo aver compilato on line la dichiarazione di volontà;

- compilando un modulo (registrazione della propria volontà) nell’ufficio della ASL del proprio territorio o del proprio medico di famiglia (consultando l’elenco delle ASL);

- compilando una dichiarazione scritta che contenga nome, cognome, data di nascita, dichiarazione di volontà (positiva o negativa), data e firma, da tenere nel proprio portafoglio;

- compilando la carta del donatore nelle sedi dell’Associazione Aido.

La dichiarazione di volontà compilata nelle sedi delle ASL viene trasmessa al Centro Nazionale Trapianti e può essere modificata in qualsiasi momento. Sarà ritenuta valida, sempre, l'ultima dichiarazione scritta, rilasciata secondo le modalità previste.
Se la dichiarazione non viene compilata, non vale la regola del “silenzio assenso” per la quale si considera consenziente il donatore. In questi casi, e in caso di potenziale donatore minorenne, decidono invece i familiari.
Le procedure per esprimere la propria disponibilità alla donazione delle cellule staminali (da midollo osseo, cordone ombelicale, sangue periferico) differiscono da quelle per la donazione di organi e tessuti. Inoltre, in questi casi, il prelievo avviene da vivi.
Chi vuole donare il midollo osseo deve iscriversi nel Registro Italiano dei Donatori di Midollo Osseo e potrà essere chiamato in qualsiasi momento per il prelievo nel caso si presenti un ricevente compatibile.
Chi vuole donare il sangue del cordone ombelicale del proprio figlio può farlo al momento del parto. Tagliando il cordone ombelicale, infatti, resta nei vasi placentari e cordonali una quota residua di sangue che contiene cellule staminali emopoietiche. Queste cellule sono simili a quelle presenti nel midollo osseo e potranno essere dunque utilizzate a fini di trapianto nei casi in cui il bambino o un ricevente compatibile ne avessero bisogno in futuro. Il prelievo viene conservato nelle banche del sangue di cordone ombelicale.
Anche per la comune donazione di sangue è necessario dare un consenso scritto. Il sangue donato viene sottoposto a una serie di esami che garantiscono la salute del ricevente e verificano al contempo le condizioni fisiche del donatore. Questi esami sono: emocromo completo per lo studio di globuli rossi, globuli bianchi e piastrine, transaminasi ALT (per lo studio del fegato), sierodiagnosi per la lue o sifilide, HIV Ab 1-2 (per l’AIDS), HBs Ag (per l’epatite B), HCV Ab e ricerca di costituenti virali dell’HCV (per l’epatite C), controlli e determinazione del gruppo sanguigno e del fattore Rh.
Il sangue che il donatore offre è indispensabile nei servizi di primo soccorso e di urgenza, in interventi chirurgici e trapianti di organo, nella cura delle malattie oncologiche, nelle varie forme di anemia cronica.
La lista dei centri AVIS di tutte le regioni italiane è disponibile on-line. Per informazioni sulla sede a cui rivolgersi è possibile telefonare al numero verde 800/261.580.


Tutti i cittadini assistiti dal Servizio Sanitario Nazionale possono essere inseriti nelle liste di attesa dei Centri Regionali Trapianto, che valutano se sono soddisfatte le condizioni per sottoporre un paziente all’intervento. Possono essere iscritti in lista d’attesa anche cittadini stranieri o extracomunitari purché assistiti dal SSN.
Il numero dei centri a cui è possibile iscriversi varia a seconda del tipo di trapianto. In genere, a parte il caso del trapianto di rene, si privilegia l’iscrizione a un unico centro regionale. I minori di 18 anni pur iscrivendosi a un solo centro, rientrano in una unica lista di attesa nazionale, gestita dal Centro Nazionale Trapianti a cui comunque vengono trasmessi i dati dei database interregionali.

Il paziente che ha bisogno di un trapianto può anche essere curato all’estero, se le strutture italiane non sono in grado di offrire il trattamento di cui ha bisogno o se i tempi per effettuare l’intervento sono troppo lunghi.
Il paziente deve presentare domanda alla ASL in cui è iscritto con la relazione del medico specialista che dichiari che l’assistito non può essere curato in Italia. Nella dichiarazione deve essere indicato anche il Centro estero prescelto per effettuare l’intervento. A sostegno della richiesta è necessario presentare la documentazione medica (cartelle cliniche, esami radiologici, pareri di specialisti, ecc.) che giustifichi il trasferimento all’estero. L'ASL inoltra la domanda e la documentazione a un Centro di Riferimento Regionale (C.R.R.) entro 3 giorni dal ricevimento. Il C.R.R. valuta se ci sono i presupposti per poter dare l’autorizzazione e invia il parere positivo o negativo alla ASL entro 7 giorni dal ricevimento.

Prima ancora che venga accertata la morte del donatore, l’esistenza di una sua dichiarazione di volontà o la disponibilità dei familiari al prelievo degli organi, si riunisce un collegio di medici convocati dalla Direzione Sanitaria della struttura ospedaliera: un anestesista, un neurofisiopatologo e un medico legale. Il team deve controllare se il donatore è in condizione di “morte encefalica”, se cioè sono presenti contemporaneamente le seguenti condizioni: stato di incoscienza, assenza di riflessi del tronco, assenza di respiro spontaneo, silenzio elettrico cerebrale.
La legge stabilisce che la morte possa essere dichiarata se tutti questi elementi sono presenti dall'inizio dell'osservazione e per un periodo non inferiore a 6 ore per gli adulti e di 12- 24 ore per i bambini (a seconda delle fasce d'età). Della commissione che accerta la morte cerebrale non possono far parte i medici che eseguiranno il prelievo degli organi né quelli che eseguiranno il trapianto.
I medici si accertano se esiste una dichiarazione di volontà espressa per iscritto dal paziente. Le dichiarazioni compilate e consegnate alle ASL sono registrate nelle banche dati del CNT.
Se non esiste una dichiarazione scritta (magari tenuta dal paziente tra i suoi documenti) nella quale egli si esprime in senso favorevole o contrario sul prelievo, i medici chiedono il consenso al prelievo degli organi ai familiari del potenziale donatore. Possono opporsi alla donazione: il coniuge non separato, il convivente more uxorio, figli maggiorenni, genitori. In caso di minorenni decidono i genitori.
Le fasi successive sono coordinate dal Centro Regionale Trapianti competente per territorio. Il centro cura i rapporti con il reparto di rianimazione, controlla che vengano eseguiti i test immunologici per verificare la compatibilità con il donatore e ridurre il pericolo di rigetto, assegna gli organi ai pazienti in lista di attesa sulla base dei criteri di urgenza e compatibilità e coordina il trasporto dell’organo espiantato e dell’équipe che farà il trapianto.
Sono esclusi dal prelievo degli organi donatori sieropositivi da HIV 1 o 2, con positività contemporanea a epatite B e D, tumori maligni in atto, alcune infezioni sistemiche per le quali non esistono terapie praticabili, malattie da prioni, come il kuru (che ha molte somiglianze con la Malattia di Creutzfeldt-Jakob), la malattia di Creutzfeldt-Jakob (CJ), quella di Gerstmann-Straussler-Scheinker (GSS) e l’insonnia fatale familiare (FFI).
Il tempo che può trascorre tra il prelievo di un organo e il trapianto su un paziente è molte breve. L’operazione deve iniziare poche ore dopo la comunicazione della disponibilità di un organo e può durare dalle 2 ore (per i reni) alle 4-8 ore per altri tipi di trapianto. Il paziente può ricevere anche organi di persone molto giovani o molto anziane (nel caso di cornee e fegato anche di persone ultraottantenni) e non sosterrà alcuna spesa né per le cure né per l’organo. Non è ammesso il trapianto di cervello e organi riproduttori.

 

Statistiche e Legislazione

I trapianti in Italia sono in continua crescita. Si è passati infatti dai 1.083 trapianti del 1992 ai 3.190 del 2006. A oggi i pazienti iscritti nelle liste di attesa sono 9.304: 6.470 in attesa di reni, 1.729 per fegato, 727 per cuore, 222 per pancreas, 318 per polmone. I tempi di attesa (in anni) sono:

- Rene (3,02)

- Pancreas (2,6)

- Cuore (2,24)

- Polmone (1,9)

- Fegato (1,78)

I dati completi sono contenuti in rapporti periodici, pubblicati online sul sito del Ministero della Salute dedicato ai trapianti.
La legislazione italiana definisce le norme per il prelievo e il trapianto di organi e tessuti, nonché le certificazioni di idoneità per il prelievo e le modalità per accertare la morte del donatore. Ecco una selezione delle leggi e dei decreti più significativi:

- Decreto 2 dicembre 2004: Modalità per il rilascio delle autorizzazioni all’esportazione o all’importazione di organi e tessuti

- Decreto 2 agosto 2002: Criteri e modalità per la certificazione dell'idoneità degli organi prelevati al trapianto

- Decreto 8 aprile 2000: Disposizioni in materia di prelievi e di trapianti di organi e di tessuti, attuativo delle prescrizioni relative alla dichiarazione di volontà dei cittadini sulla donazione di organi a scopo di trapianto

- Legge 91/1999: Norme per il prelievo e il trapianto di organi e tessuti

- DPR 694/1994: Regolamento recante norme sulla semplificazione del procedimento di autorizzazione dei trapianti

- Decreto 582/1994: Regolamento recante le modalità per l'accertamento e la certificazione di morte

- Legge 578/1993: Norme per l'accertamento e la certificazione di morte

- Legge 301/1993: Norme in materia di prelievi e innesti di cornee


La legislazione straniera si distingue da Paese a Paese nella definizione di morte del donatore, nelle condizioni fissate per il prelievo degli organi (in alcuni Stati il donatore deve esprimere un consenso scritto, in altri è sufficiente che non abbia espresso opposizione) ed è variabile anche nella possibilità o meno dei familiari di negare il prelievo degli organi.

Definizione di morte
Viene certificata con perdita totale e irreversibile delle funzioni cerebrali in:
Austria, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Lussemburgo, Paesi Bassi, Norvegia, Spagna, Svizzera, Turchia, Gran Bretagna.
È rimessa alla valutazione del medico in: Belgio, Cipro, Portogallo.

Consenso al prelievo
Il prelievo di organi o tessuti è effettuato a condizione che il donatore, in vita:

non abbia espresso opposizione in:
Austria, Belgio (soltanto per i cittadini belgi), Danimarca, Francia (la famiglia può testimoniare per iscritto e in modo circostanziato l'opposizione del defunto), Grecia (l'assenza di opposizione non è sempre interpretata come consenso presunto), Lussemburgo (opposizione scritta), Norvegia, Portogallo, Spagna, Svizzera.

abbia espresso il proprio consenso in:
Belgio (consenso espresso soltanto per gli stranieri), Cipro (per la donazione della cornea), Paesi Bassi (consenso scritto o, in assenza, consenso della famiglia), Svezia (consenso scritto o, in assenza, consenso della famiglia), Turchia (espresso o presunto), Gran Bretagna (consenso scritto), Germania (in assenza, il consenso di un parente prossimo).

Opinione dei familiari

Si tiene conto dell'opinione dei familiari in:
Cipro, Danimarca (l'opinione non è preponderante), Finlandia (se il donatore non ha espresso il consenso in vita), Turchia (l'opinione non è preponderante), Grecia (l'opinione non è preponderante), Germania (in assenza di consenso del defunto), Irlanda (il sentimento dei parenti prossimi prevale sulla volontà esplicita o presunta del defunto), Norvegia (l'opinione non è preponderante), Paesi Bassi (l'opinione è praticamente predominante), Spagna (l'opinione può essere preponderante), Svezia (in assenza di consenso certo, l'opinione è preponderante), Svizzera (l'opinione non è preponderante).

Non si tiene conto dell'opinione dei familiari in:
Austria, Francia (salvo che per i minori o per gli incapaci per i quali si richiede il consenso scritto dei familiari o tutori legali), Belgio (salvo che per i minori), Gran Bretagna (salvo che per i bambini “incompetent or competent but unwilling to make a decision” ovvero che non possono prendere decisioni o che sarebbero in grado di farlo ma non vogliono).

 
in primo piano:

A 40 anni dal Rapporto di Havard che identificava il decesso con l'Encefalogramma piatto l'Osservatore Romano riapre la discussione sulla Morte Cerebrale.

Secondo il quotidiano il criterio che attualmente definisce il trapasso dell'individuo ''entra in contraddizione con il concetto di persona secondo la dottrina cattolica''. Occorre rimettere in discussione la definizione di morte cerebrale. Lo scrive l'Osservatore Romano a quarant'anni dal rapporto di Harvard che "cambiava la definizione di morte basandosi non più sull'arresto cardiocircolatorio, ma sull'encefalogramma piatto: da allora l'organo indicatore della morte non è più soltanto il cuore, ma il cervello". "Si tratta - sottolinea l'Osservatore Romano - di un mutamento radicale della concezione di morte, che ha risolto il problema del distacco dalla respirazione artificiale, ma che soprattutto ha reso possibili i trapianti di organo, accettato da quasi tutti i Paesi avanzati (dove è possibile realizzare questi trapianti), con l'eccezione del Giappone. Anche la Chiesa cattolica, consentendo il trapianto degli organi, accetta implicitamente questa definizione di morte, ma con molte riserve: per esempio, nello Stato della Città del Vaticano non è utilizzata la certificazione di morte cerebrale". Nuove ricerche scientifiche hanno però riaperto la discussione e alcuni sono "concordi nel dichiarare che la morte cerebrale non è la morte dell'essere umano. Il rischio di confondere il coma (morte corticale) con la morte cerebrale è sempre possibile". "E questa preoccupazione - aggiunge l'Osservatore Romano - venne espressa al concistoro straordinario del 1991 dal cardinale Ratzinger nella sua relazione sul problema delle minacce alla vita umana: 'Più tardi, quelli che la malattia o un incidente faranno cadere in un coma 'irreversibile', saranno spesso messi a morte per rispondere alle domande di trapianti d'organo o serviranno, anch'essi, alla sperimentazione medica ('cadaveri caldi')".  "Queste considerazioni aprono ovviamente nuovi problemi per la Chiesa cattolica, la cui accettazione del prelievo degli organi da pazienti cerebralmente morti, nel quadro di una difesa integrale e assoluta della vita umana, si regge soltanto sulla presunta certezza scientifica che essi siano effettivamente cadaveri - continua l'Osservatore Romano - Ma la messa in dubbio dei criteri di Harvard apre altri problemi bioetici per i cattolici: l'idea che la persona umana cessi di esistere quando il cervello non funziona più, mentre il suo organismo, grazie alla respirazione artificiale, è mantenuto in vita, comporta una identificazione della persona con le sole attività cerebrali, e questo entra in contraddizione con il concetto di persona secondo la dottrina cattolica, e quindi con le direttive della Chiesa nei confronti dei casi di coma persistente". "Il quarantesimo anniversario della nuova definizione di morte cerebrale - conclude - sembra quindi riaprire la discussione, sia dal punto di vista scientifico generale, sia in ambito cattolico, al cui interno l'accettazione dei criteri di Harvard viene a costituire un tassello decisivo per molte altre questioni bioetiche oggi sul tappeto, e per il quale al tempo stesso costa rimettere in discussione uno dei pochi punti concordati tra laici e cattolici negli ultimi decenni".

''Non è cambiato niente nella dottrina della Chiesa su questo punto - spiegano ancora dal 'ministero della salute' vaticano - certo la questione è delicata perché come si sa gli organi devono avere ancora dei segni di vita per essere espiantati''. Dunque quanto scritto da Scaraffia ''è un'opinione personale, anche se è utile che un certo dibattito prosegua su questi temi, la scienza va avanti ci sono dei progressi, si discute. Ma la posizione della Chiesa rimane la stessa di quarant'anni fa''. In particolare viene sottolineata la visione di lungo periodo, l'intuizione di Pio XII che seppe vedere per tempo il problema e parlò di trapianti. Ancora, sottolineano dal dicastero vaticano, è noto che non conosciamo il ''momento esatto della morte'' abbiamo tutta una serie di elementi, ma non sappiamo quale sia il momento esatto. Tuttavia la questione non interferisce con la questione trapianti d'organi. Già nella giornata di ieri il direttore della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, aveva spiegato che in effetti per quanto autorevole fosse l'autore, l'articolo del quotidiano della Santa Sede non costituiva un cambiamento della dottrina sulla questione dei trapianti d'organi. Oggi il ''Pontificio consiglio per la pastorale della salute'' spiega che i contenuti dell'articolo apparso nell'edizione del 3 settembre dell'Osservatore costituiscono ''un'opinione personale'' dell'autrice. E anzi in merito si richiama la posizione sul tema dei trapianti di Pio XII per testimoniare ulteriormente come la posizione della Chiesa sulla questione non sia cambiata nel corso degli ultimi decenni. Certo sul problema della definizione di ciò che può definirsi morte, in quali condizioni e secondo quali parametri medici e etici, la Santa Sede mantiene un'attenzione alta e richiama la massima attenzione da parte dei comitati di bioetica, ma sulla vicenda trapianti conferma la posizione gia' consolidata dal magistero.

 

Il Direttore del CNT scrive all'Osservatorio Romano

Viene di seguito riportata integralmente la lettera scritta dal prof. Nanni Costa in merito alla polemica sulla Morte Cerebrale:

Egregio Direttore,
Le scrivo in rappresentanza della comunità trapiantologica e di tutti coloro che da anni lavorano con dedizione, serietà e rigore scientifico in questo settore, per comunicarLe alcune considerazioni in merito all'articolo di Lucetta Scaraffia, pubblicato dal Vs. giornale.
Tale contributo, come molte altre prese di posizione sul delicato tema del fine della vita, può diventare utile contributo alla riflessione comune solo se fondato sulla chiarezza delle definizioni e sul rigoroso riconoscimento dei diversi piani di discussione, siano essi scientifici, etici, religiosi o giuridici. Al contrario, il riscontro di una pericolosa confusione di piani, termini e definizioni nella modalità di sviluppo del confronto in essere, ci spingono ad intervenire per dissentire da alcune affermazioni e per riportare una necessaria chiarezza sulla serietà e la fondatezza dei presupposti che caratterizzano l'attività medica in questo settore.
Le questioni su cui riportiamo l'attenzione sono la definizione e l'accertamento di morte, i criteri distintivi tra lo stato di coma, quello di "stato vegetativo persistente" e di morte cerebrale.
Quanto alla morte, la definizione attualmente riconosciuta dalla comunità scientifica internazionale e dalle legislazioni di tutti i Paesi culturalmente avanzati (Europa, Stati Uniti, Australia, Canada, America Latina, dalla maggioranza dei paesi Asiatici, e da diversi paesi Africani) è quella della dichiarazione di Harvard (1968). La dichiarazione riconosce nel cervello l'origine di tutti i processi vitali: il respiro, il battito cardiaco, la termoregolazione, la fame, la sete. Quando le cellule cerebrali che sovraintendono a tutte queste funzioni sono totalmente e irrimediabilmente danneggiate, la conseguenza è la morte cerebrale del paziente. La morte si identifica, quindi, con la cessazione irreversibile di tutte le funzioni dell'encefalo. Le conoscenze acquisite in questi anni e che hanno progressivamente affinato le tecniche e gli strumenti di rianimazione e di accertamento di morte, hanno confermato l'inadeguatezza della definizione di morte intesa come arresto della funzione cardio-respiratoria (in quanto è possibile, in alcuni casi, ripristinare le funzioni vitali in pazienti con arresto temporaneo del respiro e dell'attività cardiaca) ma hanno altresì confermato che la cessazione delle funzioni vitali generate dalla distruzione totale delle cellule cerebrali rimane uno stato irreversibile, irreparabile e definitivo che coincide con la morte della persona. In tal caso, infatti, il cervello non solo è danneggiato sul piano della funzionalità, ma anche su quello anatomico perché le cellule morte cominciano a decomporsi e gli enzimi che si liberano, conseguenza di questa decomposizione, aggrediscono e demoliscono le altre cellule innescando un meccanismo inarrestabile.
In Italia, la morte encefalica definita nella dichiarazione di Harvard è recepita dalla legge 578/1993 che prevede che nessun medico possa, da solo, effettuare una diagnosi di morte cerebrale: la dichiarazione di morte può essere effettuata da una commissione di 3 specialisti solo dopo un periodo di osservazione di almeno 6 ore, mirato ad accertare con scrupolosi esami clinici e strumentali ripetuti diverse volte, la permanenza delle condizioni di morte. Se in questo arco di tempo, una sola delle prove cliniche o strumentali dovesse modificarsi, se dovesse cioè comparire anche uno solo dei riflessi vitali di natura encefalica, l'accertamento non potrebbe proseguire e di conseguenza non sarebbe possibile dichiarare e certificare il decesso del paziente. Data la rigorosità delle metodiche adottate in questa procedura, posiamo affermare, al di là di ogni ragionevole dubbio, che essa non è suscettibile di errori.
Ai suddetti chiarimenti si aggiungano le seguenti considerazioni: nell'articolo dell'Osservatore Romano, vengono citati, come determinati ai fini della confutazione dei criteri di definizione di morte, nuove ricerche e nuove acquisizione scientifiche non contenute in articoli scientifici internazionali o affermate da consensus conference, cioè da modalità adottate dalle comunità scientifiche, bensì attraverso la citazione di un singolo caso, descritto in uno dei libri recensiti. Inoltre, è assolutamente fuorviante affermare, come avviene nell'articolo della Scaraffia e in altre posizioni, un legame tra l'accertamento di morte e l'attività di prelievo degli organi. Le procedure di accertamento di morte vengono, infatti, espletate in tutti i casi in cui vi sia il riscontro clinico-strumentale della morte cerebrale, indipendentemente dalla successiva destinazione del cadavere. Indicando e praticando i criteri di accertamento di morte, la comunità scientifica risponde alla fondamentale e primaria necessità di stabilire e dichiarare l'avvenuta morte biologica di una persona, un atto che deve basarsi, com'è, su evidenze scientifiche chiare, comprovate e condivise. E' solo successivamente all'accertamento e alla certificazione di morte, di fronte ad una manifestazione di volontà che acconsente al prelievo, espressa in vita dal soggetto, o attraverso la non opposizione dei familiari, che il cadavere può essere candidato al prelievo degli organi a scopo di trapianto. Ogni legittima considerazione o confronto sul piano etico, giuridico o filosofico, attinente le questioni del finis vitae non può porsi oltre le suddette evidenze scientifiche, né modificarle se non con l'apporto di riscontri scientifici altrettanto comprovati. Ogni altra considerazione rischia di far scivolare questioni fondamentali ed incontrovertibili, come quella della morte, sul pericoloso terreno dell'opinabile.
La seconda questione su cui si intende portare chiarimenti, in considerazione delle confuse affermazioni riportate nel dibattito in corso, è quella dei criteri distintivi tra lo stato di coma, quello di "stato vegetativo persistente" e di morte cerebrale. A questo proposito si chiarisce che vi è una profonda differenza tra questi diversi stati:

1) il coma è una condizione clinica complessa, derivante da un'alterazione del regolare funzionamento del cervello con compromissione dello stato di coscienza. Nel coma, anche nei casi più gravi, le cellule cerebrali sono vive ed emettono un segnale elettrico rilevabile attraverso l'elettroencefalogramma o altre metodiche. Il coma comprende più stadi di diversa gravità, incluso lo stato vegetativo persistente, ma è comunque una situazione dinamica, che può variare sia in senso regressivo, sia in senso progressivo. In questi casi, tuttavia, siamo in presenza di pazienti vivi, sui quali si deve attuare qualsiasi presidio terapeutico che sia in grado di curarli

2) Nello stato vegetativo persistente (spesso confuso con la morte cerebrale), dunque, le cellule cerebrali sono vive e mandano segnali elettrici evidenziati in modo chiaro dall'elettroencefalogramma, mentre nella morte encefalica le cellule cerebrali sono morte, non mandano segnale elettrico e l'encefalogramma risulta piatto

3) la diversa condizione biologica tra questi stati ha precisi riscontri sul piano clinico: nello stato vegetativo persistente il paziente può respirare in modo autonomo; mantiene una vitalità circolatoria, respiratoria e metabolica e un controllo sulle cosiddette funzioni vegetative (esempio temperatura corporea, pressione arteriosa, diuresi, etc..). Nella morte encefalica il soggetto ha perso in modo irreversibile la capacità di respirare e tutte le funzioni encefaliche: non ha controllo sulle funzioni vegetative (non c'è più controllo sui meccanismi che regolano la temperatura corporea e la pressione arteriosa)

4) vi sono condizioni neurologiche assolutamente diverse: nello stato vegetativo i riflessi dei nervi cranici e i riflessi respiratori sono mantenuti, mentre sono assolutamente assenti nella morte encefalica; nello stato vegetativo le funzioni cerebrali mantengono una certa vitalità, sebbene ridotta, mentre nella morte encefalica sono assenti in modo irreversibile.>/ol> In considerazione di quanto sopra, premesso che lo spirito che ci anima è quello di partecipare con questa nota al confronto in corso districando possibili grovigli terminologici e pur accogliendo e riconoscendo la legittimità e l'utilità di ogni opinione o contributo su questi delicati temi, sento la necessità di esprimerLe l'auspicio che questi, specie se provenienti da voci tanto autorevoli come quella che esprime il Suo giornale, si caratterizzino per prudenza, rigore e fondatezza, riconoscendo di muoversi su un terreno ove competenze e saperi di tipo etico, antropologico e giuridico non possono prescindere dalle acquisizioni della scienza, sulle quali è possibile e doveroso intervenire solo con strumenti e riscontri all'altezza di confutarli sullo stesso piano. Il rischio, altrimenti, può divenire persino quello di andare contro il proprio intento, finendo per il compromettere piuttosto che difendere, in nome di una mal giustificata definizione del confine tra la vita e la morte, il diritto fondamentale alla vita e alla cura che hanno tutti coloro che sono vivi e che, nel nostro settore, comprende anche il gran numero di pazienti che attendono di essere curati grazie al gesto solidale e gratuito della donazione. Un gesto, su cui tutto il magistero ecclesiale, come oggi stesso riconfermato dalle dichiarazioni del Pontificio consiglio per la Pastorale della salute e dalle precisazioni di Mons. Lombardi, è da tempo concorde ed univoco.

Con l'occasione, Le porgo Cordiali Saluti.
Il Direttore del Centro Nazionale Trapianti
Dott. Alessandro Nanni Costa

 

I Criteri Distintivi tra Stato Vegetativo Persistente e Morte Encefalica
In relazione al tema della morte cerebrale e, in particolare, all'analogia tra l'irreversibilità dello stato vegetativo persistente e la condizione di morte encefalica, intorno al quale, grazie a diversi interventi e articoli su vari organi di stampa, tra cui l'Osservatore Romano, si sta sviluppando in questi giorni, un confronto tra distinte posizioni; si riportano di seguito i criteri essenziali che per la comunità scientifica fondano la assoluta differenza e distinzione tra la condizione di stato vegetativo persistente e quella di morte encefalica.
Le principali diversità tra queste due condizioni sono:
1) nello stato vegetativo persistente le cellule cerebrali sono vive e mandano segnali elettrici evidenziati in modo chiaro dall'elettroencefalogramma, mentre nella morte encefalica le cellule cerebrali sono morte, non mandano segnale elettrico e l'encefalogramma risulta piatto
2) la diversa condizione biologica ha precisi riscontri sul piano clinico:nello stato vegetativo persistente il paziente respira in modo autonomo; mantiene una vitalità circolatoria, respiratoria e metabolica e un controllo sulle cosiddette funzioni vegetative (esempio temperatura corporea, pressione arteriosa, diuresi , etc..). Nella morte encefalica il soggetto ha perso in modo irreversibile la capacità di respirare e tutte le funzioni encefaliche: non ha controllo sulle funzioni vegetative (non c'è controllo sulla temperatura corporea e sulla pressione con sbalzi positivi o negativi rispetto agli standard, la diuresi può raggiungere 10-15 litri in 12 ore, etc.)
3) vi sono condizioni neurologiche assolutamente diverse: nello stato vegetativo i riflessi dei nervi cranici e i riflessi respiratori sono mantenuti, mentre sono assolutamente assenti nella morte encefalica
4) nello stato vegetativo le funzioni cerebrali mantengono una certa vitalità, mentre nella morte encefalica sono assenti in modo irreversibile
5) dalla dichiarazione di Harvard (1968) i criteri di morte encefalica sono stati ufficialmente definiti sul piano scientifico e riconosciuti dalle legislazioni di tutti i Paesi culturalmente avanzati (Europa, Stati Uniti, Australia, Canada, America Latina, dalla maggioranza dei paesi Asiatici, e da diversi paesi Africani)
6) si sottolinea che le nuove tecnologie, rese disponibili negli ultimi 40 anni per la diagnostica delle patologie cerebrali, hanno pienamente confermato i criteri della dichiarazione di Harvard
7) in Italia, la morte encefalica è definita dalla legge 578/1993 e prevede che nessun medico possa, da solo, fare diagnosi di morte cerebrale: la dichiarazione di morte può essere effettuata da una commissione di 3 specialisti solo dopo un periodo di osservazione, mirato ad accertare con esami clinici e strumentali la permanenza delle condizioni di morte, della durata di almeno 6 ore. L'applicazione di questa procedura rende la diagnosi certa.
 
 
 
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