Associazione Volontaria Interprovinciale di Soccorso
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Gestione di un caso di Infarto Miocardico Acuto durante trasferimento a lungo raggio
 
Dr. Fabio Lionti – Medico Chirurgo – Specialista in Cardiochirurgia
Dr. Federico Emiliano Ghio – Infermiere – Istruttore Regionale 118 -  Busnago Soccorso Onlus
Giuseppe Spataro – Autista Soccorritore Busnago Soccorso Onlus
 
Il caso che stiamo per esporre, desta, a nostro parere, un certo interesse. Non tanto per le procedure terapeutiche in sé, ma quanto per le modalità con cui l’intero evento è stato gestito.
E’ praticamente ferragosto quando veniamo attivati per organizzare il rientro in Italia di un paziente di 67 anni, residente in provincia di Vicenza, colpito da IMA Inferiore 3 giorni prima durante una vacanza a Pola (Croazia). L’utente, con anamnesi negativa per cardiopatia e muta per fattori di rischio cardiovascolari, presentava solo precedenti per ipertrofia prostatica in buon controllo farmacologico. A poche ore dall’infarto, era stata eseguita trombolisi con streptochinasi e successivamente il paziente era stato ricoverato c/o UCC dell’Ospedale “Negrijeva” di Pola.
Alle notizie in nostro possesso, il paziente doveva essere asintomatico, in buon compenso emodinamico, pronto al trasferimento in Italia per esecuzione di coronarografia urgente e proseguo cure.
Il nostro arrivo sul posto, con partenza da Milano, avviene dopo circa 8 ore, a causa dell’intenso traffico vacanziero. Le condizioni di viabilità in rientro sono tutt’altro che diverse.
Al letto del paziente, che nel frattempo era stato ricoverato presso la degenza cardiologica, la situazione appare molto diversa da quella da noi conosciuta: ad un primo esame, appare prostrato, agitato, pallido, sudato. FR 22 atti/min, SaO2% in aa 90%, al torace non stasi. FC 53 bpm in ritmo, PA 90/60 mmHg in clinostatismo, polsi isosfigmici. Non edemi declivi. Diuresi riferita attiva (il paziente non è portatore di catetere uretrovescicale, e non ha tenuto durante la degenza la quantità urine). Accusa fastidiosa sensazione al torace. Lamenta moderata dispnea. Viene eseguito ECG a 12 derivazioni che evidenzia IMA Inferiore in atto con bradicardia sinusale.
Non è possibile parlare con nessun Medico in quanto sono in sciopero e non reperibili.
Decidiamo quindi di provvedere a stabilizzare il paziente a bordo del nostro mezzo.
Qui giunti vengono posizionati due accessi venosi periferici di grosso calibro, avviata la somministrazione di ossigeno (6 l/min) con maschera facciale, con rapido miglioramento della SaO2% e della frequenza respiratoria (16 atti/min). Viene effettuato un primo bolo da 250 ml di NaCl 0.9%, con modesto aumento della PA (100/60 mmHg), che indirizza a trattare l’ipotensione attraverso un giudizioso rimpiazzo volemico (seguirà poi l’infusione di Poligelina (Emagel) 500 ml a 80 ml/h) fino ad ottenere, dopo circa 40 minuti, una PA in clinostatismo di 120/80 mmHg. Viene somministrata eparina e ASA 300 mg, mentre  si tenta posizionamento di catetere uretrovescicale che fallisce a causa dell’ipertrofia prostatica del paziente e per la non disponibilità di cateteri rigidi sul mezzo di soccorso. Nel frattempo, si informa la Centrale Operativa dell’Assicurazione che ha richiesto il trasporto, che le condizioni cliniche del paziente sono peggiori di quelle attese e che è necessario un posto letto in UCC e non in cardiologia degenza. Considerato lo stato del paziente e i tempi di arrivo all’Ospedale di Vicenza, si decide di iniziare il rientro, anche in considerazione del fatto che l’Ospedale di Pola non è dotato di emodinamica (la più vicina si trova a Zagabria). Dopo circa 1 ora, si parte quindi alla volta di Vicenza.

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