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sezione aggiornata il 20/03/09
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Patologie
cardiache
e
cause
di
morte
cardiaca
improvvisa
in
giovani
atleti
agonisti
-
-
Autori
-
dr.
Federico
Emiliano Ghio
-
-
Premessa
-
Nel
2004
gli
episodi
di
morte
cardiaca
improvvisa
che
hanno
visto
interessato
giovani
atleti
sono
stati
frequenti.
Alcuni
di
questi
episodi
sono
balzati
agli
onori
della
cronaca,
altri
hanno
solamente
contribuito
ad
aumentare
la
triste
casistica.
Per
citare
due
esempi,
si
ricordi
l'adolescente
deceduto
nell'hinterland
milanese
durante
una
partita
di
calcetto
per
morte
cardiaca
improvvisa
secondaria
a
ipertrofia
ventricolare, nonche'
il
giocatore
del
Benfica,
deceduto
a
soli
23
anni
sul
campo
da
gioco
per
ACC
in
paziente
affetto
da
ipertrofia
ventricolare
sinistra.
grafico
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-
Decisioni
-
Sulla
scorta
di
questi
eventi,
nel
2004,
la
Busnago
Soccorso
Onlus
ha
prestato
assistenza
sanitaria
durante
diverse
manifestazioni
sportive
agonistiche
con
Unita'
di
Soccorso
Avanzato.
L'utilizzo
dell'MSA
(Mezzo
di
Soccorso
Avanzato)
è
stato
introdotto
anche
in
manifestazioni
sportive
in
cui
generalmente
non
e'
prevista
la
presenza
di
un
Medico
e di
un
Centro
Mobile
di
Rianimazione.
Per
eventi
di
grandi
dimensioni,
ma a
basso
rischio
per
i
partecipanti
(ad
esempio
corse
campestri),
e'
stato
deciso
l'utilizzo
di
uno
o
piu'
Infermieri
provenienti
da
reparti
di
Area
Critica
(Rianimazioni,
Pronto
Soccorso,
118),
senza
la
presenza
di
personale
medico.
Compito
del
personale
Infermieristico
e'
stato
quello
di
gestire
il
triage
e
mantenere
i
contatti
con
la
Centrale
Operativa
118
in
caso
di
necessita.
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Il
caso
-
Nel
settembre
2004,
durante
i
campionati
italiani
di
pattinaggio
su
rotelle,
un'atleta
maschio
di
24
anni,
che
da
poco
aveva
ripetuto
la
visita
sportiva
per
l'idoneita'
all'attivita'
agonistica
senza
riportare
alcuna
prescrizione
o
segni
di
patologia
in
atto,
si
accascia
al
suolo
alla
fine
della
gara,
dopo
aver
lamentato
dispnea
e
fame
d'aria.
Anamnesi
muta.
Viene
immediatamente
soccorso
dal
Medico
e
dai
Soccorritori
della
Busnago
Soccorso
Onlus.
Ad
un
primo
esame,
il
paziente
appare
non
accessibile,
Glasgow
Coma
Score
3,
frequenza
respiratoria
30
atti/minuto,
espansione
bilaterale
ed
MV
presente
su
tutto
l'ambito.
SaO2%
in
aria
ambiente
100%.
Roseo.
ECG:
FC
160
bpm,
ritmo
sinusale.
PA
160/90
mmHg.
pupille
isocoriche,
isocicliche,
fotomotore
indenne.
Dopo
alcuni
istanti,
il
paziente
si
risveglia
spontaneamente.
Nel
frattempo
è
incominciata
la
somministrazione
di
ossigeno
con
maschera
facciale
e
reservoire
a
10
l/min.
Caricato
in
ambulanza,
si
esegue
ECG
a
12
derivazioni
che
evidenzia:
FC
130
RS,
blocco
di
branca
destro
incompleto,
minimi
criteri
per
ipertrofia
ventricolare
sinistra.
Frequenza
cardiaca
in
progressiva
diminuizione
fino
a
90
bpm,
RS.
Visto
il
progressivo
normalizzarsi
della
frequenza
cardiaca,
si
attendono
alcuni
minuti
e
viene
ripetuto
nuovamente
un
ECG
(vedi
sotto).
Intanto, si
prendono
accordi
per
l'ospedalizzazione
presso
il
PS
dell'Ospedale
di
Vimercate,
dove
il
paziente
giunge
con
l'ECG
sotto
riportato
(PA
130/80
mmHg,
eupnoico)
-
In
Pronto
Soccorso
viene
eseguita
RX
Torace
che
evidenzia
cuore
di
volume
aumentato
ai
limiti
superiori
di
norma,
ecocardio
che
non
evidenzia
reperti
patologici.
Da
successivi
accertamenti
risultera'
la
diagnosi
di
episodio
di
tachicardia
parossistica
sopraventricolare
in
ipertrofia
ventricolare
sinistra
e
blocco
di
branca
destro
incompleto.
All'atleta
viene
consigliato
il
ritiro
dall'attivita'
agonistica
ed
ulteriori
accertamenti
cardiologici.
In
assenza
di
un
Medico
e
di
un
mezzo
di
soccorso
avanzato
sul
posto
il
paziente,
che
all'esecuzione
del
terzo
ECG
si
presentava
asintomatico,
non
si
sarebbe
recato
in
Pronto
Soccorso,
visto
e
considerato
la
frequenza
relativamente
elevata
di
atleti
che
a
causa
dell'intenso
impegno
fisico
accusano
pre-sincopi
o
sincopi
vere
e
proprie
senza
sottoporsi
ad
ulteriori
indagini.
L'evento
e'
stato
gestito
precocemente
sulla
scena
dell'evento
dal
Medico
e
dal
nostro
personale
non
sanitario
che
beneficia
di
una
formazione
specifica
all'utilizzo
delle
apparecchiature
elettromedicali
presenti
sui
nostri
MSA
e
sull'assistenza
al
personale
medico
nelle
manovre
invasive
più
comuni
nell'ambito
dell'emergenza
territoriale
(intubazione,
defibrillazione,
reperimento
di
accesso
venoso
periferico
e
centrale,
utilizzo
del
ventilatore
polmonare).
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