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sezione aggiornata il 25/06/10
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La
scabbia è una
malattia infettiva altamente contagiosa, l’agente causale è l’acaro
(SARCOPTES SCABIEI) che è in grado di vivere e di riprodursi esclusivamente
su esseri umani a sangue caldo: uomo e animali. Gli acari della scabbia sono
diffusi in tutto il mondo. La trasmissione interumana necessita di contatti
intimi, prolungati: ad esempio il contatto con pazienti affetti o mediante
rapporto sessuale, ecc. Il contagio indiretto, per mezzo del vestiario, e'
raro in quanto gli acari della scabbia non sono in grado di sopravvivere a
lungo al di fuori dell’ospite a sangue caldo.Oltre
all’acaro strettamente adattato all’uomo esistono numerose specie che
infestano animali d’appartamento (cani e gatti) o d’allevamento (maiale).
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La
trasmissione
di
queste
scabbie
di
interesse
veterinario
all’uomo
e' un
evento
eccezionale
per
via
dello
stretto
adattamento
di
ogni
varietà
al
loro
ospite.
La
scabbia
si
manifesta
con
epidemie
cicliche
a
distanza
di
30-40
anni
l’una
dall’altra.
Il
periodo
di
incubazione
dura
in
media
tre
settimane
(in
caso
di
primo
contagio);
è
molto più
breve,
1-3
giorni,
in
caso
di
reinfestazione.La
scabbia
e'
caratterizzata
da un
sintomo
soggettivo
importate:
il
prurito.
Questo
ultimo
è
inizialmente
localizzato
in prossimità
dei
glutei
e
degli
spazi
interdigitali,
in
seguito
diviene
generalizzato
e si
aggrava
di
notte.L’eruzione
scabbiosa
e'
caratterizzata
clinicamente
da un
elemento
patognomonico
della
malattia:
il
cunicolo.
Questo
corrisponde
al
percorso
scavato
dall’acaro
femmina
attraverso
lo
strato
corneo
dell’epidermide,
e lo
si può
osservare
soprattutto
a
livello
degli
spazi
interdigitali
delle
mani
ed in
prossimità
della
superficie
flessoria
dei
polsi.
Sempre
a
carico
della
cute
del
paziente
infetto
e'
frequente
il
riscontro
di
tutta
una
serie
di
manifestazioni
aspecifiche:
lesioni
da
strofinamento
(grattamento),
lesioni
escoriate
a
volta
con sovrainfezione
batterica
e
croste.Nella
donna
è
frequente
l’interessamento
dei
capezzoli,
mentre
nell’uomo
costituisce
un
elemento
utile
per la
diagnosi
la
presenza
di
lesioni papulo-erosive
molto
pruriginose
a
livello
dei
genitali.
- Trattamento
- Il
prodotto più
utilizzato
in
commercio
è il
benzoato
di
benzile,
esso
deve
essere
applicato
metodicamente
alla
sera
dopo
l’igiene
personale
su
tutto
il
corpo.
Dopo
aver
completato
il
primo
ciclo
di
terapia può
essere
necessario
ripetere
il
trattamento
per
ottenere
una
completa
guarigione.
Importante
è
anche
la
disinfestazione
della
biancheria
con
lavaggi
ad
elevata
temperatura
e dei
vestiti
supportate
da
polveri acaricide.
E'
importante
che il
trattamento
sia
esteso
a
tutte
le
persone
che
possono
essere
venute
in
contatto
con la
persona
infettata.
- Biologia
e
ciclo
vitale
- L’agente
responsabile
della
scabbia
e' un
acaro
appartenente
all’ordine
degli
Artropodi.
Come
tutti
gli
acari
trascorre
tutte
le
fasi
del
ciclo
vitale
su
animali
a
sangue
caldo
(uomo-animali),
possiede
quattro
paia
di
zampe,
e
riesce
ad
invadere
gli
strati
più
superficiali
dell’epidermide,
formando
gallerie
che si
estendono
a
volte
fino
allo
strato
granuloso.Le
femmine
a
temperature
superiori
ai
20-25°
C sono
particolarmente
mobili
e sono
quindi
capaci
di
penetrare
nell’epidermide,
in
appena
20
minuti,
sino
ai
2,5-3
cm. di profondita'.
Ciascuna
femmina
depone
dalle
due
alle
quattro
uova
al
giorno.
Dopo
circa
cinque
giorni
fuoriescono
le
larve
d’acaro
che
dopo
tre
mutazioni
diventano
elementi
adulti,
capaci
di
accoppiarsi
e di
deporre
altre
uova.
Il
ciclo
vitale
e' di
14-17
giorni.La
scabbia
non e'
una
malattia
di
“classe”,
limitata
ai
ceti
poveri:
la
prevenzione
e la
diagnosi
precoce
(unitamente
ad una
cura
sistematica
e
scrupolosa)
e' la
migliore
arma
per
ridurre
e
combatterla.
In
ogni
caso
e'
utile
rivolgersi
al
proprio
medico
curante
per la
diagnosi
e la
pianificazione
di una
terapia
ad
hoc.
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