|
| |
sezione aggiornata il 29/12/11
|
Equipe
Trapianti
Busnago Soccorso dal 2005 al 2010 è stato fornitore di veicoli ad uso
speciale per il Servizio di Staffetta Equipe Medica dei Trapianti e
Trasporto Organi Umani a scopo terapeutico su tutto il territorio nazionale
con prelievo dei chirurghi prevalentemente dagli ospedali afferenti l’area
NITp
(Nord Italian Transplant program: Liguria, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia
Giulia, Marche e provincia autonoma di Trento).
Durante la notte del 26 ottobre 2006, Busnago
Soccorso è riuscita ad erogare in contemporanea 8 missioni di Trasporto
Equipe Mediche dei Trapianti ed Organi garantendo comunque la disponibilità
di altri 2 veicoli per ulteriori missioni di trapianti oltre alla copertura
del servizio S.S.U.Em. 118 (Area Brianza e provincia di Lecco) dalle
postazioni di Busnago e Robbiate. Nello specifico state trasportate 4 Equipe
Mediche (Cuore, Polmoni, Fegato, Fegato/Reni) oltre ad 8 organi umani,
collegati 16 Ospedali con 5 automezzi ad uso speciale (5 ALS e 1 BLS),
impiegati 6 autisti, percorsi 3.193 Km. per oltre 47 ore di servizio.
|
TRANSPLANTS EQUIPE
Busnago Soccorso
supplies vehicles, for special use, destinated to the Medical Transplants Equipe
"Relay Race" Service and Transport of Human Organs for therapeutical purpose in
all the national territory; specialized surgeons are taken above all from
the hospitals belonging to the area NITp (North Italian Transplant program:
Liguria, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Marche and indipendent
province of Trento).
During the night of the 26th of October 2006, Busnago Soccorso has
succeeded in supplying, at the same time, 8 missions of Organs Transplants and
Medical Equipe Transport guaranting, however, two vehicles for other
transplants missions. Besides this, the Emergency Service 118 (Brianza area and
Lecco Province) has been assured from our centres in Busnago and Robbiate. In
particular: 4 Medical Equipe have been transferred (heart, lungs, liver, liver/renes),
8 human organs linked to 16 hospitals with 5 cars for special use only (5 ALS
and 1BLS), 6 drivers used, 3.193 Km covered for more
than 47 hours on duty time.
|
Storico dei servizi riconducibili all'attività di trapianti dal 2005: |
735 Missioni |
257.772 Km. percorsi |
dettagli:
|
Missioni
di
Trapianti
affidate
alla
ns.
Organizzazione
e
relativo
chilometraggio
percorso |
|
Dati al 01/01/2010 |
Gen |
Feb |
Mar |
Apr |
Mag |
Giu |
Lug |
Ago |
Set |
Ott |
Nov |
Dic |
Totali |
|
2005 |
N. missioni |
- |
06 |
06 |
|
Km. percorsi |
- |
1.760 |
1.760 |
|
2006 |
N. missioni |
13 |
14 |
16 |
16 |
16 |
22 |
27 |
05 |
14 |
26 |
07 |
20 |
196 |
|
Km.
percorsi |
4.653 |
2.298 |
3.747 |
5.063 |
6.205 |
5.303 |
11.857 |
2.659 |
3.145 |
10.023 |
2.090 |
6.282 |
63.325 |
|
2007 |
N. missioni |
24 |
18 |
18 |
23 |
17 |
22 |
09 |
31 |
21 |
27 |
23 |
21 |
254 |
|
Km.
percorsi |
10.565 |
6.061 |
5.305 |
7.070 |
5.735 |
7.877 |
4.886 |
11.006 |
8.219 |
8.537 |
8.339 |
8.171 |
91.771 |
|
2008 |
N. missioni |
24 |
14 |
22 |
23 |
28 |
21 |
01 |
- |
03 |
02 |
03 |
01 |
142 |
|
Km.
percorsi |
8.490 |
7.278 |
8.223 |
8.524 |
10.174 |
5.605 |
176 |
- |
568 |
1.115 |
1.215 |
219 |
51.587 |
|
2009 |
N. missioni |
09 |
13 |
12 |
07 |
18 |
14 |
09 |
07 |
05 |
07 |
14 |
22 |
137 |
|
Km.
percorsi |
2.637 |
3.996 |
5.396 |
1.572 |
4.872 |
6.745 |
3.373 |
2.801 |
1.847 |
1.069 |
5.197 |
9.824 |
49.329 |
|
2010 |
N. missioni |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
|
Km.
percorsi |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
approfondimenti:
 |
MISSIONI DI TRAPIANTO ORGANI.
Alle ore 22.00 di lunedì 28 dicembre 2009 siamo intervenuti con due automediche
per l'accompagnamento dell'equipe del cuore di Niguarda e l'equipe dei Reni di
Brescia attese rispettivamente a Verona e Mantova per il prelievo di organi da
donatori multiespianto. Come consuetudine Busnago Soccorso ha garantito la
massima disponibilità con l'allerta di due ulteriori automediche a
disposizione del NITp -Nord Italian Transplant program- di Milano con tempi
di attivazione inferiori alla mezz'ora. Le due missioni si sono poi concluse
dopo 16 ore ed 802 chilometri percorsi. |
_small.JPG) |
TRIPLETTA AD ANCONA.
Alle 20.30 di sabato 19 dicembre 2009, siamo partiti con tre automediche
alla volta degli Ospedali Riuniti "Le Torrette" di Ancona con altrettante
equipe chirurgiche: con la Bravo 24 abbiamo accompagnato l'Equipe del Cuore
da Pavia, con la Bravo 30 l'Equipe dei Polmoni dal Policlinico di Milano e
con la Bravo 16 l'Equipe del Fegato dai Riuniti di Bergamo. Su tutta la rete
autostradale non abbiamo riscontrato particolari problemi, ad eccezione
della temperatura particolarmente rigida (sulla A21 si sono toccati i -15°C)
e di una forte precipitazione nevosa nell'abitato marchigiano. A metà
mattinata, dopo oltre 8 ore di attesa per le operazioni di prelievo, tutte
le equipe sono state condotte all'Aeroporto di Ancona-Falconara dove ad
attenderle vi erano due aeromobili diretti alla pista ATA di Milano-Linate.
Le tre automediche sono quindi rientrate su Milano totalizzando 2.875
chilometri ed oltre 45 ore di servizio.
Approfondimenti |
_small.jpg) |
TRASPORTO DI ORGANI SOTTO LA NEVE.
Nella nottata di sabato 19 dicembre 2009, abbiamo garantito il collegamento
tra il Policlinico Maggiore di Milano ed il Policlinico Universitario di
Padova con il trasporto di organi umani a scopo terapeutico. E' stato
infatti trasferito, con l'automedica Bravo 16, un rene atteso alla Clinica
Chirurgica per le operazioni di trapianto su un giovane nefropatico. La
missione, nonostante le intense precipitazioni e le strade innevate, è
terminata nei tempi previsti grazie anche alla trazione integrale permanente
ed alle gomme invernali della nostra Volvo XC70 AWD.
Approfondimenti |
_small.JPG) |
QUATTRO MISSIONI PER L'EQUIPE TRAPIANTI DI BUSNAGO
SOCCORSO.
Lunedì 14
dicembre 2009 siamo intervenuti con 3 automediche per assicurare il
trasferimento urgente di altrettante equipe chirurgiche dei trapianti attese
all'Ospedale "Le Torrette" di Ancona. La prima a partire è stata l'equipe
del fegato dell'Istituto dei Tumori di Milano, a seguire l'equipe del rene
del San Raffaele di Milano e l'equipe del cuore del San Matteo di Pavia.
Quest'ultima è stata dapprima accompagnata all'Aeroporto civile di
Milano-Linate e successivamente riaccompagnata a Pavia con organo a bordo a
notte fonda. Le operazioni di prelievo hanno dato esito positivo
totalizzando oltre 35 ore di servizio continuato e 2.234 chilometri percorsi.
Approfondimenti |
 |
MISSIONE DI TRAPIANTO D'ORGANI A VICENZA E MONZA.
Venerdì 13 novembre 2009 due nostre automediche (Audi A6 e Jaguar X-Type)
sono intervenute per l'accompagnamento dell'equipe cardiochirurgica
dell'Ospedale Niguarda Ca' Granda di Milano all'Ospedale San Gerardo di
Monza. La missione dell'equipe del cuore è terminata -senza il prelievo
d'organi- alle 00.15 mentre ci veniva assegnata un'altra missione: prelevare
all'Ospedale di Vicenza due organi -pancreas e milza- destinati anch'essi al
Centro Trapianti dell'Ospedale Niguarda Ca' Granda di Milano. Quest'ultima
missione si è conclusa con successo nelle prime ore del pomeriggio. |
_small.jpg) |
PRELIEVO D'ORGANI UMANI A BOLZANO.
Alle 21.45 di mercoledì 4 novembre 2009 siamo partiti alla volta di Bergamo
per accompagnare l'equipe toracica degli Ospedali Riuniti all'Ospedale di
Bolzano per il prelievo di polmoni da donatore multiorgano. Sul posto è
giunta anche la Croce Bianca di Bergamo con a bordo l'equipe
cardiochirurgica. La missione si è conclusa alle 6.30 della mattina, senza
il prelievo degli organi. |
_small.jpg) |
PRELIEVO D'ORGANI UMANI INTERZONALE.
Nelle prime ore di lunedì 28 settembre 2009 siamo stati attivati per
l'accompagnamento dell'equipe cardiochirurgica del Policlinico San Matteo di
Pavia al CTO di Torino per il prelievo di organi umani a scopo terapeutico.
La missione, espletata da Busnago Soccorso con l'automedica di soccorso
avanzato Bravo 30 sul territorio di competenza dell'AIRT (Associazione InterRegionale Trapianti), è stata coordinata
dal Nord Italian Transplant program e da Avionord. |
_small.jpg) |
TRAPIANTO DI CUORE A PAVIA.
Alle ore 20.00 di sabato 29 agosto 2009 siamo stati attivati per accompagnare
l'equipe cardiochirurgica del San Matteo di Pavia all'Ospedale Santa Corona
di Pietra Ligure per eseguire il prelievo d'organi umani a scopo terapeutico
da donatore multiorgano. La missione si è conclusa con il prelievo di cuore
alle prime ore del mattino. |
 |
TRASPORTO D'ORGANI UMANI A LUNGA PERCORRENZA.
Nella tarda mattinata di mercoledì 26 agosto 2009 siamo stati
attivati per il trasporto urgente di organi umani a scopo terapeutico. I reni, prelevati a Varese nelle prime ore della giornata, sono
stati trasportati all'Ospedale di Ancona. Conclusa invece la missione di trasporto dell'equipe addominale
dei Riuniti di Bergamo accompagnati nel tardo pomeriggio di ieri a Varese
per le operazioni di prelievo d'organi. |
 |
PRELIEVO D'ORGANI A MANTOVA.
Domenica 28 giugno 2009 siamo intervenuti per l'accompagnamento dell'equipe
cardiochirurgica del Policlinico San Matteo di Pavia all'Ospedale Carlo Poma
di Mantova per le operazioni di prelievo da donatore multiorgano. Sul posto
sono giunte anche l'automedica della Croce Bianca di Bergamo per il prelievo
dei reni ed il Comitato Locale di Croce Rossa di Nova M.se per il prelievo
del fegato. Per tutte le Equipes, le operazioni si sono concluse con
successo. |
 |
MULTITRAPIANTO PEDIATRICO
AI RIUNITI DI BERGAMO.
Martedì 24 giugno 2009
l'equipe chirurgica del dott. Colledan ha eseguito il trapianto di 5 organi
ad un bambino di 20 mesi affetto da gravi patologie a carico dell'apparato
gastrointestinale. Secondo caso in Italia, sono stati trapiantati cinque
organi donati da una neonata deceduta in un ospedale siciliano: intestino, fegato, stomaco,
milza e pancreas. Nella foto di repertorio le automediche del Servizio
Trapianti della Croce Bianca di Bergamo e di Busnago Soccorso all'interno
dei Riuniti di Bergamo.
Approfondimenti
|
 |
PRELIEVO D'ORGANI A GENOVA E VARESE.
Lunedì 15 giugno 2009 abbiamo accompagnato l'equipe toracica del San Matteo
di Pavia presso l'Ospedale Galliera di Genova per il prelievo da donatore
multiorgano. Purtroppo, alle 23.00 si è appreso che entrambi i polmoni sono
stati giudicati non idonei dall'equipe chirurgica. Può infatti accadere che
durante le operazioni preliminari di prelievo, emerga la non completa
compatibilità con il ricevente oppure che l'elevato uso di amine e
vasopressori compromettano le funzionalità dell'organo comportando la non trapiantabilità.
Missione compiuta invece quella svolta dalla Bravo 37 impegnata nel
trasferimento di un rene dall'Ospedale di Circolo di Varese al Centro
Trapianti Rene di Padova.
|
 |
PRELIEVO D'ORGANI A TREVISO.
Martedì 9 giugno 2009 siamo intervenuti con due automediche (Bravo 24 e
Bravo 30) per
l'accompagnamento all'Ospedale di Treviso dell'equipe cardiochirurgica di Pavia e dell'equipe toraco-addominale dell'Istituto San Raffaele di Milano. Le operazioni di
prelievo si sono concluse con successo alle prime luci dell'alba
totalizzando 1.470 chilometri percorsi.
|
_small.jpg) |
CINQUE MISSIONI IL CINQUE.
Tra venerdì 5 e sabato 6 giugno 2009 abbiamo fornito 6 automediche per il
trasporto di organi umani ed equipe mediche dei trapianti. Busnago Soccorso
ha accompagnato tutte e tre le equipe cardiochirurgiche movimentate,
un'equipe del Fegato ed una del banco dell'osso oltre al trasporto di soli
organi per gli Spedali Civili di Brescia. Grande partecipazione è stata
dimostrata da tutte le Associazioni di Volontariato convenzionate per il
servizio di Trapianti in Regione Lombardia che, assieme, sono riuscite a
fronteggiare le 15 missioni richieste dalla Centrale Operativa DEM.
Approfondimenti -
Report
|
_small.JPG) |
AUTOMEDICA IN URGENZA SI SCHIANTA A BERGAMO.
Nelle prime ore di venerdì 5 giugno 2009 siamo intervenuti per assicurare il
rientro -con organo a bordo- dell'equipe cardiochirurgica di Udine vittima
di un sinistro stradale all'uscita dell'A4. Da una prima ricostruzione
effettuata dalla Polizia Locale, l'automedica della Sanit Srl di Vicenza al
semaforo di via Autostrada/Carnovali ha dapprima impattato contro un SUV e
successivamente ha carambolato contro altre due vetture che sopraggiungevano
dalla direzione opposta. Nello scontro sono rimaste ferite otto persone,
tutte ospedalizzate dal SSUEm 118 per gli accertamenti di rito.
Nonostante i traumi riportati nell'impatto (guaribili in 8-20 giorni),
l'equipe cardiochirurgica del dr. Guzzi ha deciso di procedere con le
operazioni di prelievo. Busnago Soccorso, oltre a garantire il trasferimento
dell'equipe dai Riuniti all'Aeroporto di Orio al Serio, ha gestito le
comunicazioni con il Comandante del volo messo a disposizione dal DEM
Avionord ed il SSUEm 118 Vicenza al fine di coordinare il posizionamento
presso l'Aeroporto FVG di Ronchi dei Legionari dell'automedica incaricata d'accompagnare l'equipe sino all'Ospedale Santa Maria della Misericordia di
Udine.
Stampa Locale -
Stampa FVG -
Approfondimenti
|
 |
MULTIPRELIEVO D'ORGANI A MONZA.
Martedì 26 maggio 2009 due nostre automediche (Bravo 24 e 30) hanno accompagnato le equipe
toraciche del Policlinico Maggiore di Milano e dell'Ospedale Monaldi di
Napoli rispettivamente per il prelievo di polmone e cuore da una donna
50'enne ricoverata presso la neurorianimazione dell'Ospedale San Gerardo di
Monza. Sul posto -durante la notte- sono giunte altre due automediche per il
prelievo di ossa, reni e fegato. Le operazioni di prelievo di cuore e
polmone si sono concluse con successo attorno alle sei, dopo oltre otto ore
di attesa. |
 |
640^ MISSIONE DI
PRELIEVO DI ORGANI UMANI.
Dal primo dicembre 2005 ad oggi abbiamo
effettuato 640 missioni di trasporto organi umani ed equipe chirurgiche dei
trapianti percorrendo oltre 220.000 chilometri e contribuendo fattivamente
ad una migliore qualità di vita dei riceventi. Anche lunedì 4 maggio
2009 abbiamo lavorato a questa "mission" accompagnando l'equipe cardiochirurgica del San Matteo di Pavia
presso le camere operatorie dell'Ospedale di Lecco per le operazioni di
prelievo organi umani
dalla
17'enne coinvolta nel terribile incidente stradale del 26 aprile 2009 sulla
SS36 a Molteno. Dopo quasi 10 ore di intervento sono stati prelevati con
successo cuore e fegato destinati rispettivamente al Policlinico di Pavia ed
all'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.
Approfondimenti
-
Merateonline -
Casateonline |
 |
TRAPIANTO D'ORGANI A VIMERCATE.
Nella serata di martedì 10 marzo 2009 abbiamo garantito anche i collegamenti
tra l'Ospedale Niguarda Ca' Granda di Milano ed il Presidio Ospedaliero di
Vimercate dove era attesa l'equipe chirurgica per il prelievo d'organi umani
da un 69'enne colpito da ESA. Gli organi generosamente donati hanno permesso
di salvare la vita a due pazienti ricoverati presso il Niguarda ed il
Policlinico Maggiore di Milano. L'ultimo intervento di equipe trapianti -da
noi gestito- sul Presidio Ospedaliero di Vimercate risale al 5 gennaio 2006.
Approfondimenti
|
_small.JPG) |
DUPLICE TRAPIANTO D'ORGANI NEL TRIVENETO.
Nella serata di lunedì 9 marzo 2009 siamo intervenuti con due automediche per
l'accompagnamento di altrettante equipe mediche dei trapianti impegnate nel
prelievo d'organi umani. La Bravo 30 si è recata all'Ospedale di Udine
con l'equipe dei Riuniti di Bergamo mentre la Bravo 24 all'Ospedale di Rovigo
con l'equipe dell'Ospedale Niguarda Ca' Granda. Entrambe l'equipe hanno
concluso con successo le operazioni di prelievo.
|
 |
INTERFORZE PER TRAPIANTO D'ORGANI.
Nella mattinata del 24 febbraio 2009 abbiamo collaborato al rientro
dell'equipe medica dell'Istituto dei Tumori di Milano impegnata nella notte
nel prelievo d'organi da donatore multiespianto. La richiesta iniziale
prevedeva il posizionamento urgente di un'automedica all'Aeroporto di Milano
"pista ATA" dove era previsto l'atterraggio dell'elicottero I-TNBB del
115-118 Trento con a bordo l'equipe chirurgica ed il fegato prelevato all'Ospedale di
Trento. Per scarsa visibilità -e temporanea chiusura dell'aeroporto
milanese- l'elicottero è stato deviato all'elisuperficie SSUEm 118 di
Bresso. Efficaci e determinanti si sono rivelati i costanti collegamenti
telefonici tra il ns. personale e la consolle ALS del 118 Milano che,
monitorando gli spostamenti del Dauphin trentino e della ns. automedica, hanno
consentito a quest'ultima un definitivo e celere riposizionamento
all'aeroporto di Bresso limitando al massimo i tempi di attesa per l'organo
e l'equipe chirurgica.
|
 |
EQUIPE TRAPIANTI.
Nella serata di
mercoledì 28 gennaio 2009 siamo intervenuti
con tre automediche per l'accompagnamento di altrettante equipe dei trapianti.
L'audi è stata impiegata per accompagnare l'equipe cardiochirurgica dell'Ospedale Niguarda di
Milano all'aeroporto di Milano Linate (dove si è imbarcata per Ancona), la Jaguar
è stata impiegata per accompagnare l'equipe
del Policlinico di Milano all'Ospedale Valduce di Como e la Volvo per il
rientro -con organo a bordo- dagli Ospedali Riuniti di Ancona-Torrette
dell'equipe chirurgica dei Riuniti di Bergamo (che all'andata hanno
viaggiato assieme all'equipe toracica del Niguarda). Foto di Repertorio.
Approfondimenti
|
 |
ESPIANTO D'ORGANI A MONZA.
Durante la notte di martedì 16 dicembre 2008 abbiamo garantito il
collegamento tra gli Ospedali di Udine e di Monza trasportando l'equipe
toracica dallo scalo di Bergamo-Orio al Serio. L'equipe cardiochirurgica
dell'Ospedale Santa Maria della Misericordia è intervenuta per il prelievo
di cuore da un donatore di 50'anni ricoverato in terapia intensiva. Sul
posto sono giunte anche la Croce Bianca di Bergamo e la Croce Bianca Milano
- sez. di Cesano Maderno con altrettante equipes. |
 |
MULTIESPIANTO D'ORGANI A SONDALO.
Durante la notte di venerdì 21 novembre 2008 una nostra automedica ha
prelevato l'equipe toracica degli Ospedali Riuniti
di Bergamo per accompagnarla all'Ospedale di Sondalo (Sondrio) per il
prelievo di organi umani da donatore multiespianto. Si ringraziano il
Prefetto, il Capo Gabinetto della Prefettura di Sondrio e la Polizia
Stradale di Sondrio, Lecco ed Arcore (Mi) per l'assistenza, il supporto ed
il coordinamento prestato nell'organizzazione, da parte della ns. Centrale
Operativa, della scorta tecnica della Polizia Stradale durante il rientro
dell'equipe medica con organo a bordo. |
_small.JPG) |
EQUIPE TRAPIANTI D'ORGANI.
Ad agosto inoltrato, a quattro mesi dalla scadenza della convenzione siglata nel 2006 e ad oltre
un mese dalla cessazione di qualsivoglia fornitura al DEM (Dipartimento
Emergenza), è stato stipulato un nuovo accordo tra Busnago Soccorso ed Avionord srl per il proseguo del servizio di trasporto equipe mediche dei
trapianti ed organi umani a scopo terapeutico. La nuova convenzione, che
ricalca sostanzialmente quanto già previsto nei documenti formulati nel
2005, vedrà nuovamente Busnago Soccorso impegnata h24 nell'impegnativo servizio di medical-tender con la
propria flotta di sei automediche di soccorso avanzato e personale qualificato.
Approfondimenti |
 |
SPERIMENTATA UNA NUOVA MODALITA' PER IL TRASPORTO DI ORGANI UMANI.
Primi in Lombardia a trasferire un cuore in perfusione ed ossigenazione continua mediante l'impiego del
Transmedics,
un'apparecchiatura in grado di ossigenare l'organo umano in extracorporeo.
Alle prime luci dell'alba, con il cuore mantenuto in attività dall'ECMO,
abbiamo provveduto a riaccompagnare all'aeroporto di Orio al Serio-Bergamo
l'equipe ed i numerosi bagagli al seguito. In aeroporto, prima di trasferire
a bordo dell'aeromobile l'apparecchiatura, è stato effettuato un prelievo
ematico per accertare il livello dei lattati e del ph. L'equipe cardiochirurgica veneta,
che ha prelevato il cuore da un donatore di lecco, è stata supportata
dall'equipe toracica di Pavia intervenuta per il contestuale prelievo dei
polmoni. Approfondimenti |
_small.jpg) |
MISSIONE DI
TRAPIANTI D'ORGANI UMANI A BELLUNO.
Nella giornata di mercoledì 21 maggio 2008 abbiamo gestito contemporaneamente il
trasferimento dell'equipe chirurgica di Bari dall'Ospedale di Belluno
all'aeroporto di Trieste ed il trasporto urgente di organi all'Ospedale
Circolo di Varese. La missione originaria prevedeva il rientro dell'equipe cardiochirurgica pavese dall'Ospedale di Belluno con organo a bordo,
missione poi espletata con aeromobile a pala rotante in servizio presso il Suem 118
di Belluno. Approfondamenti |
 |
EQUIPE DEI TRAPIANTI.
Durante la notte del 30 aprile 2008 abbiamo garantito con 5 automediche il
collegamento tra gli Ospedali di Pavia, Lecco, Milano-Niguarda,
Milano-G.Pini, Sondalo ed Ancona con l'accompagnamento di due equipe
cardiochirurgiche, una del banco dell'osso ed il trasporto contestuale degli
organi prelevati a scopo terapeutico. Durante le 53 ore di servizio totali, gli 8 volontari impiegati
nel servizio trapianti hanno percorso 2.236
chilometri. |
 |
QUINTO PRELIEVO DI ORGANI UMANI AL MANZONI DI LECCO.
Nella serata di
martedì 8 aprile 2008 siamo intervenuti con 2 automediche per accompagnare
l'equipe cardiochirurgica del San Matteo di Pavia e del fegato del Niguarda
di Milano presso le camere operatorie dell'Ospedale di Lecco per le
operazioni di prelievo organi umani a scopo terapeutico. iL DO Il donatore è
una quarant'enne di Casatenovo vittimia di una caduta da oltre tre metri.
Approfondimenti
-
Stampa Locale |
 |
TRAPIANTI: LA NOTTE DELLE PRIME VOLTE...
Mercoledì 5 marzo 2008 siamo intervenuti con quattro automediche agli Spedali
Civili di Brescia per accompagnare altrettante equipe chirurgiche impegnate
nel prelievo di organi umani da donatore multiespianto. Oltre all'equipe dei
Polmoni di Milano-Niguarda abbiamo accompagnato -per la prima volta a
Brescia- le equipe della Banca
dell'Osso dell'Istituto G. Pini di Milano. Prima volta in area Nitp anche
per l'espianto di cute, effettuato dall'equipe chirurgica del pad. Rossini
di Milano-Niguarda. Su richiesta del referente per i Trapianti agli Spedali
Civili di Brescia sono stati effettuati degli scatti fotografici a
testimonianza dell'importante avvenimento.
Approfondimenti |
 |
MULTIESPIANTO SU MULTIDONATORI DI ORGANI UMANI.
Lunedì 3 marzo 2008 abbiamo garantito, con tempi di attivazione pressoché nulli,
l'invio di 6 automezzi ad uso speciale per il trasporto di 5 equipe
chirurgiche dei trapianti ed 1 ulteriore trasporto di soli organi umani.
L'equipe trasportate sono: Cuore di Niguarda per Sant'Anna Como, Cuore
Monzino per Sondalo,
Fegato Riuniti di Bergamo per Cittadella (Pd), Fegato Policlinico Milano per
Sant'Anna Como, Fegato di Niguarda per Sondalo (con successiva consegna di
isole pancreatiche al San Raffaele di Milano) e per finire, in tarda serata,
il prelievo di organi umani dal Centro Trapianti Reni di Varese per
l'Ospedale San Martino di Genova (poi gestita dalla Croce Rossa di Nova
Milanese già in attesa presso il nosocomio di Varese con un'equipe
dell'Istituto dei Tumori di Milano). |
 |
MULTIESPIANTO
D'ORGANI AL POLICLINICO SAN MATTEO DI PAVIA.
Durante la notte di giovedì 24 gennaio 2008, siamo intervenuti con la Bravo 24
per accompagnare i chirurghi della Banca
dell'Osso dell'Istituto G. Pini di Milano ai Reparti Speciali del
Policlinico di Pavia per il prelievo di Ossa da donatore multiorgano. Sempre
nella nottata l'automedica Bravo 18 è stata attivata per il trasporto
urgente di organi umani attesi al Centro Trapianti Rene dell'Ospedale Santa
Maria della Misericordia di Udine. Sul nosocomio pavese sono confluite anche
le automediche della Croce Bianca di Milano sez. San Giuliano Milanese,
della Croce Rossa Italiana comitato locale di Nova Milanese e della SEO di
Garbagnate (per il rientro dell'equipe cardiochirurgica pediatrica da noi trasportata
all'aeroporto di Milano Linate nel tardo pomeriggio di ieri e diretta al
Gemelli di Roma). |
 |
CONVEGNO
DONARE GLI ORGANI: UNA SCELTA DI VITA.
Il Comune di Ornago ha organizzato per giovedì 24 gennaio 2008 un incontro
di riflessione e dibattito sulla donazione di organi umani. All'incontro ha
presenziato il
Direttore dell'unità di Terapia Intensiva dell'Ospedale San Gerardo di
Monza.
Approfondimenti
-
Depliant
Regione Lombardia
|
_small.JPG) |
MULTIESPIANTO PEDIATRICO AGLI SPEDALI CIVILI DI BRESCIA.
Nella notte di sabato 12 gennaio 2008, quattro automediche (due di Busnago
Soccorso, una della Croce Verde Padova ed un'altra della Croce Bianca
Bergamo) sono interventute per accompagnare presso l'Ospedale dei Bambini
tre equipe chirurgiche incaricate di prelevare gli organi da un giovanissimo
donatore. Le nostre automediche hanno gestito gli spostamenti da e per
l'aeroporto di Montichiari dell'equipe cardiochirurgica del Bambin Gesù di
Roma, il trasporto dell'emifegato destinato a Palermo (mediante volo
militare da Montichiari) ed il trasporto dei reni all'aeroporto di Milano
Linate dove ad attenderli -per poi imbarcarli alla volta di Roma su volo
Alitalia- vi era la PolAria.
Approfondimenti |
|
IL
MINISTERO
DELLA
SALUTE: SERVONO STANDARD PER I TRAPIANTI.
Si è conclusa la
rilevazione sulla sicurezza delle attività trapiantologiche voluta dal
Ministro della Salute Livia Turco e dagli Assessori regionali, per
l'aggiornamento delle linee guida per la sicurezza nella rete
trapiantologica nazionale, per ridurre al minimo gli errori in un
settore che rappresenta una delle eccellenze del Servizio Sanitario
Nazionale ed è uno dei più complessi per tecnologie e aspetti
organizzativi. La collaborazione delle strutture della rete
trapiantologica è stata molto ampia con un'adesione del 100% dei Centri
di Coordinamento Interregionali e Regionali e un'adesione di 303
strutture ospedaliere su 321 pari al 94,4%, tra quelle coinvolte nel
processo di prelievo, donazione e trapianto. Le maggiori criticità
rilevate sono imputabili alla presenza difforme di sistemi operativi
standardizzati che regolano le attività delle varie fasi del processo di
trapianto/donazione. Ciò richiederà, a garanzia di una maggiore
sicurezza, efficienza ed efficacia del processo, un ulteriore impegno ai
fini di una maggiore condivisione e implementazione di procedure e
protocolli, nel rispetto delle autonomie tecnico/organizzative e
gestionali. A questa rilevazione farà seguito una fase successiva che
prevederà un'attività di audit a campione nelle strutture della rete,
anche al fine di definire le relazioni tra la componente
clinico-assistenziale e quella organizzativo-gestionale.
Approfondimenti
|
_small.JPG) |
CAPODANNO AL
MELLINI
DI
CHIARI.
Due
automediche
(Busnago
Soccorso
e SEO
di
Garbagnate)
hanno
festeggiato
la
notte
di San
Silvestro
2007 in
compagnia
del
personale
del
Pronto
Soccorso
del
P.O. M.Mellini
di
Chiari
in
attesa
dell'espianto
di
organi
umani
(cuore,
reni,
fegato
e
pancreas)
ad
opera
delle
Equipe
chirurgiche
del
Policlinico
di
Pavia
e del
Niguarda
di
Milano.
L'equipe
cardiochirurgica
ha
fatto
rientro
su
Pavia
alle
3,15
con
organo
prelevato,
contestualmente
all'arrivo
di
un'altra
nostra
automedica
a
Chiari
per il
trasporto
del
rene
destinato
all'Ospedale
Santa
Maria
della
Misericordia
di
Udine.
Approfondimenti |
_small.JPG) |
MULTIESPIANTO
D'ORGANI
AI
RIUNITI
DI
BERGAMO.
Due
camere
operatorie
sono
state
impegnate
nella
serata
di
domenica
30
dicembre 2007
per
consentire
a 4
equipe
(due
di
Bergamo,
Padova
e
Pavia)
di
prelevare
organi
umani
da due
donatori.
La
nostra
Organizzazione,
impegnata
nell'accompagnamento
dell'equipe cardiochirurgica
di
Pavia,
ha
incontrato
nebbia
fitta
con
visibilità
ridotta
a
pochi
metri
per
quasi
tutta
la
tratta
di
andata
e
ritorno.
Approfondimenti
-
Emergenza Nebbia |
_small.JPG) |
MULTIESPIANTO
D'ORGANI
AL
NIGUARDA
DI
MILANO.
Due
diverse
equipe
del
Niguarda
ed una
del
Policlinico
di
Pavia
hanno
gestito,
durante
la
serata
del
27
dicembre 2007,
il
prelievo
di
organi
umani
presso
la
Camera
Operatoria
del
DEA.
Il
blocco
dell'ascensore
dei
Reparti
Speciali
di
Pavia
(20
minuti)
e la
fitta
nebbia
che
riduceva
la
visibilità
a meno
di 30
metri
non
hanno
comunque
compromesso
il
buon
esito
della
missione
protratta
sino a
notte
fonda.
Nella
foto a
lato
l'anestesista
ed i
capo
equipe
di
Pavia
e del
De Gasperis.
Approfondimenti |
 |
PRELIEVO
D'ORGANI
UMANI
A
SONDALO.
Durante
il
pomeriggio
di
sabato
15
dicembre 2007
due
nostre automediche
(Audi
A6
Avant
e
Jaguar
X-Type)
sono
state
attivate
per
accompagnare
rispettivamente l'equipe
cardiochirurgica
dell'Ospedale
Niguarda
Ca'
Granda
e
l'equipe
chirurgica
del
Policlinico
di
Milano
all'Ospedale
di
Sondalo
per
l'espianto
di
cuore
e reni da
donatore
multiorgano.
Grandi
difficoltà
per
gli
equipaggi
dei
mezzi
di
soccorso
sono
state evidenziate
per
l'intenso
traffico
prenatalizio.
In
serata
è
pervenuta
anche
l'automedica
della
Croce
Bianca
di
Bergamo
con
l'equipe
del
Fegato
dei
Riuniti
di
Bergamo. |
 |
DUECENTOCINQUANTA
MISSIONI
DI
TRAPIANTO.
Erogata
la
missione
numero
250
dall'inizio
dell'anno.
L'accompagnamento
dell'equipe
cardiochirurgica
dell'Ospedale
Niguarda
di
Milano,
proveniente
con
aeromobile
da
Firenze
con
organo
umano a
bordo,
è
stata
effettuata
durante
le
prime
ore del 22
dicembre 2007. |
 |
PRELIEVO
D'ORGANI
UMANI
A
FIRENZE.
Martedì
4
dicembre
2007 abbiamo
accompagnato
un'equipe
chirurgica
dell'Istituto
dei
Tumori
di
Milano
all'Ospedale
di
Firenze
(territorio
afferente
all'area
AIRT)
per il
prelievo
di
organi
umani
da
donatore multiespianto. |
.JPG) |
DUE
ANNI
DI
TRASPORTO
EQUIPE
MEDICHE
DEI TRAPIANTI.
Il
primo
dicembre
duemilacinque
è
iniziata la
sperimentazione
(convertita
in
convenzione
a
gennaio
2006) del
servizio
di
Equipe
Trapianti.
Dopo quarantotto
mesi, quasi
500
missioni
ed oltre
150.000
chilometri
percorsi,
festeggiamo
l'evento
con
una
nuova
attivazione
nelle
stesse
ore di
due
anni
fa:
nel
primo
pomeriggio
veniamo
infatti
attivati
per
accompagnare
all'Ospedale
di
Circolo
di
Varese
un'equipe
cardiochirurgica
proveniente
da
Palermo.
Approfondimenti |
|
PROTOCOLLO
D'INTESA
SULLA
DONAZIONE
DI
ORGANI
UMANI.
E'
stato
firmato
a
novembre 2007
il
Protocollo
d'Intesa
tra
i
Ministeri
della
Difesa
e
della
Salute
per
una
campagna
d'informazione
tra
il
personale
delle
Forze
Armate
sulla
donazione
ed
il
trapianto
di
organi,
di
tessuti
e di
cellule.
"La
donazione
d'organi
italiana
è ai
primi
posti
nel
mondo
dal
punto
di
vista
tecnico,
ma
bisogna
aumentare
la
quantità
di
trapianti.
L'intesa
siglata
con
il
ministero
della
Difesa
permetterà
certamente
di
ottenere
importanti
risultati
in
questo
campo
-dice
il
Ministero
della
Salute-
siamo
anche
molto
ben
organizzati,
ma
purtroppo
dobbiamo
ancora
diffondere
la
cultura
della
donazione
nel
nostro
Paese".
Anche
tra
i
militari.
C'è
molta
diffidenza
nei
confronti
della
donazione
d'organi.
Un
grande
aiuto
potrebbe
quindi
venire
dal
protocollo,
che
vedrà
le
Forze
Armate
impegnate
non
solo
dal
punto
di
vista
del
contributo
fisico,
ma
anche
nell'organizzazione
dei
trasporti
degli
organi.
Della
stessa
opinione
anche
il
Ministero
della
Difesa:
"L'intesa
di
oggi
testimonia
l'impegno
delle
Forze
Armate
al
servizio
della
collettività.
In
Italia
ancora
non
c'è
grande
sensibilità
verso
questo
tema,
ma
lavorando
in
questa
direzione
potremo
sicuramente
migliorare". |
_small.JPG) |
MULTIESPIANTO
DI
ORGANI
UMANI
A
CREMONA
E
GENOVA.
Nel tardo
pomeriggio di
lunedì
26 novembre 2007
quattro
delle
nostre automediche
dei
trapianti
sono
state
attivate
per
trasportare
altrettante
equipe
chirurgiche
impegnate
in
operazioni
di
prelievo
d'organi
umani
a
scopo
terapeutico.
Le
equipe
mediche
sono
state
prelevate
dai
Riuniti
di
Bergamo,
dal
San
Raffaele
di
Milano,
dal
Policlinico
di
Pavia
e
dall'aeroporto
di
Orio
al
Serio (con
provenienza
Ospedale
di
Chieti).
Approfondimenti |
 |
MULTIESPIANTO
DI
ORGANI
UMANI
AGLI
SPEDALI
CIVILI
DI
BRESCIA.
Nella
tarda
serata
di
sabato
17 novembre
2007 abbiamo
garantito
con
due automediche
il
trasporto
contemporaneo
delle
equipe
cardiochirurgiche
degli
Ospedali
Riuniti
di
Bergamo
e
dell'Ospedale
Niguarda
Ca'
Granda
di
Milano
impegnate
presso
gli
Spedali
Civili
di
Brescia
nel
prelievo
di
organi
umani
a
scopo
terapeutico. |
 |
DUPLICE
MULTIESPIANTO
DI
ORGANI
UMANI
AL
MANZONI
DI
LECCO.
Martedì
13
novembre
quattro
delle
nostre
automediche
adibite
al
servizio
trapianti
sono
state
impegnate
nel
trasporto
di
organi
umani
prelevati,
alle
prime
luci
dell'alba,
da due
donatori.
Gli
organi
espiantati
sono
stati
trasportati
al
Centro
Trapianti
Rene
del
Policlinico
di
Milano,
dell'Ospedale
di
Varese
e
dell'Ospedale
di
Udine.
In
serata
siamo
anche
intervenuti
per
garantire,
con
successo,
il
proseguo
della
missione
dell'equipe
cardiochirurgica
del
Policlinico
San
Matteo
di
Pavia diretta
a
Vicenza
per il
prelievo
di
cuore
e
polmoni
ma
appiedata per un
guasto
meccanico
accorso
all'automedica
dei
colleghi
della
Croce
Bianca.
Approfondimenti
-
Stampa
Locale |
 |
MULTIESPIANTO
DI ORGANI UMANI AL SAN GERARDO DI
MONZA.
Domenica
28
ottobre
2007 sono
confluite
al
pronto
soccorso
del
nosocomio
monzese
5 automediche
con
altrettante
equipe
chirurgiche
(provenienti
dal
San
Raffaele
e dal
Niguarda
di
Milano,
dai
Riuniti
di
Bergamo
e dal
Policlinico
di
Pavia)
per
prelevare
organi
a
scopo
terapeutico
da un
17'enne
vittima
della
strada.
Le
Associazioni
che
hanno
gestito
con i
propri
automezzi
il
servizio
di
trapianti
sono
state
la
Croce
Bianca
di
Bergamo,
la
Croce
Bianca
Milano
sezione
di San
Giuliano
Milanese
e la
Busnago
Soccorso
(con
tre
automediche).
Approfondimenti |
 |
SERVIZIO
EQUIPE
TRAPIANTI
DI
ORGANI
UMANI.
Grande
spiegamento
di
forze
durante
la
notte
di giovedì
25
ottobre 2007:
con 5 automediche
sono
stati
collegati
8
differenti
ospedali
(Lecco,
Policlinico
Milano,
San
Martino
Genova,
Varese
-3
volte-,
Ancona
-2
volte-,
Bergamo,
Magenta
-2
volte-
e
Treviso), trasportate
4
equipe
mediche
dei
trapianti
e
consegnati
8
organi
umani
a
scopo
terapeutico
di
trapianto.
Durante
il
rientro
da
Treviso
abbiamo
inoltre prestato
le
prime
cure
ad una
donna
gravida
ed un
bimbo
di 16
mesi
coinvolti
in un
incidente
stradale
in A4
all'altezza
di
Verona.
Approfondimenti |
_small.JPG) |
SERVIZIO
EQUIPE
TRAPIANTI
DI
ORGANI
UMANI.
Nella
nottata
di mercoledì
24
ottobre
2007 è
stata
erogata
la
DUECENTESIMA
MISSIONE.
Nella
fattispecie
abbiamo
gestito
il
trasferimento
di 2
organi
umani
a
scopo
terapeutico
-reni-
dall'Ospedale
di
Lecco
al
Policlinico
di
Milano
ed
all'Ospedale
San
Martino
di
Genova.
Gli
organi
sono
stati
prelevati
da un
paziente
vittima
di un
infortunio
sul
lavoro
avvenuto
a Robbiate
lunedì
22
mattina e
soccorso
dalla
nostra
ambulanza
medicalizzata
di
stanza
presso l'Ospedale
di
Merate.
Approfondimenti
-
Articolo
Stampa
Locale |
 |
MISSIONE
EQUIPE TRAPIANTI
AD
ELEVATA
PERCORRENZA.
Sabato
1
settembre
2007 una
nostra automedica
ha
prelevato
l'equipe
chirurgica
dell'Ospedale
Niguarda
di
Milano
per
accompagnarla
all'Ospedale
Colle Spirito
Santo
di
Pescara
per il
prelievo
di
organi
umani
da
donatore
multiespianto.
La
percorrenza
elevata
(oltre
1.250
chilometri
percorsi)
ed il
controesodo
in
fase
acuta
non ha
comunque
provocato
disagi
al
Sistema
Trapianti.
Si
ringraziano
il
Prefetto
ed il
Capo
Gabinetto
della Prefettura
di
Pescara per
l'assistenza
ed il
coordinamento
prestato
nell'organizzazione,
da
parte
della
ns.
Centrale
Operativa,
della scorta
di Polizia
Stradale
lungo
la
tratta
interessata
dal
controesodo.
Approfondimenti |
_small.JPG) |
EQUIPE
TRAPIANTI.
Protagonista
della
prima
settimana
di
agosto
è il
servizio
di
Trapianti
che ha
visto
la
continua
movimentazione
di automediche
per il
trasferimento
di
equipe
chirurgiche
ed
organi
umani
su
Ancona,
Cremona,
Bergamo,
Brescia,
Milano,
Pavia
e
Treviso.
Domenica
pomeriggio
si
sono
concentrate
all'Ospedale
Fatebenefratelli
di
Milano
4
automediche
per
l'accompagnamento
di
altrettante
equipe
chirurgiche:
3
automediche
della
Busnago
Soccorso
(da
Pavia,
Milano
Niguarda
e
Bergamo)
ed 1
della
Croce
Bianca
di
Milano
-Sezione
di San
Giuliano
Milanese-
(dal
Policlinico
di
Milano).
Nella
foto
gli
autisti
delle
4
automediche
intervenute
durante
l'attesa
del
prelievo
d'organi. |
 |
MISSIONI
MULTIPLE
A
TRIESTE.
Venerdì
20
luglio
2007 due
nostri
automezzi
si
sono
contemporaneamente concentrati
sul
capoluogo
triestino:
1
Centro
Mobile
di
Rianimazione
per
garantire
il
rimpatrio
di un
politrauma da
Novi Sad in
Serbia
(effettuando
presso
la
frontiera
di
Stato
un
randez-vous
con i
colleghi
di
Beograd
-Belgrado-)
ed
1
Automedica
per il
trasporto
di un
Equipe
dei
Trapianti
del
Niguarda
di
Milano
all'Ospedale
della
Cattinara
dove
hanno
prelevato
Pancreas
e Reni
(uno
di
questi
e'
stato
poi
consegnato
al
reparto
pediatrico
dei
Riuniti
di
Bergamo). |
 |
DONATORI
MULTIORGANI
A
BRESCIA
E
PADOVA.
Martedi'
10
luglio 2007
abbiamo
garantito
simultaneamente
due
missioni
per il
trasporto
urgente
di
equipe
chirurgiche
dei
trapianti:
dal
Riuniti
di
Bergamo
all'Ospedale
Civile
di
Padova e
dal Niguarda
di
Milano
agli
Spedali
Civili
di
Brescia,
dove e'
giunta
anche la
Croce
Bianca
di
Bergamo
con
un'altra
equipe
dei
Riuniti. |
 |
STAFFETTA
EQUIPE
CARDIOCHIRURGICA
PAVIA-VICENZA-PAVIA.
Con il
coordinamento
del
DEM ed
il
supporto
logistico
della
Prefettura
di
Padova
e dei
Compartimenti
di
Polizia
Stradale
di
Vicenza,
Padova,
Verona,
Torino,
Piacenza
e
Milano
abbiamo
garantito
la
staffetta
dell'equipe
medica
del
Policlinico
San
Matteo
di
Pavia
con
organi
umani
a
bordo nella
notte
di
sabato
23
giugno 2007.
La
missione,
ad
alto
rischio
per
gli
innumerevoli
cantieri
e la
chiusura
dell'A4
nel
tratto Bergamo-Milano,
non ha
subito
ritardi
di
rilievo.
Filmati
disponibili |
 |
MISSIONE
TRAPIANTI
AD
ELEVATA
PERCORRENZA.
Mercoledì
20
giugno 2007
abbiamo
trasportato
l'equipe
chirurgica
dell'Istituto
dei
Tumori
di
Milano
all'Ospedale
di
Perugia
dove
erano
attesi
per il
prelievo
di
organi.
E'
stata
la
prima
missione
in cui un'equipe
chirurgica
ha
viaggiato,
su
gomma,
per
una
percorrenza così
elevata.
Il
ritorno
dell'equipe
e
degli
organi
prelevati
è
stato
garantito
dal
DEM
con
l'impiego
di un
aeromobile
di
stanza
a
Perugia.
L'automedica,
dopo
aver
accompagnato
in
aeroporto
l'equipe,
si è
diretta
al NITp
di
Milano
per la
consegna
dei
campioni
prelevati
dal
donatore
(sono
stati
percorsi
oltre
mille
chilometri). |
 |
ENTRA IN
SERVIZIO
LA BRAVO
30.
Battesimo
di
fuoco
per la
nuova
automedica
del
Sodalizio:
subito
dopo
il
collaudo
MCTC
avvenuto
nella
mattinata
del 17
maggio 2007 presso
l'allestitore Aricar
di
Cavriago,
la
Bravo
30 e'
stata
attivata
per il
trasporto
urgente
dell'equipe
cardiochirurgica del Policlinico di Pavia; nella notte del 18 maggio è
stata
impiegata
anche
per il
trasporto
di
organi
umani
dagli
Spedali
Civili
di
Brescia
(destinazione
Ospedale
San
Marino
di
Genova
-Centro
Trapianti
di
Rene-). |
 |
100
MISSIONI
EQUIPE
TRAPIANTI.
Confermato
il
trend
positivo
del
servizio
Equipe
Trapianti:
con
due
mesi
di
anticipo
rispetto
al
2006,
abbiamo
raggiunto
quota
100
missioni
dall'inizio
dell'anno.
La
missione
numero
cento
(equipe
chirurgica
del
Policlinico
di
Milano
con
destinazione
Spedali
Civili
di
Brescia)
e'
stata
erogata
martedì
29
maggio 2007. |
-
La
Legge n. 91/1999, art. 10, comma 6 assegna al
Centro
Nazionale
Trapianti
le
seguenti
funzioni:
-
-
Coordina
le
attività
di
raccolta
e di
trasmissione
dei
dati
relativi
alle
persone
in
attesa
di
trapianto
nel
rispetto
dei
criteri
stabiliti
dal
Centro
nazionale.
-
-
Coordina
le
attività
di
prelievo
e i
rapporti
tra i
reparti
di
rianimazione
presenti
sul
territorio
e le
strutture
per i
trapianti,
in
collaborazione
con i
coordinatori
locali.
-
-
Assicura
il
controllo
sull'esecuzione
dei
test
immunologici
necessari
per
il
trapianto
avvalendosi
di
uno o
più
laboratori
di
immunologia
per i
trapianti
allo
scopo
di
assicurare
l'idoneità
del
donatore.
-
-
Procede
all'assegnazione
degli
organi
in
applicazione
dei
criteri
stabiliti
dal
Centro
nazionale,
in
base
alle
priorità
risultanti
dalle
liste
delle
persone
in
attesa
di
trapianto.
-
-
Assicura
il
controllo
sull'esecuzione
dei
test
di
compatibilità
immunologica
nei
programmi
di
trapianto
nel
territorio
di
competenza.
-
-
Coordina
il
trasporto
dei
campioni
biologici,
delle
equipe
sanitarie
e
degli
organi
e dei
tessuti
nel
territorio
di
competenza.
-
-
Cura
i
rapporti
di
collaborazione
con
le
autorità
sanitarie
del
territorio
di
competenza
e con
le
associazioni
di
volontariato.
-
-
I
Centri
Interregionali
costituiti
in
Italia
sono:
NITp -
Nord
Italia
Transplant
program
Presidente:
Prof.
Cristiano
Martini
Coordinatore:
Dott.
Mario
Scalamogna
c/o
Centro
Trasfusionale
di
Immunologia
dei
Trapianti
Ospedale
Maggiore
Policlinico
Via F.
Sforza,
36
-20122
Milano
Tel:
02/55034015
Fax:
02/55034086
e-mail:
info@nitp.org
Sito
web:
www.nitp.org |
AIRT -
Associazione InterRegionale
Trapianti
Presidente:
Prof.
Franco
Filipponi
Coordinatore:
Dott.ssa
Lorenza
Ridolfi
c/o
Centro
Trapianti
Policlinico
Sant'Orsola
Via
Massarenti,
9 -
40138
Bologna
Tel:
051/6363664/5
Fax:
051/6364700
E-mail:
cir@airt.it
Sito
web:
www.airt.it |
OCST
-
Organizzazione
Centro
Sud
Trapianti
Presidente:
Dott.
Vito
Gaudiano
Coordinatore:
Dott.
Renzo
Pretagostini
c/o
Istituto
II
Clinica
Chirurgica,
Policlinico
Umberto
I
V.le
del
Policlinico,
155
-
00161
Roma
Tel:
06/4463186
Fax:
06/4456296
e-mail:
ocst@uniroma1.it |
|
 |
UN CUORE NUOVO - EZECHIELE 11:19
"Darò loro un cuore nuovo,
e uno spirito
nuovo metterò dentro di loro;
toglierò dal loro petto il cuore di pietra,
e darò loro un cuore di carne".
Ideogramma offerto a S.S. Papa Benedetto XVI dal
Centro Trapianti di
Cuore di Pavia
all'Udienza
Generale in Vaticano di mercoledì 5 settembre 2007
|
 |
Trapianti: dalla Lista d'Attesa
all'Intervento
Realizzato in collaborazione con il Centro
Nazionale Trapianti
La donazione ed il trapianto di organi, tessuti e cellule sono oggetto
da anni di un ampio dibattito per le implicazioni etiche e scientifiche
che coinvolgono.
Fu il professor Murray il 23 dicembre
1954 a eseguire il primo trapianto di rene fra
gemelli. Negli anni successivi furono eseguiti un gran numero di
trapianti da donatore vivente, soprattutto negli Stati Uniti, con
risultati soddisfacenti. Nel 1965 si raggiunse la certezza che questo
tipo di intervento era possibile e centri di trapianto renale si
aprirono in tutto il mondo. Nel 1963 furono eseguiti il primo trapianto
di fegato da Starzl e il primo di polmone da Hardy. Nel 1966 Kelly e
Lillehei eseguirono il primo trapianto di pancreas e nel 1967 Barnard
eseguì il primo trapianto di cuore.
Nel nostro Paese il prelievo e il trapianto di organi e tessuti possono
avvenire solo in presenza di precise condizioni:
- disponibilità del donatore,
- compatibilità dell’organo,
- verifica e coordinamento dei Centri Regionali
Trapianto, dei Centri Interregionali Trapianto e del Centro Nazionale
Trapianti,
- trasparente gestione delle liste di attesa
- efficiente e tempestivo intervento dei medici per
il prelievo e il trapianto.
Donazione e Trapianto: i Soggetti Coinvolti
Sebbene per trapianto si intenda comunemente il
trapianto di organi (cuore, fegato, intestino, polmoni, reni, pancreas),
questa operazione può riguardare anche tessuti (cornea, cute, arterie,
valvole cardiache e vene, ossa, muscoli, tendini, membrana amniotica) e
cellule staminali emopoietiche, cioè quelle a partire dalle quali si
differenziano le altre cellule ematiche (globuli bianchi, rossi,
piastrine) e che sono presenti nel midollo osseo, nel sangue del cordone
ombelicale e nel sangue periferico che scorre in arterie, vene e
capillari.
Le spese per il trapianto sono sostenute dal Servizio Sanitario
Nazionale (SSN).
I soggetti coinvolti nel trapianto sono il donatore (vivente o
non, umano o animale), il ricevente (il paziente in attesa
dell’intervento), i familiari del ricevente e le équipe di medici che
intervengono nelle varie fasi, che vanno dall’accertamento della morte
del donatore al prelievo dell’organo fino al trapianto.
Il donatore può esprimere in vita la sua disponibilità o non
disponibilità al prelievo degli organi in caso di morte; il ricevente
dovrà iscriversi nelle liste di attesa di uno o più centri trapianti del
territorio nazionale; i familiari del donatore vengono interpellati dal
personale sanitario qualora non esista una registrazione scritta della
volontà del potenziale donatore; équipe distinte di medici intervengono
in momenti diversi per valutare se è possibile certificare la morte
cerebrale, effettuano gli esami di controllo e di compatibilità degli
organi, il prelievo e il trapianto.
Il sistema trapianti in Italia prevede che il coordinamento
dell’attività di donazione, prelievo e trapianto sia articolato su
quattro livelli: nazionale (CNT cioè il Centro Nazionale Trapianti),
regionale, interregionale (Centri Regionali Trapianto e Centri
Interregionali Trapianto) e locale (Centri Trapianto).
Il CNT è stato creato con la legge n. 91 del 1999 e
dipende dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS). I suoi membri sono
nominati con decreto ministeriale. Il presidente è lo stesso presidente
dell’ISS. Il direttore generale può essere un dirigente di ricerca
dell’ISS o un medico non dipendente dall’ISS, purché di chiara fama in
materia di trapianti. Componenti del CNT sono i rappresentanti di
ciascuno dei Centri Regionali o Interregionali per i trapianti.
Il CNT raccoglie i dati dei pazienti in lista d’attesa provenienti da
ASL, Centri Regionali e Interregionali: mantiene cioè un quadro
aggiornato a livello nazionale delle richieste di organi e dei donatori
disponibili.
Tra le sue funzioni anche quella di definire linee guida per i Centri
Trapianto e controllare il loro operato. Assegna gli organi nei casi di
urgenze e di programmi definiti a livello nazionale come pure di
trapianti per i quali il bacino di utenza minimo corrisponde al
territorio nazionale. Nel caso di trapianti sui minori, ad esempio, i
pazienti in lista d’attesa pur registrandosi in Centri Regionali entrano
a far parte di un'unica lista gestita a livello nazionale.
I Centri Regionali e Interregionali raccolgono e
trasmettono al CNT i dati dei pazienti in lista d’attesa, coordinano i
rapporti con i reparti di rianimazione (per il prelievo) e con le
strutture sanitarie per i trapianti. Verificano che siano effettuati i
test immunologici, assegnano gli organi/tessuti in base ai criteri
definiti dal CNT e ne coordinano il trasporto insieme alle équipe
sanitarie nell’area territoriale di loro competenza. I Centri
Interregionali sono: l’Associazione InterRegionale Trapianti (Torino),
Nord Italia Transplant program (Milano), Organizzazione Centro Sud
Trapianti (Roma).
I Centri Trapianto sono strutture interne agli
ospedali pubblici, autorizzate a eseguire trapianti di organi o di
midollo osseo. Per esempio, in Toscana, si trovano all’interno degli
ospedali di Firenze, Siena e Pisa. In Veneto, nei centri di Padova,
Verona, Treviso, Vicenza. In Sicilia a Palermo e Catania.
A partire dal 2003, il Ministero della Salute ha
istituito un tavolo, cui afferiscono il Centro Nazionale Trapianti e le
Associazioni di settore, per la promozione delle campagne nazionali di
informazione su donazione e trapianti.
Le associazioni che collaborano alla promozione di campagne sono:
- ACTI (Associazione CardioTrapiantati Italiani)
- AIDO (Associazione Italiana per
la Donazione di Organi,
Tessuti e Cellule)
- AITF (Associazione Italiana Trapiantati di Fegato)
- ANED (Associazione Nazionale EmoDializzati)
- LIVER-POOL (Federazione nazionale associazioni di
volontariato malattie epatiche e trapianto)
- Associazione Marta Russo
- FORUM
Oltre alle informazioni pubblicate sul sito ufficiale del Centro
Nazionale Trapianti, il Ministero della Salute ha attivato un numero
verde 800/333.033, coordinato dal CNT, per rispondere alle
domande dei cittadini in tema di donazione e trapianti. È attivo tra le
10 e le 18, dal lunedì al venerdì.
Dalla Donazione al Trapianto
La legge prevede per il cittadino la possibilità di
esprimere la propria disponibilità (o non disponibilità) alla donazione
degli organi e dei tessuti. Ecco le opzioni disponibili:
- compilando il tesserino blu del Ministero della
Salute, da conservare insieme ai propri documenti personali. Il
tesserino può essere stampato dopo aver compilato on line la
dichiarazione di volontà;
- compilando un modulo (registrazione della propria
volontà) nell’ufficio della ASL del proprio territorio o del proprio
medico di famiglia (consultando l’elenco
delle ASL);
- compilando una dichiarazione scritta che contenga
nome, cognome, data di nascita, dichiarazione di volontà (positiva o
negativa), data e firma, da tenere nel proprio portafoglio;
- compilando la carta del donatore nelle sedi dell’Associazione
Aido.
La dichiarazione di volontà compilata nelle sedi
delle ASL viene trasmessa al Centro Nazionale Trapianti e può essere
modificata in qualsiasi momento. Sarà ritenuta valida, sempre, l'ultima
dichiarazione scritta, rilasciata secondo le modalità previste.
Se la dichiarazione non viene compilata, non vale la regola del
“silenzio assenso” per la quale si considera consenziente il donatore.
In questi casi, e in caso di potenziale donatore minorenne, decidono
invece i familiari.
Le procedure per esprimere la propria disponibilità alla donazione delle
cellule staminali (da midollo osseo, cordone ombelicale, sangue
periferico) differiscono da quelle per la donazione di organi e tessuti.
Inoltre, in questi casi, il prelievo avviene da vivi.
Chi vuole donare il midollo osseo deve iscriversi nel
Registro Italiano dei Donatori di Midollo Osseo e potrà essere
chiamato in qualsiasi momento per il prelievo nel caso si presenti un
ricevente compatibile.
Chi vuole donare il sangue del cordone ombelicale del proprio figlio può
farlo al momento del parto. Tagliando il cordone ombelicale, infatti,
resta nei vasi placentari e cordonali una quota residua di sangue che
contiene cellule staminali emopoietiche. Queste cellule sono simili a
quelle presenti nel midollo osseo e potranno essere dunque utilizzate a
fini di trapianto nei casi in cui il bambino o un ricevente compatibile
ne avessero bisogno in futuro. Il prelievo viene conservato nelle banche
del sangue di cordone ombelicale.
Anche per la comune donazione di sangue è necessario dare un consenso
scritto. Il sangue donato viene sottoposto a una serie di esami che
garantiscono la salute del ricevente e verificano al contempo le
condizioni fisiche del donatore. Questi esami sono: emocromo completo
per lo studio di globuli rossi, globuli bianchi e piastrine,
transaminasi ALT (per lo studio del fegato), sierodiagnosi per la lue o
sifilide, HIV Ab 1-2 (per l’AIDS), HBs Ag (per l’epatite B), HCV Ab e
ricerca di costituenti virali dell’HCV (per l’epatite C), controlli e
determinazione del gruppo sanguigno e del fattore Rh.
Il sangue che il donatore offre è indispensabile nei servizi di primo
soccorso e di urgenza, in interventi chirurgici e trapianti di organo,
nella cura delle malattie oncologiche, nelle varie forme di anemia
cronica.
La lista
dei centri AVIS di tutte le regioni italiane è disponibile
on-line.
Per informazioni sulla sede a cui rivolgersi è possibile telefonare al
numero verde 800/261.580.
Tutti i cittadini assistiti dal Servizio Sanitario Nazionale possono
essere inseriti nelle liste di attesa dei Centri Regionali Trapianto,
che valutano se sono soddisfatte le condizioni per sottoporre un
paziente all’intervento. Possono essere iscritti in lista d’attesa anche
cittadini stranieri o extracomunitari purché assistiti dal SSN.
Il numero dei centri a cui è possibile iscriversi varia a seconda del
tipo di trapianto. In genere, a parte il caso del trapianto di rene, si
privilegia l’iscrizione a un unico centro regionale. I minori di 18 anni
pur iscrivendosi a un solo centro, rientrano in una unica lista di
attesa nazionale, gestita dal Centro Nazionale Trapianti a cui comunque
vengono trasmessi i dati dei database interregionali.
Il paziente che ha bisogno di un trapianto può anche essere curato
all’estero, se le strutture italiane non sono in grado di offrire il
trattamento di cui ha bisogno o se i tempi per effettuare l’intervento
sono troppo lunghi.
Il paziente deve presentare domanda alla ASL in cui è iscritto con la
relazione del medico specialista che dichiari che l’assistito non può
essere curato in Italia. Nella dichiarazione deve essere indicato anche
il Centro estero prescelto per effettuare l’intervento. A sostegno della
richiesta è necessario presentare la documentazione medica (cartelle
cliniche, esami radiologici, pareri di specialisti, ecc.) che
giustifichi il trasferimento all’estero. L'ASL inoltra la domanda e la documentazione a un Centro di Riferimento
Regionale (C.R.R.) entro 3 giorni dal ricevimento. Il C.R.R. valuta se
ci sono i presupposti per poter dare l’autorizzazione e invia il parere
positivo o negativo alla ASL entro 7 giorni dal ricevimento.
Prima ancora che venga accertata la morte del donatore, l’esistenza di
una sua dichiarazione di volontà o la disponibilità dei familiari al
prelievo degli organi, si riunisce un collegio di medici convocati dalla
Direzione Sanitaria della struttura ospedaliera: un anestesista, un
neurofisiopatologo e un medico legale. Il team deve controllare se il
donatore è in condizione di “morte encefalica”, se cioè sono presenti
contemporaneamente le seguenti condizioni: stato di incoscienza, assenza
di riflessi del tronco, assenza di respiro spontaneo, silenzio elettrico
cerebrale.
La legge stabilisce che la morte possa essere dichiarata se tutti questi
elementi sono presenti dall'inizio dell'osservazione e per un periodo
non inferiore a 6 ore per gli adulti e di 12- 24 ore per i bambini (a
seconda delle fasce d'età). Della commissione che accerta la morte
cerebrale non possono far parte i medici che eseguiranno il prelievo
degli organi né quelli che eseguiranno il trapianto.
I medici si accertano se esiste una dichiarazione di volontà espressa
per iscritto dal paziente. Le dichiarazioni compilate e consegnate alle
ASL sono registrate nelle banche dati del CNT.
Se non esiste una dichiarazione scritta (magari tenuta dal paziente tra
i suoi documenti) nella quale egli si esprime in senso favorevole o
contrario sul prelievo, i medici chiedono il consenso al prelievo degli
organi ai familiari del potenziale donatore. Possono opporsi alla
donazione: il coniuge non separato, il convivente more uxorio, figli
maggiorenni, genitori. In caso di minorenni decidono i genitori.
Le fasi successive sono coordinate dal Centro Regionale Trapianti
competente per territorio. Il centro cura i rapporti con il reparto di
rianimazione, controlla che vengano eseguiti i test immunologici per
verificare la compatibilità con il donatore e ridurre il pericolo di
rigetto, assegna gli organi ai pazienti in lista di attesa sulla base
dei criteri di urgenza e compatibilità e coordina il trasporto
dell’organo espiantato e dell’équipe che farà il trapianto.
Sono esclusi dal prelievo degli organi donatori sieropositivi da HIV 1 o
2, con positività contemporanea a epatite B e D, tumori maligni in atto,
alcune infezioni sistemiche per le quali non esistono terapie
praticabili, malattie da prioni, come il kuru (che ha molte somiglianze
con la Malattia di Creutzfeldt-Jakob), la malattia di Creutzfeldt-Jakob (CJ), quella di
Gerstmann-Straussler-Scheinker (GSS) e l’insonnia fatale familiare
(FFI).
Il tempo che può trascorre tra il prelievo di un organo e il trapianto
su un paziente è molte breve. L’operazione deve iniziare poche ore dopo
la comunicazione della disponibilità di un organo e può durare dalle 2
ore (per i reni) alle 4-8 ore per altri tipi di trapianto. Il paziente
può ricevere anche organi di persone molto giovani o molto anziane (nel
caso di cornee e fegato anche di persone ultraottantenni) e non sosterrà
alcuna spesa né per le cure né per l’organo. Non è ammesso il trapianto
di cervello e organi riproduttori.
Statistiche e Legislazione
I trapianti in Italia sono in continua crescita. Si
è passati infatti dai 1.083 trapianti del 1992 ai 3.190 del
2006. A
oggi i pazienti iscritti nelle liste di attesa sono 9.304:
6.470 in
attesa di reni, 1.729 per fegato, 727 per cuore, 222 per pancreas, 318
per polmone. I tempi di attesa (in anni) sono:
- Rene (3,02)
- Pancreas (2,6)
- Cuore (2,24)
- Polmone (1,9)
- Fegato (1,78)
I dati completi sono contenuti in rapporti
periodici, pubblicati online sul
sito del Ministero della Salute dedicato ai trapianti.
La legislazione italiana definisce le norme per il prelievo e il
trapianto di organi e tessuti, nonché le certificazioni di idoneità per
il prelievo e le modalità per accertare la morte del donatore. Ecco una
selezione delle leggi e dei decreti più significativi:
- Decreto 2 dicembre 2004: Modalità per il rilascio
delle autorizzazioni all’esportazione o all’importazione di organi e
tessuti
- Decreto 2 agosto 2002: Criteri e modalità per la
certificazione dell'idoneità degli organi prelevati al trapianto
- Decreto 8 aprile 2000: Disposizioni in materia di
prelievi e di trapianti di organi e di tessuti, attuativo delle
prescrizioni relative alla dichiarazione di volontà dei cittadini sulla
donazione di organi a scopo di trapianto
- Legge 91/1999: Norme per il prelievo e il
trapianto di organi e tessuti
- DPR 694/1994: Regolamento recante norme sulla
semplificazione del procedimento di autorizzazione dei trapianti
- Decreto 582/1994: Regolamento recante le modalità
per l'accertamento e la certificazione di morte
- Legge 578/1993: Norme per l'accertamento e la
certificazione di morte
- Legge 301/1993: Norme in materia di prelievi e
innesti di cornee
La legislazione straniera si distingue da Paese a Paese nella
definizione di morte del donatore, nelle condizioni fissate per il
prelievo degli organi (in alcuni Stati il donatore deve esprimere un
consenso scritto, in altri è sufficiente che non abbia espresso
opposizione) ed è variabile anche nella possibilità o meno dei familiari
di negare il prelievo degli organi.
Definizione di morte
Viene certificata con perdita totale e irreversibile delle funzioni
cerebrali in:
Austria, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda,
Lussemburgo, Paesi Bassi, Norvegia, Spagna, Svizzera, Turchia, Gran
Bretagna.
È rimessa alla valutazione del medico in: Belgio, Cipro, Portogallo.
Consenso al prelievo
Il prelievo di organi o tessuti è effettuato a condizione che il
donatore, in vita:
non abbia espresso opposizione in:
Austria, Belgio (soltanto per i cittadini belgi), Danimarca, Francia (la
famiglia può testimoniare per iscritto e in modo circostanziato
l'opposizione del defunto), Grecia (l'assenza di opposizione non è
sempre interpretata come consenso presunto), Lussemburgo (opposizione
scritta), Norvegia, Portogallo, Spagna, Svizzera.
abbia espresso il proprio consenso in:
Belgio (consenso espresso soltanto per gli stranieri), Cipro (per la
donazione della cornea), Paesi Bassi (consenso scritto o, in assenza,
consenso della famiglia), Svezia (consenso scritto o, in assenza,
consenso della famiglia), Turchia (espresso o presunto), Gran Bretagna
(consenso scritto), Germania (in assenza, il consenso di un parente
prossimo).
Opinione dei familiari
Si tiene conto dell'opinione dei familiari in:
Cipro, Danimarca (l'opinione non è preponderante), Finlandia (se il
donatore non ha espresso il consenso in vita), Turchia (l'opinione non è
preponderante), Grecia (l'opinione non è preponderante), Germania (in
assenza di consenso del defunto), Irlanda (il sentimento dei parenti
prossimi prevale sulla volontà esplicita o presunta del defunto),
Norvegia (l'opinione non è preponderante), Paesi Bassi (l'opinione è
praticamente predominante), Spagna (l'opinione può essere
preponderante), Svezia (in assenza di consenso certo, l'opinione è
preponderante), Svizzera (l'opinione non è preponderante).
Non si tiene conto dell'opinione dei familiari in:
Austria, Francia (salvo che per i minori o per gli incapaci per i quali
si richiede il consenso scritto dei familiari o tutori legali), Belgio
(salvo che per i minori), Gran Bretagna (salvo che per i bambini “incompetent
or competent but unwilling to make a decision” ovvero che non possono
prendere decisioni o che sarebbero in grado di farlo ma non vogliono).
|
in
primo
piano:
|
A 40 anni dal Rapporto di Havard che
identificava il decesso con l'Encefalogramma piatto l'Osservatore Romano
riapre la discussione sulla Morte Cerebrale.
Secondo il quotidiano il criterio che attualmente definisce il trapasso
dell'individuo ''entra in contraddizione con il concetto di persona
secondo la dottrina cattolica''. Occorre rimettere in discussione la
definizione di morte cerebrale. Lo scrive l'Osservatore Romano a
quarant'anni dal rapporto di Harvard che
"cambiava la definizione di morte basandosi non più sull'arresto
cardiocircolatorio, ma sull'encefalogramma piatto: da allora
l'organo indicatore della morte non è più soltanto il cuore, ma il
cervello". "Si tratta - sottolinea l'Osservatore Romano - di un
mutamento radicale della concezione di morte, che ha risolto il problema
del distacco dalla respirazione artificiale, ma che soprattutto ha reso
possibili i trapianti di organo, accettato da quasi tutti i Paesi
avanzati (dove è possibile realizzare questi trapianti), con l'eccezione
del Giappone. Anche la Chiesa cattolica, consentendo il trapianto degli
organi, accetta implicitamente questa definizione di morte, ma con molte
riserve: per esempio, nello Stato della Città del Vaticano non è
utilizzata la certificazione di morte cerebrale". Nuove ricerche
scientifiche hanno però riaperto la discussione e
alcuni sono "concordi nel dichiarare che la
morte cerebrale non è la morte dell'essere umano. Il rischio di
confondere il coma (morte corticale) con la morte cerebrale è sempre
possibile". "E questa preoccupazione - aggiunge l'Osservatore Romano -
venne espressa al concistoro straordinario del 1991 dal cardinale
Ratzinger nella sua relazione sul problema delle minacce alla vita
umana: 'Più tardi, quelli che la malattia o un incidente faranno cadere
in un coma 'irreversibile', saranno spesso messi a morte per rispondere
alle domande di trapianti d'organo o serviranno, anch'essi, alla
sperimentazione medica ('cadaveri caldi')". "Queste considerazioni
aprono ovviamente nuovi problemi per la Chiesa cattolica, la cui
accettazione del prelievo degli organi da pazienti cerebralmente morti,
nel quadro di una difesa integrale e assoluta della vita umana, si regge
soltanto sulla presunta certezza scientifica che essi siano
effettivamente cadaveri - continua l'Osservatore Romano - Ma la messa in
dubbio dei criteri di Harvard apre altri problemi bioetici per i
cattolici: l'idea che la persona umana cessi di esistere quando il
cervello non funziona più, mentre il suo organismo, grazie alla
respirazione artificiale, è mantenuto in vita,
comporta una identificazione della persona
con le sole attività cerebrali, e questo entra in contraddizione con il
concetto di persona secondo la dottrina cattolica, e quindi con
le direttive della Chiesa nei confronti dei casi di coma persistente".
"Il quarantesimo anniversario della nuova definizione di morte cerebrale
- conclude - sembra quindi riaprire la discussione, sia dal punto di
vista scientifico generale, sia in ambito cattolico, al cui interno
l'accettazione dei criteri di Harvard viene a costituire un tassello
decisivo per molte altre questioni bioetiche oggi sul tappeto, e per il
quale al tempo stesso costa rimettere in discussione uno dei pochi punti
concordati tra laici e cattolici negli ultimi decenni".
''Non è cambiato niente nella dottrina della Chiesa
su questo punto - spiegano ancora dal 'ministero della salute' vaticano
- certo la questione è delicata perché come si sa gli organi devono
avere ancora dei segni di vita per essere espiantati''. Dunque
quanto scritto da Scaraffia ''è
un'opinione personale, anche se è utile che un certo dibattito
prosegua su questi temi, la scienza va avanti ci sono dei progressi, si
discute. Ma la posizione della Chiesa rimane la stessa di quarant'anni
fa''. In particolare viene sottolineata la visione di lungo periodo,
l'intuizione di Pio XII che seppe vedere per tempo il problema e parlò
di trapianti. Ancora, sottolineano dal dicastero vaticano, è noto che
non conosciamo il ''momento esatto della morte'' abbiamo tutta una serie
di elementi, ma non sappiamo quale sia il momento esatto. Tuttavia la
questione non interferisce con la questione trapianti d'organi. Già
nella giornata di ieri il direttore della sala stampa vaticana, padre
Federico Lombardi, aveva spiegato che in effetti per quanto autorevole
fosse l'autore, l'articolo del quotidiano della Santa Sede non
costituiva un cambiamento della dottrina sulla questione dei trapianti
d'organi. Oggi il ''Pontificio consiglio per la pastorale della salute''
spiega che i contenuti dell'articolo apparso nell'edizione del 3
settembre dell'Osservatore costituiscono ''un'opinione personale''
dell'autrice. E anzi in merito si richiama la posizione sul tema dei
trapianti di Pio XII per testimoniare ulteriormente come la posizione
della Chiesa sulla questione non sia cambiata nel corso degli ultimi
decenni. Certo sul problema della definizione di ciò che può definirsi
morte, in quali condizioni e secondo quali parametri medici e etici, la
Santa Sede mantiene un'attenzione alta e richiama la massima attenzione
da parte dei comitati di bioetica, ma sulla vicenda trapianti conferma
la posizione gia' consolidata dal magistero.
Il Direttore del CNT scrive all'Osservatorio
Romano
Viene di seguito riportata integralmente la lettera scritta dal prof.
Nanni Costa in merito alla polemica sulla Morte Cerebrale:
Egregio Direttore,
Le scrivo in rappresentanza della comunità trapiantologica e di tutti
coloro che da anni lavorano con dedizione, serietà e rigore scientifico
in questo settore, per comunicarLe alcune considerazioni in merito
all'articolo di Lucetta Scaraffia, pubblicato dal Vs. giornale.
Tale contributo, come molte altre prese di posizione sul delicato tema
del fine della vita, può diventare utile contributo alla riflessione
comune solo se fondato sulla chiarezza delle definizioni e sul rigoroso
riconoscimento dei diversi piani di discussione, siano essi scientifici,
etici, religiosi o giuridici. Al contrario, il riscontro di una
pericolosa confusione di piani, termini e definizioni nella modalità di
sviluppo del confronto in essere, ci spingono ad intervenire per
dissentire da alcune affermazioni e per riportare una necessaria
chiarezza sulla serietà e la fondatezza dei presupposti che
caratterizzano l'attività medica in questo settore.
Le questioni su cui riportiamo l'attenzione sono la definizione e
l'accertamento di morte, i criteri distintivi tra lo stato di coma,
quello di "stato vegetativo persistente" e di morte cerebrale.
Quanto alla morte, la definizione attualmente riconosciuta dalla
comunità scientifica internazionale e dalle legislazioni di tutti i
Paesi culturalmente avanzati (Europa, Stati Uniti, Australia, Canada,
America Latina, dalla maggioranza dei paesi Asiatici, e da diversi paesi
Africani) è quella della dichiarazione di Harvard (1968). La
dichiarazione riconosce nel cervello l'origine di tutti i processi
vitali: il respiro, il battito cardiaco, la termoregolazione, la fame,
la sete. Quando le cellule cerebrali che sovraintendono a tutte queste
funzioni sono totalmente e irrimediabilmente danneggiate, la conseguenza
è la morte cerebrale del paziente. La morte si identifica, quindi, con
la cessazione irreversibile di tutte le funzioni dell'encefalo. Le
conoscenze acquisite in questi anni e che hanno progressivamente
affinato le tecniche e gli strumenti di rianimazione e di accertamento
di morte, hanno confermato l'inadeguatezza della definizione di morte
intesa come arresto della funzione cardio-respiratoria (in quanto è
possibile, in alcuni casi, ripristinare le funzioni vitali in pazienti
con arresto temporaneo del respiro e dell'attività cardiaca) ma hanno
altresì confermato che la cessazione delle funzioni vitali generate
dalla distruzione totale delle cellule cerebrali rimane uno stato
irreversibile, irreparabile e definitivo che coincide con la morte della
persona. In tal caso, infatti, il cervello non solo è danneggiato sul
piano della funzionalità, ma anche su quello anatomico perché le cellule
morte cominciano a decomporsi e gli enzimi che si liberano, conseguenza
di questa decomposizione, aggrediscono e demoliscono le altre cellule
innescando un meccanismo inarrestabile.
In Italia, la morte encefalica definita nella dichiarazione di Harvard è
recepita dalla legge 578/1993 che prevede che nessun medico possa, da
solo, effettuare una diagnosi di morte cerebrale: la dichiarazione di
morte può essere effettuata da una commissione di 3 specialisti solo
dopo un periodo di osservazione di almeno 6 ore, mirato ad accertare con
scrupolosi esami clinici e strumentali ripetuti diverse volte, la
permanenza delle condizioni di morte. Se in questo arco di tempo, una
sola delle prove cliniche o strumentali dovesse modificarsi, se dovesse
cioè comparire anche uno solo dei riflessi vitali di natura encefalica,
l'accertamento non potrebbe proseguire e di conseguenza non sarebbe
possibile dichiarare e certificare il decesso del paziente. Data la
rigorosità delle metodiche adottate in questa procedura, posiamo
affermare, al di là di ogni ragionevole dubbio, che essa non è
suscettibile di errori.
Ai suddetti chiarimenti si aggiungano le seguenti considerazioni:
nell'articolo dell'Osservatore Romano, vengono citati, come determinati
ai fini della confutazione dei criteri di definizione di morte, nuove
ricerche e nuove acquisizione scientifiche non contenute in articoli
scientifici internazionali o affermate da consensus conference, cioè da
modalità adottate dalle comunità scientifiche, bensì attraverso la
citazione di un singolo caso, descritto in uno dei libri recensiti.
Inoltre, è assolutamente fuorviante affermare, come avviene
nell'articolo della Scaraffia e in altre posizioni, un legame tra
l'accertamento di morte e l'attività di prelievo degli organi. Le
procedure di accertamento di morte vengono, infatti, espletate in tutti
i casi in cui vi sia il riscontro clinico-strumentale della morte
cerebrale, indipendentemente dalla successiva destinazione del cadavere.
Indicando e praticando i criteri di accertamento di morte, la comunità
scientifica risponde alla fondamentale e primaria necessità di stabilire
e dichiarare l'avvenuta morte biologica di una persona, un atto che deve
basarsi, com'è, su evidenze scientifiche chiare, comprovate e condivise.
E' solo successivamente all'accertamento e alla certificazione di morte,
di fronte ad una manifestazione di volontà che acconsente al prelievo,
espressa in vita dal soggetto, o attraverso la non opposizione dei
familiari, che il cadavere può essere candidato al prelievo degli organi
a scopo di trapianto. Ogni legittima considerazione o confronto sul
piano etico, giuridico o filosofico, attinente le questioni del finis
vitae non può porsi oltre le suddette evidenze scientifiche, né
modificarle se non con l'apporto di riscontri scientifici altrettanto
comprovati. Ogni altra considerazione rischia di far scivolare questioni
fondamentali ed incontrovertibili, come quella della morte, sul
pericoloso terreno dell'opinabile.
La seconda questione su cui si intende portare chiarimenti, in
considerazione delle confuse affermazioni riportate nel dibattito in
corso, è quella dei criteri distintivi tra lo stato di coma, quello di
"stato vegetativo persistente" e di morte cerebrale. A questo proposito
si chiarisce che vi è una profonda differenza tra questi diversi stati:
1) il coma è una condizione clinica complessa, derivante da
un'alterazione del regolare funzionamento del cervello con
compromissione dello stato di coscienza. Nel coma, anche nei casi più
gravi, le cellule cerebrali sono vive ed emettono un segnale elettrico
rilevabile attraverso l'elettroencefalogramma o altre metodiche. Il coma
comprende più stadi di diversa gravità, incluso lo stato vegetativo
persistente, ma è comunque una situazione dinamica, che può variare sia
in senso regressivo, sia in senso progressivo. In questi casi, tuttavia,
siamo in presenza di pazienti vivi, sui quali si deve attuare qualsiasi
presidio terapeutico che sia in grado di curarli
2) Nello stato vegetativo persistente (spesso confuso con la morte
cerebrale), dunque, le cellule cerebrali sono vive e mandano segnali
elettrici evidenziati in modo chiaro dall'elettroencefalogramma, mentre
nella morte encefalica le cellule cerebrali sono morte, non mandano
segnale elettrico e l'encefalogramma risulta piatto
3) la diversa condizione biologica tra questi stati ha precisi
riscontri sul piano clinico: nello stato vegetativo persistente il
paziente può respirare in modo autonomo; mantiene una vitalità
circolatoria, respiratoria e metabolica e un controllo sulle cosiddette
funzioni vegetative (esempio temperatura corporea, pressione arteriosa,
diuresi, etc..). Nella morte encefalica il soggetto ha perso in modo
irreversibile la capacità di respirare e tutte le funzioni encefaliche:
non ha controllo sulle funzioni vegetative (non c'è più controllo sui
meccanismi che regolano la temperatura corporea e la pressione
arteriosa)
4) vi sono condizioni neurologiche assolutamente diverse: nello stato
vegetativo i riflessi dei nervi cranici e i riflessi respiratori sono
mantenuti, mentre sono assolutamente assenti nella morte encefalica;
nello stato vegetativo le funzioni cerebrali mantengono una certa
vitalità, sebbene ridotta, mentre nella morte encefalica sono assenti in
modo irreversibile.>/ol> In considerazione di quanto sopra, premesso che
lo spirito che ci anima è quello di partecipare con questa nota al
confronto in corso districando possibili grovigli terminologici e pur
accogliendo e riconoscendo la legittimità e l'utilità di ogni opinione o
contributo su questi delicati temi, sento la necessità di esprimerLe
l'auspicio che questi, specie se provenienti da voci tanto autorevoli
come quella che esprime il Suo giornale, si caratterizzino per prudenza,
rigore e fondatezza, riconoscendo di muoversi su un terreno ove
competenze e saperi di tipo etico, antropologico e giuridico non possono
prescindere dalle acquisizioni della scienza, sulle quali è possibile e
doveroso intervenire solo con strumenti e riscontri all'altezza di
confutarli sullo stesso piano. Il rischio, altrimenti, può divenire
persino quello di andare contro il proprio intento, finendo per il
compromettere piuttosto che difendere, in nome di una mal giustificata
definizione del confine tra la vita e la morte, il diritto fondamentale
alla vita e alla cura che hanno tutti coloro che sono vivi e che, nel
nostro settore, comprende anche il gran numero di pazienti che attendono
di essere curati grazie al gesto solidale e gratuito della donazione. Un
gesto, su cui tutto il magistero ecclesiale, come oggi stesso
riconfermato dalle dichiarazioni del Pontificio consiglio per la
Pastorale della salute e dalle precisazioni di Mons. Lombardi, è da
tempo concorde ed univoco.
Con l'occasione, Le porgo Cordiali Saluti.
Il Direttore del Centro Nazionale Trapianti
Dott. Alessandro Nanni Costa
I Criteri Distintivi tra Stato Vegetativo
Persistente e Morte Encefalica
In relazione al
tema della morte cerebrale e, in particolare, all'analogia tra
l'irreversibilità dello stato vegetativo persistente e la condizione di
morte encefalica, intorno al quale, grazie a diversi interventi e
articoli su vari organi di stampa, tra cui l'Osservatore Romano, si sta
sviluppando in questi giorni, un confronto tra distinte posizioni; si
riportano di seguito i criteri essenziali che per la comunità
scientifica fondano la assoluta differenza e distinzione tra la
condizione di stato vegetativo persistente e quella di morte encefalica.
Le principali diversità tra queste due condizioni sono:
1) nello stato vegetativo persistente le cellule cerebrali sono vive e
mandano segnali elettrici evidenziati in modo chiaro
dall'elettroencefalogramma, mentre nella morte encefalica le cellule
cerebrali sono morte, non mandano segnale elettrico e l'encefalogramma
risulta piatto
2) la diversa condizione biologica ha precisi riscontri sul piano
clinico:nello stato vegetativo persistente il paziente respira in modo
autonomo; mantiene una vitalità circolatoria, respiratoria e metabolica
e un controllo sulle cosiddette funzioni vegetative (esempio temperatura
corporea, pressione arteriosa, diuresi , etc..). Nella morte encefalica
il soggetto ha perso in modo irreversibile la capacità di respirare e
tutte le funzioni encefaliche: non ha controllo sulle funzioni
vegetative (non c'è controllo sulla temperatura corporea e sulla
pressione con sbalzi positivi o negativi rispetto agli standard, la
diuresi può raggiungere 10-15 litri in 12 ore, etc.)
3) vi sono condizioni neurologiche assolutamente diverse: nello stato
vegetativo i riflessi dei nervi cranici e i riflessi respiratori sono
mantenuti, mentre sono assolutamente assenti nella morte encefalica
4) nello stato vegetativo le funzioni cerebrali mantengono una certa
vitalità, mentre nella morte encefalica sono assenti in modo
irreversibile
5) dalla dichiarazione di Harvard (1968) i criteri di morte encefalica
sono stati ufficialmente definiti sul piano scientifico e riconosciuti
dalle legislazioni di tutti i Paesi culturalmente avanzati (Europa,
Stati Uniti, Australia, Canada, America Latina, dalla maggioranza dei
paesi Asiatici, e da diversi paesi Africani)
6) si sottolinea che le nuove tecnologie, rese disponibili negli ultimi
40 anni per la diagnostica delle patologie cerebrali, hanno pienamente
confermato i criteri della dichiarazione di Harvard
7) in Italia, la morte encefalica è definita dalla legge 578/1993 e
prevede che nessun medico possa, da solo, fare diagnosi di morte
cerebrale: la dichiarazione di morte può essere effettuata da una
commissione di 3 specialisti solo dopo un periodo di osservazione,
mirato ad accertare con esami clinici e strumentali la permanenza delle
condizioni di morte, della durata di almeno 6 ore. L'applicazione di
questa procedura rende la diagnosi certa. |
| |
|